Giustizia: si accelera su processo telematico e pene detentive non carcerarie

giustiziaRoma, 25 ago – Priorità a regole anticorruzione, processo civile e carcere. Nel dossier che Paola Severino ha portato a Palazzo Chigi c’è l’ordine delle priorità della giustizia, almeno quello che secondo il ministro andrebbe seguito: il carcere, l’anticorruzione, le misure di contrasto alla criminalità del profitto, il ddl di composizione delle crisi da sovraindebitamento del consumatore e dell’imprenditore non fallibile, una serie di interventi sul processo civile telematico e, last but not least, un significativo intervento sull’arretrato civile pendente in appello e in Cassazione.

Nel fascicolo Severino non si parla di intercettazioni né di responsabilità civile dei magistrati perché si tratta di capitoli già aperti in Parlamento, soprattutto il primo che, dopo le recenti dichiarazioni del premier Mario Monti,è rimbalzato in primo piano anche come priorità del governo. Qui la posizione di Severino è chiara: prima la maggioranza deve decidere che cosa fare del ddl fermo alla Camera da più di un anno e poi il governo interverrà con la sua proposta di mediazione, in parte già nota, per evitare quelli che Monti ha definito «abusi» (con riferimento alla pubblicazione di telefonate irrilevanti o riguardanti persone estranee alle indagini).

Dunque, la carne al fuoco è tanta e il tempo a disposizione è poco, considerata la super-priorità delle misure economiche per la crescita, tra le quali, peraltro, si ascrive a pieno titolo l’anticorruzione. Poco tempo e tensioni politiche non ne agevolano il cammino: è recente la “sfiducia” al guardasigilli ostentata nelle scorse settimane dal Pdl e, a quel che sembra, comunicata a Monti anche da Silvio Berlusconi. Il governo, però, ha deciso di non fare marcia indietro e di andare avanti con la mediazione proposta dalla Severino, sia pure tenendo conto di un ordine del giorno approvato alla Camera sul traffico di influenze per distinguerlo nettamente dall’attività lobbystica, andando quindi ancora una volta incontro ad alcune delle richieste del Pdl.

Le misure in agenda sul civile servirebbero a potenziare quanto è stato fatto finora sul piano dell’efficienza, soprattutto con la revisione delle circoscrizioni giudiziarie che ieri ha avuto dal Consiglio dei ministri il “visto, si stampi”. Perfezionare l’attuale impianto normativo del processo telematico, con particolare riferimento a notifiche e comunicazioni informatiche, servirà non solo a velocizzare il processo ma anche a creare comunque un “presidio” di giustizia (una rete di sportelli) là dove il presidio è stato tagliato. Altrettanto essenziali sono le misure per cercare di ridurre l’arretrato, tallone d’Achille della giustizia italiana tanto quanto la lunghezza dei processi. Prima della pausa estiva il ministro aveva aperto un confronto con gli avvocati, che però si è interrotto prima di arrivare al nodo.

Quanto al carcere, il ministro ha ottenuto dalla Camera la calendarizzazione in aula del ddl su depenalizzazione, sospensione del procedimento con messa alla prova, pene detentive non carcerarie nonché sospensione del procedimento nei confronti degli irreperibili: è il ddl presentato dal governo quasi un anno fa e ancora alle prime battute in commissione, destinato a intervenire in modo strutturale (deflazionando il sistema dei reati) sia sul carcere sia sul processo, velocizzandolo. Per Severino sarebbe essenziale anche il rifinanziamento della legge Smuraglia sul lavoro in carcere (defiscalizzazione dei contributi alle imprese che occupano detenuti, sia dentro che fuori il carcere).

Quanto alla corruzione, il ministro propone di portare avanti la sua mediazione e definisce «armonica» la revisione del delitto di concussione, oltre che degli altri. Ricorda che l’Italia deve uniformarsi alle raccomandazioni dell’Ocse e del Consiglio d’Europa ma ricorda anche che in base all’ordine del giorno della Camera il traffico di influenze dovrà essere modificato.

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