Corte dei Conti: diritto alla perequazione tra pensioni e stipendio personale in servizio

Roma, 3 feb – Interessante sentenza della Corte dei Conti della Puglia, che accoglie il ricorso proposto da un ex appartenente al Ministero degli Interni, sulla questione della vigenza nell’ordinamento del “principio di automatico collegamento della misura delle pensioni al trattamento retributivo del personale in servizio“.

La sentenza, molto articolata, fa riferimento a pronunciamenti della Corte Costituzionale, quando afferma che “non può non prospettarsi come fattore di nuove e ulteriori divaricazioni tra pensioni e stipendi, rappresentando l’ipotesi che nel medio periodo l’andamento delle retribuzioni finirà per discostarsi dalle pensioni“.

Il giudice ritiene che “In applicazione, quindi, degli articoli 36 e 38 della Costituzione (…) per le considerazioni sopra espresse, che debba essere affermato il diritto del ricorrente alla perequazione del trattamento pensionistico, con aggancio ai miglioramenti economici concessi al personale di pari qualifica ed anzianità in attività di servizio“.

Inoltre , si legge nella sentenza, che “Il suddetto principio non è, in effetti, contenuto in alcuna espressa disposizione legislativa che lo sancisca in termini generali, ma viene di volta in volta invocato quando si ponga per una categoria di pubblici dipendenti la necessità di uno speciale adeguamento del trattamento di quiescenza, in relazione ad una dinamica salariale del personale in servizio che venga a discostarsi in misura notevole dai valori economici precedentemente attribuiti e sui quali veniva calcolato il trattamento di quiescenza“.

Da ciò, la Corte dei Conti “accerta il diritto dei ricorrenti alla perequazione della pensione, con collegamento al trattamento stipendiale dei dipendenti di pari anzianità, oltre interessi legali e rivalutazione monetaria nella misura di legge“.

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Corte dei Conti: diritto alla perequazione tra pensioni e stipendio personale in servizio

10 Commenti

  1. Daniele Cutrufelli dice

    Presto ci sarà qualche altro giudice o più qualificato consesso che stravolgerà anche questa sentenza seguendo i dettami di una politichetta fine e se stessa e che conta buoni numeri in magistratura. Speriamo bene! Del resto la speranza è l’ultima a morire.

  2. Tiziano dice

    X chi è andato in pensione nel periodo del blocco stipendio e avanzamenti voluto dall allora governo su idea del ministro brunetta, dal 2011 al 2016, si dovrebbe incrementare la pensione che è rimasta bloccata al contratto e stipendio di allora…..

  3. Carmine Sansone Mar. Aiut. in cong. G. di F. dice

    Ottima sentenza provvederò ad avvisare mia cugina xkè predisponga la richiesta di perequazione.

    Gradirei sapere se rientra anche la mancata concessione dell’assegno funzionale maturato a 27 anni di servizio (considerato che ne ho fatti 28 e 9 giorni) e riformato x motivi di salute il 09.10.2013 nel periodo di congelamento degli assegni funzionali mentre ai miei colleghi ke lavorano gli è stato concesso nel 2015/2016.

    1. Giuseppe Gullá dice

      Sono nella tua stessa situazione. Fammi sapere se arrivi a qua che conclusione è se puoi farmi avere la richiesta di perequazione. Grazie

  4. Pasquale santoro dice

    Qualcuno sa che fine abbia fatto il ricorso cumulativo fatto qualche anno fa per tutti quelli che avevano subito danni dal blocco stipendiati. Mi riferisco a chi è andato in pensione dal 2012 al 2015?

  5. Casimiro dice

    Ed il personale andato in pensione per infermità e per causa di servizio nel 1987? Quali miglioramenti sulla pensione ha avuto? Nè scivolo, nè assegno funzionale….

  6. Romeo Mike dice

    Ho telefonato ad un noto avvocato qui a Roma, impegnato per la questione del blocco stipendiale del 2011-14. A me ha chiesto come singolo, nel caso volessi fare il ricorso 600 euro. Di contro credo che se si facesse collettivo, verrebbe molto di meno. Inoltre vorrei ricordare che la legge è stata illegittima dalla Corte Costituzionale e quindi lo Stato Italiano avrebbe dovuto annullare tale “schifezza” e sostituirla con una nuova.
    Ciò non è più avvenuto. Vi rendete conto?
    La mia prossima azione in pensione a settembre del 2014 con i 27 anni maturati nel 2011 sarà un’istanza al Persomi chiedendo la rivalutazione della precitata nel computo del calcolo redatto ai fini pensionistici. Poi……

    1. Rodolfo dice

      Buon giorno

      Sono un collega Gdf congedato nov. 2014 con ass. funz. congelato. Ho fatto subito la richiesta alla mia amministrazione ma non ho ottenuto nulla. In breve, le amministrazioni di appartenenza non possono autonomamente riconoscere lo “scongelamento” anche ai pensionati in quanto occorrerebbe un’apposita legislazione dello Stato. Mi è stato risposto che sono in attesa di una risposta da parte della Ragioneria dello Stato alla quale le varie Amministrazioni hanno posto il quesito “”la sua pratica verrà riesaminata alla luce dell’esito del quesito…”.
      Personalmente penso che non otterrò nulla.
      Auguri

  7. Giuseppe dice

    Gradirei piu notizie e sapere se e come eventualmente proporre azioni e essenzialmente come e da chi. Grazie. Giuseppe Bovino.

  8. worf58 dice

    Mi auguro che questa giusta sentenza venga presa in considerazione. Ma una domanda mi sorge spontanea: per avere questo adeguamento del trattamento di quiescenza, dobbiamo richiederla all’INPS, o sarà l’Imps ad adeguare la pensione?

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