Corruzione in atti giudiziari, 7 arresti a Roma. Indagati anche due ammiragli

TAR_LazioRoma, 22 lug – I carabinieri del Noe hanno effettuato questa mattina sette arresti, su richiesta della Procura di Roma, per l’accusa di corruzione in atti giudiziari. In manette, fra gli altri, il giudice del Tar del Lazio, Franco Angelo Maria De Bernardi.

Insieme a De Bernardi, le persone finite in carcere per decisione del giudice Maria Paola Tommaselli sono l’avvocato Matilde De Paola e l’imprenditore Giorgio Cerruti. Ai domiciliari invece sono andati Marco Pinti, Giovannino Antonini, Francesco Clemente e Lucio Felice Francesco De Sanctis. Nell’ordinanza firmata dal gip al giudice De Bernardi si attribuisce il ruolo di principale esponente “di un articolato ed organizzato sistema di corruzione”. Secondo il magistrato gli elementi raccolti dagli investigatori consentono di affermare che “il giudice del Tar si è ripetutamente accordato con diversi privati che avevano pendenze davanti al Tribunale amministrativo alterando, dietro compenso di denaro, il corretto e imparziale esercizio dell’attività giurisdizionale”. Nell’ordinanza si ribadisce che nella sua illecita attività De Bernardi si è avvalso della collaborazione dell’avvocato De Paola ricevendo compensi sulla base di un “accordo corruttivo in virtù del quale egli, in cambio di una parte degli onorari non solo avrebbe indirizzato alla medesima persone che lui si rivolgevano per ottenere il suo interessamento, ma avrebbe altresì supportato il ricorrente mediante un’attività di collaborazione”.

Indagati anche due ammiragli

Anche due ammiragli della Marina Militare, Marcantonio Trevisani e Luciano Callini, entrambi 65enni, sono indagati nell’inchiesta per corruzione sui ricorsi pilotati al Tar. Stando al gip Maria Paola Tomaselli, De Bernardi avrebbe “indirizzato allo studio dell’avvocato Matilde De Paola i due ammiragli, curando per loro la stesura dei ricorsi amministrativi dagli stessi proposti ed influendo in modo determinante nella stessa stesura della sentenza, ricevendo quale corrispettivo dall’avvocato De Paola, per il tramite della propria convivente Evis Mandija (che emetteva in relazione a tale pagamento fattura per operazioni inesistenti) la somma di 10mila euro”.

In una conversazione con l’avvocato De Paola, intercettata dagli investigatori, il magistrato amministrativo De Bernardi afferma “di aver fatto al Trevisani una sentenza ad hoc”. Nell’ordinanza si fa riferimento ad un’altra intercettazione dalla quale emerge come l’avvocato De Paola “oltre ad illustrare la natura dei rapporti con De Bernardi, indica i diversi compensi richiesti per i procedimenti trattati, precisando le modalità di versamento degli stessi e facendo in ultimo richiamo all’esigenza di giustificare l’emissione di una fattura in favore di Evis Mandija per la corresponsione al giudice degli importi dovutigli per la sua collaborazione nei ricorsi dei due ammiragli”.

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