Cassazione: danni psichiatrici per nonnismo, ministero Difesa paghi i danni

cassazioneRoma, 26 feb – Gli episodi di nonnismo possono aggravare i problemi psichici dei giovani e la Difesa è responsabile dei danni. La terza sezione civile della Cassazione ha rigettato il ricorso del dicastero contro un uomo che aveva svolto il servizio militare tra ’96 e ’97 cui la corte d’Appello di Messina aveva riconosciuto il danno. Da ragazzo gli erano già stati riscontrati disturbi del comportamento, ma dopo il servizio militare, circa un mese tolti ricoveri e congedi, si è aggravato, con una diagnosi di psicosi schizofrenica.

L’Appello aveva dichiarato nel 2008, riformando il giudizio di primo grado, la responsabilità del ministero per aver ”agevolato o aggravato, a titoli di concausa, l’insorgere nell’uomo della malattia mentale”, tanto che poi ne è stato dichiarato il congedo illimitato. Già nel 1994, era stato dichiarato ”soggetto rivedibile” con ”personalità fragile ed insicura”, nonostante questo in seguito a due successive visite era stato dichiarato idoneo. Il giudice d’Appello aveva ritenuto che sia i dipendenti della pubblica amministrazione che avevano visitato il giovane e sia quelli che lo avevano tenuto alle loro dipendenze durante il mese di leva militare, avessero contribuito – aggravando una patologia di cui era portatore – all’insorgere di episodi conclamati di disturbo mentale.

Una tesi convalidata dalla Cassazione: con ”congruo e corretto apprezzamento delle risultanze di causa”, si legge nella sentenza depositata oggi, ”la Corte territoriale ha affermato che, almeno sotto il profilo dell’aggravamento di una patologia di cui purtroppo il giovane era portatore, il comportamento dei dipendenti della PA” ha ”contribuito all’insorgere degli episodi ormai conclamati di disturbo mentale con paranoie e manie di persecuzione”. Proprio la ”debolezza e la ritenuta rivedibilità del soggetto – si legge nelle sentenza – avevano giustificato l’ampliamento degli accertamenti e tale situazione, lungi dall’essere interruttiva del nesso causale, relativo all’aggravamento della patologia, non è neanche in contraddizione con la circostanza che un periodo effettivo di leva di poco superiore ad un mese si sia rivelato sufficiente ad aggravare la patologia stessa ed a determinare la riforma del soggetto”. (ANSA)

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