Auto blu ad Alfonso Papa, indagati ufficiali e sottufficiali della GDF

auto-finanzaMilitari per portare i figli al mare o al calcetto. Napoli, 16 ott – Un’auto e due sottufficiali della Guardia di Finanza sono stati per anni a disposizione di Alfonso Papa, dei suoi familiari e delle sue amiche. Per quella vicenda sono ora indagate dieci persone, tra cui il parlamentare del Pdl, la moglie, Tiziana Rodà, e alcuni alti ufficiali delle fiamme gialle: uno di loro è il generale Paolo Poletti, ex capo di stato maggiore della Gdf e attuale numero due dell’Aisi, il servizio segreto interno.

Al brigadiere Andrea Grimaldi e al vicebrigadiere Santolo Federico il pm Henry John Woodcock contesta anche il reato di riciclaggio: Alfonso Papa avrebbe consegnato loro somme di denaro in banconote di grosso taglio per importi da 5000 a 9500 euro al mese che i due gli avrebbero restituito dopo averle fatte transitare sui propri conti correnti. Secondo la ricostruzione dell’accusa, dopo essere state versate sul conto dei due sottufficiali, le somme di denaro venivano restituite direttamente a Papa o impiegate per pagamenti nel suo interesse: si trattava dunque di operazioni volte ad ostacolare la provenienza illecita del denaro, “evidentemente – si legge nell’invito a comparire – provento di reati come la corruzione, concussione, millantato credito; illiceità desumibile sia dalle modalità con le quali Papa consegnava ai militari le somme sempre e solo in contante per poi farsele restituire subito dopo, sia dai rapporti e dalle relazioni costantemente intrattenuti da Papa in particolare con imprenditori, relazioni ben note ai due appartenenti alla Guardia di Finanza”. La vicenda dell’auto messa a disposizione di Papa dalla Guardia di Finanza era già emersa nel corso dell’inchiesta sulla P4; ora però il pm Henry John Woodcock ha iscritto i dieci nel registro degli indagati, notificando loro un invito a comparire.

Secondo l’accusa, Alfonso Papa si serviva della vettura e dei due militari per gli usi più disparati: per farsi accompagnare con la famiglia al mare, in provincia di Latina; per far accompagnare la moglie, che è avvocato, a Roma e nei Tribunali in cui andava per motivi di lavoro, come Napoli e Santa Maria Capua Vetere (Caserta); per fare accompagnare i due figli in piscina o a giocare a calcetto; per fare accompagnare l’amica ucraina Ludmyla Spornik a Ischia, in giro per Roma o all’aeroporto di Fiumicino. Secondo l’accusa, alcuni ufficiali in passato al vertice della Guardia di Finanza di Napoli avrebbero imposto al brigadiere Andrea Grimaldi e al vicebrigadiere Santolo Federico di mettersi a disposizione del parlamentare.

In particolare, il generale Poletti, all’epoca dei fatti colonnello, si sarebbe rivolto con queste parole a Grimaldi quando gli mostrò la Mercedes destinata a Papa: ”Vedi che macchinone? Questa macchina dimostra come il Corpo ci tiene per il dottor Papa. Cercate di farci fare bella figura e da oggi in poi fate tutto ciò che vi chiede il dottor Papa. State attenti e cercate di rigare dritto”. Tra gli indagati figura anche l’ex comandante provinciale di Napoli Giovanni Mainolfi; contrario alla decisione di fornire un’auto e due militari al deputato del Pdl era invece l’ex comandante del nucleo di polizia tributaria Sandro Baldassari. Proprio questa mattina, intanto, è ripreso davanti alla I sezione del Tribunale il processo in cui Papa è imputato per la vicenda P4. L’imprenditore Marcello Fasolino ha confermato le accuse rivolte al parlamentare, spiegando di avergli elargito circa 10.000 euro tra il 2001 e il 2007: ”Ho dato soldi a Papa perchè temevo guai giudiziari e lui mi assicurava che avrebbe potuto aiutarmi. In questo modo mi sentivo tranquillo. Ogni volta Papa mi diceva che mi avrebbe restituito i soldi. Io sapevo bene che questo non sarebbe avvenuto”. Fasolino aveva una rubrica telefonica nella quale il numero di Papa era alla voce ”olouiram”, cioe’ ”mariuolo” scritto al contrario. (ANSA)

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