Trattamento pensionistico comparto Sicurezza, Difesa e Soccorso Pubblico. Facciamo chiarezza

Strade-Sicure1Roma, 12 dic – La recente manovra correttiva dei conti pubblici varata dal Governo Monti ha generato una serie di giustificate perplessità tra gli operatori del comparto Sicurezza, Difesa e Soccorso Pubblico e per tale ragione questo articolo vuole fare il punto sulla situazione.

A prescindere da ogni valutazione e disposizione contenuta nella manovra correttiva, bisogna sottolineare preliminarmente che benché la manovra correttiva sia stata varata con un decreto (già operativo), essa potrebbe subire modifiche in sede di conversione nelle aule parlamentari.

Passando adesso all’esame del testo attuale, per quanto riguarda il personale del comparto sopra richiamato, si rileva che:

  • l’abrogazione degli istituti contemplati nell’articolo 6 (Equo indennizzo e pensioni privilegiate) “non si applica nei confronti del personale appartenente al comparto Sicurezza, Difesa e Soccorso Pubblico”.

Per quanto riguarda la materia pensionistica:

  • i diritti acquisiti al 31.12.2011 sono fatti salvi dalla manovra, pertanto chi, a legislazione vigente, ha maturato i requisiti di anzianità contributiva e di età ha diritto ad ottenere la prestazione pensionistica.
  • l’attuale obiettivo del governo è quello di “assicurare un processo di incremento dei requisiti minimi di accesso al pensionamento anche ai regimi pensionistici e alle gestioni pensionistiche”che riguardano sia il personale del comparto Sicurezza e Difesa (personale di cui al decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 195) che quello dei Vigili del Fuoco (personale di cui alla legge 27 dicembre 1941, n. 1570). Dato che il personale anzidetto è sottoposto a regimi normativi regolati dai rispettivi ordinamenti, il decreto stabilisce che  “le relative misure di armonizzazione dei requisiti di accesso al sistema pensionistico” saranno adottate entro il 30 giugno 2012 “tenendo conto delle obiettive peculiarità ed esigenze dei settori di attività nonché dei rispettivi ordinamenti”.

Quello che dunque appare chiaro è che, se rimanesse inalterato l’impianto della manovra dopo il passaggio parlamentare, il governo ha comunque l’intenzione di applicare la norma di revisione dei regimi previdenziali al personale del comparto Sicurezza, Difesa e Soccorso Pubblico, anche se contemperata alle “obiettive peculiarità ed esigenze dei settori di attività”. Se il governo avesse voluto semplicemente escludere dalla norma il personale di cui trattasi, lo avrebbe scritto chiaramente come nel caso dell’art. 6.

Ci auguriamo ovviamente che il governo ci ripensi e che decida di escludere del tutto dalle disposizioni in materia di trattamenti pensionistici il personale del comparto, non fosse altro perché, a causa dell’oggettiva pericolosità del tipo di impiego particolare, non sarebbe auspicabile trattenere al lavoro del personale con caratteristiche psico-fisiche certamente non adatte al tipo di lavoro svolto il quale, al contrario, abbisogna di quella “freschezza” fisica e mentale certamente non riscontrabile in età avanzata. Ma non solo: se in questo delicato comparto si dovesse procedere come disposto dal decreto, a causa delle restrizioni nel turn-over (anche se si applicano solo parzialmente) assisteremmo ad un generalizzato “invecchiamento” di tutta la componente organica e ciò risulterebbe sicuramente inaccettabile, come sanno bene i ministri competenti.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.