Spending Review: tagli ai ministeri ed esoneri anticipati per gli statali. Ecco il piano

spending-review-258Roma, 13 giu – Interni: Centrali uniche d’acquisto e accorpamenti mirati – I tagli alla spesa previsti dal piano di spending review saranno pari, per il ministero dell’Interno, a circa 200 milioni di euro in nove anni. A giorni sarà elaborato un documento che partirà dalla previsione di centrali uniche di acquisto per le forze dell’ordine, per portare maggiore efficienza. Il Viminale ha l’obiettivo di individuare forme di razionalizzazioni di spesa uguali per tutte le forze dell’ordine. Eventuali accorpamenti riguarderanno il livello centrale dei Dipartimenti e non i presidi territoriali. Giustizia: Taglio ai piccoli tribunali e alle mini-procure– Un risparmio totale (al lordo del taglio dei giudici di pace) di76 milioni di euro. È la cifra contenuta nel rapporto dei vertici del Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, sul tavolo del ministro della Giustizia Paola Severino. Il contributo di via Arenula alla revisione della spesa pubblica punta sul taglio di 33 “Tribunalini” e 37 “Procurine”. E sull’eliminazione di tutte le 220 sezioni distaccate esistenti. Con una «movimentazione» di 461 magistrati e 7.000 dipendenti amministrativi.

Tagli di spesa subito per 6-7 miliardi. Dal piano Bondi 5 miliardi: esoneri anticipati dal servizio per gli statali, saltano 3 consulenze su 4

Metodo Consip per gli acquisti di beni e servizi esteso, direttamente o indirettamente, a tutta la Pubblica Amministrazione. Freno alle spese per gli affitti degli uffici. Secco giro di vite sulle consulenze, lasciandone in vita una su quattro o una su cinque, e sulle auto blu. Soppressione di un primo nucleo di comitati intermedi e di società parapubbliche. Il piano del supercommissario Enrico Bondi garantirà subito dai 4 ai 5 miliardi e altri 8-10 a partire dal 2013. E potrebbe essere rafforzato, facendo salire i tagli immediati a 6-7 miliardi, con un pacchetto sul pubblico impiego: smaltimento degli esuberi e utilizzazione dello strumento dell’esonero dal servizio per statali «over 60» ai quali verrebbe garantito l’8o% dello stipendio (ma non dell’intero trattamento economico) fino al raggiungimento dei requisiti per il pensionamento. Una sorta mezzo prepensionamento ad hoc.

Il piano e stato sottoposto ieri da Bondi al Comitato interministeriale sulla spending review, guidato dal premier Mario Monti e del quale fanno parte i ministri Piero Giarda, Filippo Patroni Griffi e il viceministro Vittorio Grilli. L’intervento proposto dal super-commissario dovrebbe essere arricchito da altri tagli selettivi ai ministeri e forse anche il capitolo pubblico impiego con un possibile anticipo di alcune delle misure destinate a far parte in autunno del pacchetto da agganciare alla legge di stabilità.

Il tutto si materializzerà in un decreto legge da almeno 5 miliardi, che potrebbe essere varato anche prima del 20 giugno e che rappresenterà la prima fase della nuova stretta sulla spesa. La cosiddetta fase due della spending review (un intervento da 15-2o miliardi per il biennio 2013-2014 che farà perno sulla riorganizzazione della Pubblica Amministrazione cui stanno lavorando Giarda E Patroni Griffi) decollerà a settembre con provvedimenti collegati alla legge di stabilità.

Diverse tessere devono comunque ancora essere collocate nel puzzle della spending review. Anche se la lunga riunione di ieri sera, durata oltre due ore e mezza, dovrebbe rappresentare la tappa decisiva nella definizione del programma. Un programma a due tappe, che secondo alcuni tecnici dell’Esecutivo a giugno potrebbe trasformarsi in un implicito intervento di ulteriore puntellamento dei conti pubblici. Con il risultato di anticipare di fatto una fetta della manovra autunnale. Il Governo in ogni caso continua a smentire il varo di manovre classiche di aggiustamento.
Il pilastro portante del decreto di giugno sarà dunque rappresentato dal piano Bondi sulle forniture della Pa e sugli affitti. Il metodo Consip sarà utilizzato a vasto raggio e dei 4-5 miliardi realizzabili per quest’anno, almeno 1-1,5 dovrebbero arrivare dalla sanità. Sarà realizzata una “rete” tra le centrali di acquisto regionali e la Consip e verranno introdotti gli strumenti dei fabbisogni e dei costi standard. Con i 4-5 miliardi attesi da questo intervento dovrebbe essere possibile evitare il previsto aumento autunnale dell’Iva e, al tempo stesso, garantire una tranche ulteriore di risorse alle aree dell’Emilia-Romagna colpite dal terremoto. Il decreto, che conterrà un drastico taglio alle spese per gli affitti e alle auto blu, potrebbe essere ulteriormente rafforzato con altre misure e la dote potrebbe salire ancora di 1-2 miliardi arrivando a quota 6-7 miliardi.

Nel menu dei possibili tagli trova posto il pacchetto pubblico impiego. E tra le opzioni che si stanno valutando, oltre alla stretta sulla dirigenza statale c’è anche quella di ridurre i costi del personale aprendo la strada agli esoneri dal servizio per tutti i dipendenti pubblici al compimento del sessantesimo anno di età garantendo l’80% dello stipendio, ma non dell’intero trattamento economico, fino al raggiungimento dei requisiti per il pensionamento. Su questo fronte c’è anche un’opzione più soft: attivare questo meccanismo solo per i dirigenti statali facendolo scattare alla maturazione dei 42 anni di contribuzione (41 per le donne). Sempre sul versante della dirigenza si lavora a una riparametrazione delle retribuzioni verso il basso. Quasi certa la stretta sui buoni pasto degli statali (importo unico per tutte le strutture). Sicura e la secca riduzione delle consulenze: solo il 20-25% dovrebbe sopravvivere al taglio che sta per far scattare il Governo.

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