Spending review: la Camera approva. Tutte le novità di interesse

Camera_dei_deputati1Roma, 3 lug – Via libera dell’Aula della Camera al decreto sulla spending review. I voti a favore sono stati 387, i contrari 20, le astensioni 47. Il provvedimento, modificato nelle commissioni Affari costituzionali e Bilancio, deve tornare in Senato per il via libera definitivo. Il provvedimento (che delinea la cornice dei tagli alla spesa pubblica del commissario Enrico Bondi) deve essere convertito in legge entro sabato prossimo, 7 luglio. Di seguito le misure approvate.

Esuberi P.A: prepensionamento o mobilità obbligatoria per 2 anni– “Tagli selettivi e non lineari” per i dipendenti della Pubblica amministrazione finiti nel mirino della spending review. “Ci saranno poi delle compensazioni dove serviranno. Per la gestione delle eccedenze ci saranno poi sia meccanismi che utilizzeranno l’accompagnamento alla pensione per quelli più vicini o altrimenti un meccanismo di mobilità obbligatoria per due anni”. Lo spiega, soffermandosi con i giornalisti in Transatlantico, il ministro della P.a. Filippo Patroni Griffi, che conferma così le indiscrezioni di queste ultime ore. Quanto alle critiche mosse dai sindacati su questo punto, “noi abbiamo fatto in primo luogo -replica il ministro- un lavoro istruttorio, dando degli obiettivi di finanza pubblica che calibreremo sulle singole amministrazioni”.

Forze di Polizia: se inferiori a 32 anni di età utilizzati per servizi operativi– I dipendenti delle forze di polizia di età inferiore a 32 anni, salvo casi eccezionali, devono essere utilizzati a servizi operativi. E’ quanto prevede il dl sullo spending review. Nell’ambito della riduzione delle spese per il personale (articolo 14), “le strutture interessate dalla limitazione delle assunzioni previste dal comma 1 adottano le opportune misure per destinare a servizi effettivamente operativi un numero di unità di personale non inferiore a quello corrispondente alle minori assunzioni da esso derivanti”.

Statali: vietato monetizzare le ferie– Il dl sulla spending review prevede l’impossibilità per gli statali di monetizzare ferie, riposi e permessi non goduti. La disposizione si applica anche in caso di cessazione del rapporto di lavoro per mobilità, dimissioni e pensionamento. La violazione di queste disposizioni fa scattare automaticamente un’azione disciplinare ed amministrativa per il dirigente responsabile, oltre al recupero delle somme indebitamente erogate.

Statali: obbligo di ferie– Gli uffici pubblici resteranno chiusi nella settimana di ferragosto e in quella tra Natale e Capodanno e gli statali saranno messi in ferie.

Operazione “Stade Sicure”– Per l’operazione “strade sicure” il dl sulla spending review autorizza la spesa di 72,8 milioni nel 2013.

Dimezzato il fondo per le vittime dell’uranio impoverito– Dimezzato il fondo per le vittime dell’uranio impoverito. E’ quanto prevede il dl sulla spending review. “La dotazione del fondo …) destinata alle provvidenze alle vittime dell’uranio impoverito – si legge nel testo – è ridotta dell’importo di 10 milioni di euro per l’anno 2012”. In origine il fondo era superiore ai 21 milioni di euro, di cui 9 già erogati, su oltre 600 domande di risarcimento da parte dei familiari di militari e civili impegnati nelle missioni italiane ammalati o morti per gli effetti letali dell’uranio impoverito.

Assunzioni P.A.: riduzione drastica– Le spese del personale della p.a.vengono ridotte in questo modo: le “facoltà assunzionali” sono ridotte al 20% per tutte le amministrazioni nel triennio 2012-2014, del 50% nel 2015 e del 100% a decorrere dal 2016.

Province: divieto di assumere– Nelle more del riordino delle province, c’è il divieto per loro di procedere ad assunzioni a tempo indeterminato.

P.A: taglio delle piante organiche– Estensione a tutte le amministrazioni pubbliche della riduzione delle piante organiche attraverso un “taglio” del personale del 10% per i dipendenti e del 20% per i dirigenti. E’ questa la strada tracciata dal governo per contenere la spesa nel settore del pubblico impiego e indicata oggi alle parti sociali. Un taglio, però, che sarà preceduto da una mappatura delle piante organiche delle amministrazioni. Solo al termine di questa verifica, infatti, saranno quantificati gli esuberi effettivi di personale. Per la gestione di queste eccedenze, ha spiegato il governo, gli strumenti in campo prevedono sicuramente il ricorso alla mobilità obbligatoria di due anni all’80% dello stipendio, come stabilito dalla legge Brunetta. E, tra le ipotesi formulate dal governo, anche l’eventualità di derogare dalla riforma Fornero sulle pensioni mandando in pensionamento anticipato obbligatorio i dipendenti ed i dirigenti del pubblico impiego che abbiano realizzato i requisiti previsti dalle vecchie regole, entro il 31 dicembre 2013.

Chiusura ospedali con meno di 120 posti letto– I piccoli ospedali saranno drasticamente tagliati: veranno chiusi tutti quelli con meno di 120 posti letto. “Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano – si legge nel testo – adottano tutte le misure necessarie a prevedere, entro il 31 ottobre 2012, la cessazione di ogni attività dei presidi ospedalieri a gestione diretta delle ASL con un numero di posti letto inferiore a 120 unità e la conseguente immediata chiusura”.

Regioni: taglio di 700 milioni nel 2012 e di un miliardo di euro nel 2013– Le risorse dovute dallo Stato alle regioni a statuto ordinario sono ridotte di 700 milioni per il 2012 e di 1.000 milioni a decorrere dal 2013.

Missioni di pace: -8,9 milioni di euro– Il fondo per le missioni di pace è ridotto di 8,9 milioni già per quest’anno.

Statali: salta il taglio ai buoni pasto– Il previsto taglio dei buoni pasto degli statali è stato cancellato dal testo approvato alla Camera.

Tagli alla Presidenza del Consiglio– Riduzione delle spese di funzionamento della Presidenza del consiglio dei Ministri per un totale di 15 milioni di euro al 2013. “La Presidenza del Consiglio dei Ministri procede ad operare interventi di riduzione delle spese di funzionamento sul proprio bilancio autonomo – si legge nel testo – tali da comportare un risparmio complessivo di 5 milioni di euro per l’anno 2012 e 10 milioni di euro a decorrere dall’anno 2013”.

Tagli dei contributi a TV e radio locali– Contributi a favore di radio e tv locali ridotti di 30 milioni a decorrere dal 2013.

Autoblu: stangata dal 2013– Nel 2013 la spesa per le auto blu non dovrà superare il 50% di quanto speso nel 2011. “A decorrere dall’anno 2013, le amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, incluse le autorità indipendenti, non possono effettuare spese di ammontare superiore al 50 per cento della spesa sostenuta nell’anno 2011 per l’acquisto, la manutenzione, il noleggio e l’esercizio di autovetture, nonchè per l’acquisto di buoni taxi; il predetto limite può essere derogato, per il solo anno 2013, esclusivamente per effetto di contratti pluriennali giò in essere”.

Blocco stipendi dei dipendenti delle società pubbliche– Per due anni, dal 1 gennaio 2013 al 31 dicembre 2014, lo stipendio dei dipendenti delle società pubbliche non potrà superare quello del 2011.

Esodati: salvati altri 55.000 lavoratori– Vengono salvati ulteriori 55.000 lavoratori esodati rispetto ai 65 mila già interessati.

Blocco affitti per uffici P.A.– Al via il blocco degli adeguamenti Istat relativi ai canoni dovuti dalle Amministrazioni per l’utilizzo di immobili in locazione passiva. Il locatore ha facoltà di receder dal contratto “dandone comunicazione entro il 31 dicembre 2012 con lettera raccomandata. Il recesso ha effetto decorsi sei mesi dal ricevimento della comunicazione, salvo termine più breve concordato con l’Amministrazione locataria”.

Riduzione delle Province– Al via la riduzione e la razionalizzazione delle province. All’articolo 1 si legge infatti che entro venti giorni dalla data di entrata in vigore del decreto “il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’Interno, di concerto con il ministro dell’Economia e delle finanze e della pubblica amministrazione, delibera un’ipotesi di riordino delle province”. La redistribuzione degli obiettivi del patto di stabilità interno tra gli enti territoriali interessati “è operata a invarianza del contributo complessivo”.

Sanità: taglio del 5% su beni e servizi– Taglio del 5% per l’acquisto di beni e servizi da parte della sanità pubblica. “Gli importi e le connesse prestazioni relative a contratti in essere di appalto di servizi e di fornitura di beni e servizi – si legge nel testo – con esclusione degli acquisti dei farmaci, stipulati da aziende ed enti del Servizio sanitario nazionale, sono ridotti del 5 per cento a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto per tutta la durata dei contratti medesimi; tale riduzione per la fornitura di dispositivi medici opera fino al 31 dicembre 2012”.

Prevista una rinegoziazione dei contratti qualora si rilevassero superiori ai prezzi di riferimento: “Qualora sulla base dell’attività di rilevazione di cui al presente comma, nonchè sulla base delle analisi effettuate dalle Centrali regionali per gli acquisti anche grazie a strumenti di rilevazione dei prezzi unitari corrisposti dalle Aziende Sanitarie per gli acquisti di beni e servizi, emergano differenze significative dei prezzi unitari, le Aziende Sanitarie sono tenute a proporre ai fornitori una rinegoziazione dei contratti che abbia l’effetto di ricondurre i prezzi unitari di fornitura ai prezzi di riferimento come sopra individuati, e senza che ciò comporti modifica della durata del contratto”. In caso di mancato accordo, entro il termine di 30 giorni dalla trasmissione della proposta, “le Aziende sanitarie hanno il diritto di recedere dal contratto senza alcun onere a carico delle stesse, e ciò in deroga all’articolo 1671 del codice civile. Ai fini della presente lettera per differenze significative dei prezzi si intendono differenze superiori al 20 per cento rispetto al prezzo di riferimento”.

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