Sicurezza e Difesa: su decreto Una tantum malumori del personale

soldati-italiani-rientroRoma, 8 nov – Dopo tante attese sembrava che le risorse destinate a compensare in parte i blocchi stipendiali degli appartenenti alle forze armate e a quelle dell’ordine fossero state finalmente rese disponibili con la firma del DPCM da parte del presidente del Consiglio nei giorni scorsi ma, a quanto si apprende, non sono poche le perplessità del personale in uniforme.

Prima di tutto perchè il DPCM non è immediatamente attuabile, perchè rinvia la corresponsione delle somme che dovrebbero essere erogate delegando alle singole amministrazioni l’emanazione di successivi decreti e poi, in seconda battuta, perchè le stesse somme sono giudicate insufficienti e non bastevoli a coprire le esigenze dei prossimi anni (2012-2013).

A ciò si aggiunge che le risorse eventualmente erogate, che ricordiamo sono state attinte da quelle stanziate dal governo Prodi per il riordino delle carriere (provvedimento di fatto accantonato da questo governo), non saranno neppure “pensionabili” atteso il loro carattere di “una tantum”.

«Ponzio Pilato non poteva fare di meglio – dichiara Ferdinando Chinè del Cocer aeronautica – , il Governo si è lavato le mani,  toccherà ai singoli Ministeri fare fuoco con la legna che hanno, scegliere chi come e quando percepirà qualcosa. In altre parole siamo al punto di partenza».

«Nel frattempo – continua Chinè – per i colleghi che non sono addetti ai lavori e che aspettano quei pochi euro non si spiegano cosa c’è che non va. Viceversa, tra la gente comune nell’immaginario collettivo, grazie alla politica degli annunci, ai militari ogni due o tre mesi viene pagata la “specificità” con provvedimenti “ad hoc” in un “mare magnum” di tagli e crisi generale. E’ evidente che il malessere cresce, i militari sono paragonati ad una piccola casta, e non stupiscono le indignazioni sui mass media per Maserati e colf pagate per i generali».

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