Sicurezza e Difesa: ecco il contratto, ma rimane un forte dissenso nella base [VIDEO E TABELLE]

Roma, 27 gen – Alla fine la firma è arrivata, con grande soddisfazione del Governo ma che ha lasciato l’amaro in bocca ad una parte considevorevole di operatori del comparto Sicurezza e Difesa.

Registriamo subito che, una delle ragioni principali di malcontento, è il mancato accordo sulla parte normativa che dovrebbe essere, per legge, parte integrante del contratto.

Per i militari – osservano i delegati Cocer Antonello Ciavarelli (Marina) ed Alfio Messina (Aeronautica) – la revisione della parte normativa è, in moltissimi casi, ancora più importante della parte economica.

La parte normativa che regola le indennità, infatti, è ferma da 35 anni, nel senso che la legge “pilastro” (la 78/1983) non contempla delle figure professionali che nel corso dei decenni – nel corso dei quali è avvenuta una profonda mutazione delle Forze Armate – sono emerse e che ora non sono né valorizzate né tantomeno gratificate con un’indennità “ad hoc”.

Giusto per fare un esempio, pensiamo ai “Sensor Operator“, cioè a quel personale – estremamente preparato e specilizzato – che fa volare i droni di cui dispone l’Aeronautica militare, veri e propri aerei a pilotaggio remoto. Ebbene per questa figura professionale non esiste alcuna indennità dedicata.

Inoltre il contratto appena firmato – è bene ricordarlo da subito – si riferisce solo al triennio 2016/2018, così alla fine dell’anno in corso terminerà la sua vigenza ed inizierà la nuova tornata contrattuale per il triennio 2019/2021.

Le risorse stanziate

Sono circa 1.200 milioni di euro a regime dal 2018, sia per la parte economica che per quella normativa, e 150 milioni di euro, a regime dal 2020, per la Specificità (la Legge di Stabilità ha previsto per la contrattazione 300 milioni per il 2016, 900 milioni per il 2017 e – come già scritto – 1.200 milioni a partire dal 2018, mentre per la specificità il finanziamento prevede 50 milioni per il 2018, 100 milioni per il 2019 e 150 milioni a partire dal 2020, appostati in un apposito fondo che dovrà essere ripartito con un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DCPM) e che, qualora sussistano le condizioni finanziarie e la volontà dell’esecutivo, potrà essere alimentato da ulteriori risorse in qualsiasi momento. Questo ultimo aspetto è una novità che le rappresentanze sono riuscite a raggiungere e che potrebbe consentire al Governo in carica o quello che si insedierà dopo le elezioni di poter aumentare i fondi per l’operatività e per la specificità ogni qualvolta lo ritenga e/o sussistano le condizioni.

Il Contratto vero e proprio

Da questo link è possibile scaricare il testo del decreto che sarà sottoposto alla firma del Presidente della Repubblica.

La soddisfazione del Governo e della Difesa


Il fronte contrario

Cominciamo con il Cocer della Marina che in una nota ha spiegato le ragioni che hanno indotto i delegati a non firmare il contratto proposto dal Governo anche se, come sappiamo, la mancata firma non produce effetti, ma su questo aspetto ci ritorneremo dopo.

«Con ferma e motivata decisione – si legge nella nota – il Cocer Marina non ha sottoscritto il contratto proposto dal Governo per il triennio 2016-2018: abbiamo voluto tutelare la dignità del nostro personale ed il nostro ruolo di rappresentanti, così come ci è stato chiesto dai colleghi in divisa. Il Governo ha aperto le trattative a fine luglio salvo ripresentarsi dopo 5 mesi di assenza in prossimità del Natale. Le cifre appostate sul contratto sono state da noi subito definite insufficienti; per questo il Cocer Marina ha concentrato l’attenzione sulla necessità di discutere e riordinare alcune fattispecie normative di interesse primario per il nostro personale, che sono sfociate nella piattaforma inviata alla Funzione Pubblica. La vera trattativa è iniziata l’11 gennaio e da subito è stato chiaro che al Governo interessava chiudere rapidamente la sola partita economica (…) rinviando ad una seconda fase la discussione sugli aspetti normativi».

«L’urgenza e la rapidità imposte hanno lasciato le nostre richieste inascoltate e l’attenzione è stata principalmente data ai sindacati di Polizia, peraltro spaccati sull’approvazione».

«Insufficiente l’introduzione di una norma per la concertazione di secondo livello – spiegano i delegati della Marina -, che si esplicherà in un mero parere riguardante la suddivisione del Fondo di Efficienza; di fatto siamo di fronte alla mancata attuazione del ruolo negoziale previsto dalla Legge sulla specificità».

«Così come previsto dalla Legge – si legge inoltre – invieremo al Presidente del Consiglio le ragioni specifiche del nostro dissenso».

Di seguito il video del delegato Cocer della Marina, Maresciallo Antonello Ciavarelli, che spiega i dettagli del dissenso.

I Carabinieri

Il Cocer Carabinieri, in un primo momento schierato sul fronte del NO alla firma del contratto, ha – alla fine – cambiato idea, provocando un certo malcontento da parte degli organi intermedi e di base.

Il Comitato Intermedio di Rappresentanza del Comando Interregionale Carabinieri “Pastrengo”, ad esempio, in aperto dissenso con il Cocer dell’Arma ha firmato una delibera con la quale spiega che «Alcuni delegati del COCER, parlando in nome e per conto dell’Organismo Centrale, hanno affermato in più occasioni che non avrebbero firmato il contratto di lavoro in via di “somministrazione” perché, dicevano, non si avvicinava minimamente alle legittime aspettative del personale impegnato per la salvaguardia della sicurezza del Paese e delle sue Istituzioni».

Il Coir “Pastrengo” quindi «avrebbe voluto capire quali sono le motivazioni che hanno condotto a cambiare radicalmente ed improvvisamente idea decidendo, infine, di firmare il contratto, la responsabilità della sottoscrizione di un contratto di lavoro che certamente non soddisfa il personale non solo del Nord del Paese».

Ai Carabinieri del Coir “Pastrengo” quindi non è rimasto altro che «esprimere il rammarico del personale rappresentato ovvero dell’elettorato passivo ma non silente» e che «intende ribadire anche alle Autorità Istituzionali presenti al “tavolo di confronto” che la posizione assunta dal CoCeR CC deve essere considerata unilaterale perchè non è frutto del doveroso confronto in “Assise” con i COIR confluenti come prevede la Legge».

Cocer diviso

In questo frangente anche il Cocer dei Carabinieri, al proprio interno, ha sofferto una spaccatura che ha visto il profondo dissenso delle categorie Brigadieri, rappresentate dai delegati Serpi, Tarallo, Schiralli e Bono, che non hanno apposto la propria firma in aperto dissenso con i colleghi.

L’Aeronautica militare

Anche i delegati dell’Arma azzura si sono rifiutati di firmare il contratto. Di seguito un video del delegato Cocer Alfio Messina.

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Sicurezza e Difesa: ecco il contratto, ma rimane un forte dissenso nella base [VIDEO E TABELLE]
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Sicurezza e Difesa: ecco il contratto, ma rimane un forte dissenso nella base [VIDEO E TABELLE]
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12 Commenti

  1. walter dice

    bisogna cacciarli via, producono solo nuove povertà, tranne che per banche, assicurazioni, etc, non sanno far altro che rapinare e turlupinare il popolo e…sarebbe ora di stravolgere tutto il sistema chiedendo di esautorare ogni organo politico italiano e formare una squadra di validi politici presi dal panorama internazionale.

  2. Grigi dice

    Ed ai pensionati che hanno subito il blocco normativo contrattuale 2009/2017 chi ci pensa?

    1. Falco dice

      Il tuo PD come sempre…con nuove tasse! Ah…il benaltrismo, il nuovo sport di certi italiani!

  3. Domenico Franciullo dice

    il personale posto in congedo nel 2011 per riforma per motivi di salute rientra nella contrattazione approvatagrazie

  4. Guido dice

    CoCer carabinieri: fedeli dei secoli: sono il vero problema dei cc e non solo in quanto sono il problema di tutte le forze dell’ordine . Chi si rifiuta a firmare di qua chi si rifiuta a firmare di là, ridicoli tutti ridicoli i sindacati delle altre forze di polizia. Scusate solo per dirne una ma poco poco negli ultimi dieci anni dove eravate??? Poco poco dal blocco dei contratti lasciato fare senza battere ciglio dove eravate??? A spendere i soldi delle tessere ed a mettere a posto qualche moglie, o fratello , o figlio grazie al silenzio comprato dai politici di turno??? RESTATE ZITTI È PIÙ DIGNITOSO

    1. Giuseppe dice

      concordo pienamente

  5. Rocco deufemia dice

    Sono un VB della Guardia di F. Il contratto è ridicolo e inopportuno visto la situazione Italiana,il sottoscritto cmq già App sc.del Corpo con 10 anni nel grado con il rinnovo tutti quelli come me siamo stati penalzzati in quanto daV.b. abbiamo avuto un aumento netto di 2,5 euro dopo 8 anni.la categoria degli App.sc.hanno avuto un po di più.Vergogna.

    1. Falco dice

      Da come scrivi, direi che hai avuto anche troppo! Io avrei puntato in un corso di grammatica italiana!

  6. pecheco dice

    Ed al personale posto in congedo nell’ann0 2012 ? ……………………………………….

  7. Giuseppe Antonio dice

    Salve, ai colleghi andati in pensione nell’anno 2016 a prescindere la forza armata di appartenenza e quelli del comparto di sicurezza, spetta l’adeguamento della proprio pensione.
    Visto che si parla di rinnovo di contratto 2016/2018.

  8. Gio dice

    Dopo un pessimo “riordino”anche un pessimo contratto….
    Il gioco delle tre carte…..ma il 4 marzo si vota, ed in maniera democratica vi manderemo tutti a casa…..

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