Sicurezza e Difesa: blocco stipendiale anche per il 2014, ma non è detta l’ultima parola

consiglio_ministri_governo_lettaRoma, 9 ago – Alla fine anche per il 2014 il blocco degli stipendi per i dipendenti pubblici è diventato operativo. Il Consiglio dei ministri di ieri si è infatti avvalso dell’opzione prevista dal D.L. 78/2010 – convertito nella Legge n. 122/2010 – (varato dal governo Berlusconi), che permette a Palazzo Chigi di estende il blocco anche per l’anno 2014.

Il governo in una nota ha infatti “approvato in esame definitivo, a seguito del parere espresso dalle Commissioni parlamentari e dal Consiglio di Stato, un regolamento che proroga il blocco della contrattazione economica e degli automatismi stipendiali per i pubblici dipendenti. Il provvedimento rende possibile però la contrattazione normativa per il pubblico impiego, così come espressamente richieste dalle Commissioni Parlamentari. L’adozione del regolamento si rende necessaria per la particolare contingenza economico-finanziaria, che richiede interventi non limitati al solo 2013, i cui effetti sono stati già scontati sui saldi di finanza pubblica. Sussistono infatti condizioni di eccezionalità tali da giustificare la proroga al 31 dicembre del 2014 di una serie di misure in materia di pubblico impiego, comunque con un orizzonte temporale limitato, come richiesto nei pareri delle Commissioni parlamentari che hanno espresso parere favorevole sul provvedimento con la condizione che si sblocchi la contrattazione normativa. In particolare vengono prorogati:

  • il blocco dei trattamenti economici individuali;
  • la riduzione delle indennità corrisposte ai responsabili degli uffici di diretta collaborazione dei Ministri e l’individuazione del limite massimo per i trattamenti economici complessivi spettanti ai titolari di incarichi dirigenziali;
  • il limite massimo e la riduzione dell’ammontare delle risorse destinate al trattamento accessorio del personale;
  • i blocchi riguardanti meccanismi di adeguamento retributivo, classi e scatti di stipendio, le progressioni di carriera comunque denominate del personale contrattualizzato e di quello in regime di diritto pubblico.

Le reazioni

«Non posso approvare, coerentemente con quanto da me proposto e approvato dalla commissione Difesa della Camera, la conferma del blocco stipendiale per il 2014 anche per il comparto Difesa e Sicurezza ieri sancito dal consiglio dei Ministri. Un blocco di cui era stato chiesto lo stralcio perché, come più volte indicato e spiegato, penalizza il comparto ancor più degli altri settori della Pubblica Amministrazione e va a negare quella specificità da tutti riconosciuta, per primo dal presidente del Consiglio nel suo discorso iniziale alla Camera». E’ quanto ha dichiarato l’on. Rossi, capogruppo di Scelta Civica in commissione Difesa della Camera, in una nota.

Tuttavia, da quanto si apprende, il ministro della Difesa Mario Mauro – in visita oggi ad alcuni reparti militari della Sardegna insieme agli onorevoli Rossi e Cicu – , si è reso disponibile ad incontrare le parti sociali (Cocer e Sindacati) per trovare una soluzione alternativa alla proroga del blocco anche per il 2014, prima del 4 settembre, data prevista per la convocazione del ministro della Funzione Pubblica.

Le opzioni sul tavolo, come peraltro sottolinea l’on. Rossi, vanno dalla “possibilità di incrementare il fondo a suo tempo costituito per ridurre o eliminare gli effetti del blocco (una tantum, ndr), ricorrendo alle risorse annuali previste per il riordino dei ruoli o alla possibilità, normativamente prevista, di attingere al fondo unico di giustizia e ai risparmi delle missioni: risorse evidentemente esistenti a meno di indirizzarle verso altre destinazioni”.

«In sostanza – conclude Rossi – , sono sicuro che, a fronte del blocco derivante da decisioni pregresse del governo Berlusconi, il governo attuale esaminerà senz’altro le possibilità sopra indicate alla riapertura dei tavoli contrattuali a settembre, tenuto anche conto della sensibilità dimostrata in tema di limiti di età pensionistici».

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