Rinviato il «taglio» alle pensioni di militari e poliziotti

strade-sicure3Roma, 28 ago – (di Lorenzo Salvia) Non se ne trova traccia fra le 120 «azioni in programma» infilate nell’Agenda per la crescita, la lista dei compiti a casa da fare prima delle elezioni. E la scadenza fissata in un primo momento, il 31 luglio, è passata da un pezzo. Forse è il segnale che il governo ha rinunciato a estendere a militari e poliziotti le nuove regole sulle pensioni approvate con il salva Italia. Ma non è detta l’ultima parola. Nei giorni scorsi quella scadenza è stata spostata a fine ottobre. E il ministro del Welfare Elsa Fornero ha riaperto il dossier, annunciando ai colleghi che qualche passo verso l’uniformità andrà fatto. Non sarà semplice, però, viste le resistenze di tutti i partiti. Era lo stesso decreto salva Italia a prevedere l’armonizzazione del comparto sicurezza, 400mila persone, alla riforma Fornero che stabilisce per tutti l’innalzamento dell’età pensionabile e l’anticipo del passaggio dal più vantaggioso sistema retributivo a quello contributivo.

Le pensioni di militari e agenti non solo applicano ancora il primo modello ma hanno una serie di meccanismi in grado di far salire l’assegno: lo scivolo automatico di 5 anni, ad esempio. L’idea del governo era di alzare l’età pensionabile e smontare questi meccanismi che hanno una loro ragion d’essere, vista la delicatezza del settore. Ma che non sono facili da giustificare ora che si chiedono sacrifici a tutti e forse sono stati usati con una certa facilità. La strada, però, è stata sbarrata dai partiti, per una volta tutti uniti. Una mozione approvata dal Senato all’unanimità impegna il governo a rispettare la «specificità» della categoria. Uno stop che chiude quasi ogni margine di manovra.

Perché rimettere mano alla pratica, allora? Sul comparto sicurezza si sta giocando un’altra partita. Per i militari il governo ha previsto un taglio che in dieci anni farebbe scendere gli organici da 190 mila a 150 mila unità. Una sforbiciata non facile da far digerire. Forse riaprire il dossier pensioni – oltre che una delle tante attuazioni di cui parla il governo – è anche un modo per fare (politicamente) pressione. E portare a casa la partita sugli organici. (Corriere della Sera)

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