Polizia e militari, ecco gli aumenti: tra incrementi e arretrati a gennaio fino a 650 euro in busta paga

Roma, 24 nov – (di Luca Cifoni – Il Messaggero) L’obiettivo è fare presto e chiudere entro l’anno: il governo vuole definire i rinnovi contrattuali pubblici in modo che con le retribuzioni di gennaio possano essere erogati gli incrementi mensili e gli arretrati dovuti per il 2016 e il 2017.

L’accelerazione vale per tutti i settori della pubblica amministrazione ed anche per Forze armate e corpi di polizia, che strettamente parlando il contratto non lo firmano ma devono comunque raggiungere un’intesa, che si traduce poi in un provvedimento legislativo con il quale sono stabiliti gli aumenti.

LE TABELLE

Ministero della Pubblica amministrazione e Ragioneria generale dello Stato hanno già definito, sulla base degli stanziamenti resi disponibili da questa legge di Bilancio e dalle precedenti, gli importi medi pro capite degli aumenti per le varie forze. Dalle relative tabelle, che Il Messaggero ha potuto consultare, emergono le somme che complessivamente finiranno in busta paga con la prima mensilità del 2018 e che si attestano in media intorno ai 660 euro per i corpi di polizia e poco al sopra dei 610 per quelli militari. Naturalmente ci sono differenze anche di qualche entità tra le varie forze, che dipendono a loro volta dalle differenze nelle retribuzioni di partenza a cui sono applicati gli aumenti; ma per tutti l’incremento mensile supera abbondantemente il valore di riferimento della pubblica amministrazione fissato a 85 euro mensili nell’intesa dell’anno scorso tra governo e sindacati.

Gli importi per i singoli anni, 2016, 2017 e 2018, seguono l’andamento progressivo delle risorse finanziarie individuate dal governo nelle tre manovre di bilancio. Così, guardando ad esempio i corpi di polizia, la somma mensile si avvicinava a 11 euro, poi cresciuti a circa 32 per attestarsi a regime a 103 euro con la legge di Bilancio attualmente in discussione. Quest’ultima cifra corrisponde all’importo lordo che da gennaio andrà ad incrementare la retribuzione, sempre che l’intesa sia raggiunta nei tempi previsti. Gli arretrati si ottengono applicando a tutte le mensilità del 2016 e del 2017 i rispettivi importi: si arriva quindi sempre per i corpi di polizia a circa 138 euro per il primo anno e a 419 per il secondo, che si sommano una tantum all’aumento mensile. Tra le Forze armate gli aumenti relativamente più consistenti toccano alla Marina e ai militari delle Capitanerie di porto, il cui livello retributivo è in media un po’ più alto in conseguenza della struttura del personale; nell’ambito dei corpi di polizia sono leggermente più elevate le somme – sempre medie – che andranno a Guardia di Finanza e Carabinieri.

LE RISORSE

aumenti-polizia-militariMa quante possibilità si sono che l’intesa sia chiusa davvero in tempo per gennaio? Sul tavolo della trattativa c’è anche il nodo delle risorse per il salario accessorio, sollecitate dai sindacati: il governo lavora per trovarle ma è chiaro che i margini dell’attuale manovra di bilancio sono ormai molto limitati.

Non è un mistero poi che la precedente vicenda del riordino delle carriere abbia lasciato qualche strascico di malumore.

L’esecutivo ritiene però di aver fatto uno sforzo significativo per il settore della sicurezza, invertendo la rotta rispetto al passato: non solo con gli aumenti retributivi ma anche con le assunzioni straordinarie già fatte e con quelle ancora da fare, con la stabilizzazione degli 80 euro specifici del settore e con i 62 milioni resi disponibili per il pagamento degli straordinari arretrati.

LO SCETTICISMO DI POLIZIOTTI E MILITARI

Il Coisp: aumenti in busta paga? Solo chiacchiere e propaganda

«Aumenti in busta paga a gennaio? Nulla di più falso. Sono solo chiacchiere e propaganda. Ed è oltraggioso, oltretutto, che si voglia far passare il messaggio che ottenere o meno gli aumenti dipenda dalla volontà del Sindacato di trovare un “accordo”. E’ scandaloso. Aspettiamo invano da mesi uno straccio di convocazione per discutere di un rinnovo doveroso e non più rinviabile. E il Coisp non cederà mai a un “ricatto” politico-mediatico che voglia indurci ad acconsentire a proposte che offendono la dignità e la professionalità dei poliziotti italiani».

Domenico Pianese, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, commenta e contesta così le notizie comparse oggi sul Messaggero che scrive di aumenti e arretrati che potranno percepire polizia e carabinieri a gennaio in caso di firma dell’accordo entro il 2017. Forze armate e Corpi di polizia, è spiegato nell’articolo, strettamente parlando il contratto non lo firmano ma devono comunque raggiungere un’intesa, che si traduce poi in un provvedimento legislativo con il quale sono stabiliti gli aumenti. Le somme che complessivamente finiranno in busta paga con la prima mensilità del 2018, secondo quanto riportato dal giornale, si attesterebbero in media intorno ai 660 euro per i Corpi di polizia. Questo però, è ancora aggiunto, accadrà solo se l’accordo viene firmato entro il 2017. E quanto alle possibilità che l’intesa sia chiusa per gennaio, si evidenzia che ancora sul tavolo della trattativa c’è il nodo delle risorse per il salario accessorio, e si fa riferimento inoltre ai “malumori” registrati con la precedente vicenda del riordino delle carriere, rilevando inoltre come l’Esecutivo ritenga però di aver fatto uno sforzo significativo per il settore della sicurezza.

«E’ inutile tentare di mischiare le carte in tavola – precisa però Pianese -. La trattativa per il rinnovo contrattuale è stata solamente “aperta” con un unico incontro a luglio e da allora siamo ancora in attesa di una nuova convocazione da parte del Governo che chiarisca quali sono le risorse che vuole destinare a tale scopo. Infatti, ad oggi, siamo fermi all’elemosina dei famosi 85 euro lordi mensili a regime, che si trasformano al massimo in 40 euro netti al mese, e quindi le notizie diffuse in proposito forse riguardano quanto dovrebbero percepire gli appartenenti alle forze di Polizia in un intero anno! Questo tipo di accordo il Coisp lo respinge al mittente, perché dopo otto anni di illegittimo blocco contrattuale ci aspettiamo una proposta che sia almeno analoga al contratto del 2009 e preveda la rivalutazione delle indennità operative e del lavoro straordinario. Non è accettabile poi – conclude il leader del Coisp – confondere il riordino delle carriere con il rinnovo contrattuale. Il riordino è un provvedimento necessario a efficientare il Sistema Sicurezza, che comunque donne e uomini delle forze di polizia continuano a mantenere in piedi in modo encomiabile, ed era atteso dal lontano 1995. Il rinnovo contrattuale è un dovere che lo Stato non può più eludere nel rispetto della professionalità e della dedizione degli operatori. Il Paese in questi anni ha chiesto, e continua a chiedere, sacrifici straordinari agli appartenenti alle Forze di polizia, quindi ci aspettiamo dal Governo che tutto ciò sia riconosciuto”.

Cocer Marina: “il Governo con chi ha concertato?”

«Le notizie apparse su organi di stampa e televisioni sono prive di fondamento, a meno di essere di fronte ad un regime vecchio stampo che decide unilateralmente. Il Governo continua ad essere inadempiente nel non convocare, come prevede la Legge, il Co.Ce.R. unico organo deputato alla trattazione del nuovo contratto per le Forze Armate».

E’ quanto si legge in una nota del Consiglio Centrale di Rappresentanza della Marina Militare.

«Se è vero quanto riportato dalla stampa – proseguno i delegati -, vengono evidenziate cifre di un fantomatico contratto e ci chiediamo: con chi ha preso accordi il Governo?».

«Mentre all’estero i nostri militari, senza risparmio di energie, lavorano per 3 Euro per ogni ora oltre l’orario di lavoro a bordo delle Unità Navali, garantendo la sicurezza della navigazione ed il soccorso in mare, il Governo latita ancora con chi rappresenta questi uomini e donne, in prima linea per gli interessi Nazionali».

«Per quale ragione il Governo ancora non incontra i rappresentanti del personale, perché? Ricordiamo ancora una volta al Ministro Madia, e al Governo tutto, che stiamo aspettando per porre sul tavolo oltre le questioni economiche, sacrosanti diritti a favore del nostro personale nonché la specificità del Comparto sancita per Legge nel 2010 e mai attuata».

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4 Commenti

  1. Giovan Battista dice

    Buongiorno,volevo chiedere al Cocer carabinieri, al quale appartenevo, che fine abbia fatto l’adeguamento dello stipendio scaduto da circa 10 anni. Sono in pensione da tre anni e, se possibile, vorrei avere una risposta. Cordiali saluti.

    1. Eduardo Mandarano dice

      Ricordo al Coisp ed al Cocer di non dimenticarsi di chi ha lavorato con il contratto scaduto(Non rinnovato) nel periodo 2010-2017 e che sono andati in pensione senza percepire scatti grado e di livello. Il mio esempio promozione a Brigadiere capo 7.12.2012 congedato 31.12.2012 non ho percepito arretrati per cambio di livello e scatto grado. Infatti il Brigadiere percepisce il 6° livello, il Brigadiere Capo 6° livello Bis che non mi è stato corrisposto. Fate due conti

  2. Francesco Padula dice

    Francesco Padula X Grd. Di P.S. Ci sono tante di quelle menzogne tante volte e’ meglio non commentare A me personalmente mi hanno trattenuto quasi 8. Mila euro me l’hanno trattenuto dalla mia pensione mi arriva una lettera lei l’anno 2010 ha fatto tanti soldi e li dobbiamo ricuperare dalla sua pensione e così fu ed il capo dell’Inps si e’ Riembito il suo pozzo meglio non parlarne mi rimanco interdetto grazie a tutti quelli che lavorano con pericolo con una misera busta paga cordiali saluti a tutti i miei colleghi e non.

  3. antonio comba dice

    stanno indagando diversi appartenenti cobar , cocer, quindi sono impegnati per altro….

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