Pensioni comparto Sicurezza e Difesa: per il governo nessuna «specificità» per le divise

strade-sicure3Roma, 24 giu – Entro giugno il governo, come si sa, deve definitivamente normare il nuovo regime pensionistico per gli appartenenti al comparto Sicurezza, Difesa e Soccorso Pubblico. La strada fin qui tracciata dal ministero del Lavoro fa presagire, a leggere la nuova bozza del “Regolamento di armonizzazione”, un sicuro peggioramento delle attuali condizioni, senza tenere in alcun conto la cosiddetta “specificità” (norma incompleta elevata al rango di legge dal precedente governo ma assolutamente priva di contenuto vincolante).

L’unica “marcia indietro” del governo, rispetto alla bozza originaria, riguarda la disciplina peggiorativa della pensione privilegiata e del moltiplicatore contributivo, perché in sostanza si poneva al di fuori della delega di legge ed ora eliminata dalla nuova proposta.

La nuova disciplina delle pensioni, tra le altre restrizioni, vorrebbe imporre una penalizzazione annuale e progressiva alla pensione anticipata – per intenderci quella che spettava al raggiungimento dei 4o anni contributivi a prescindere dall’età anagrafica – di chi non ha compiuto i 58 anni di età, anche se ha ormai conseguito il massimo dell’anzianità contributiva, costringendo di fatto l’operatore a rinunciare al pensionamento anche se in condizioni fisiche non più compatibili con il servizio da svolgere. La nuova regolamentazione prevede un innalzamento dell’anzianità contributiva (42 anni e 7 mesi) per accedere alla “pensione anticipata” che però a causa delle contemporanee penalizzazioni costringerebbero le divise a rinunciarvi se vorranno godere di una pensione dignitosa (specie in assenza di un sistema di previdenza complementare).

Tutte le misure attualmente predisposte dal governo sono riassunte nella seguente scheda:

download-bg pdf Download “Bozza ad uso esclusivo d’ufficio scheda nuova versione bozza regolamento armonizzazione”

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