Manovra, i tagli alle detrazioni fiscali: ecco quanto pagheremo

soldi_1Detrazione per lavoro dipendente, per familiari a carico, spese sanitarie. Ecco come verremo tassati. Roma, 15 set – Mille euro di tasse in più in due anni. Tanto costerà a una famiglia media il taglio delle deduzioni, detrazioni e crediti d’imposta previsto nel 2012 e nel 2013 dalla manovra per la correzione dei conti pubblici. Gli sconti fiscali appena censiti dal governo sono la bellezza di 483 e valgono nel complesso 161,2 miliardi di euro: il taglio lineare del 5% previsto nel 2012 farebbe risparmiare 8 miliardi, che l’ anno successivo, quando è prevista un’ altra sforbiciata del 15%, salirebbero a 32. Sempreché non scatti prima la riforma dell’ assistenza, che scongiurerebbe l’ aumento delle imposte, ma finirebbe per scaricare i tagli sulle prestazioni sociali.

Se non si arrivasse al riordino dell’ assistenza entro il 30 settembre 2012, il taglio delle agevolazioni fiscali sarebbe automatico, e colpirebbe pesantemente e senza scrupoli famiglie, lavoratori dipendenti, autonomi, pensionati, imprese, risparmiatori. A pagare il conto più salato sarebbero le persone fisiche che beneficiano attualmente di 103 miliardi di euro di agevolazioni fiscali a vario titolo. E per la famiglia media italiana sarebbero dolori. Per un contribuente sposato, con figli e coniuge a carico e una casa di proprietà sulla quale pagare il mutuo, la batosta potrebbe arrivare a quasi mille euro nei due anni. La deduzione della rendita catastale della prima casa oggi consente un beneficio in media di 126,8 euro, che scenderebbero nel 2014 a poco più di 100 mentre la detrazione degli interessi del mutuo diminuirebbe dagli attuali 328 euro annui a 264 euro.

Le detrazioni per i figli ed il coniuge a carico, che oggi valgono in media 829 euro per gli 11,8 milioni di contribuenti che ne usufruiscono, con il taglio del 20% scenderebbero a 665 euro. La detrazione da lavoro dipendente, che vale in media 1.332 euro scenderebbe a poco più di mille euro l’ anno. Poi si ridurrebbero in proporzione anche le detrazioni per le spese mediche, per i contributi previdenziali e assistenziali, per l’ assicurazione sulla vita.

Così le agevolazioni fiscali sulle ristrutturazioni edilizie: oggi sono pari al 36% della spesa (con un limite di 48 mila euro), nel 2012 la detrazione scenderebbe al 34% e nel 2013 a poco meno del 29%. Nel complesso, la fetta maggiore delle agevolazioni è assorbita dagli sconti fiscali sui redditi da lavoro dipendente e pensione, che valgono 56,8 miliardi di euro l’ anno. Le detrazioni, da sole, valgono 37,7 miliardi e riguardano 28,3 milioni di italiani (1.332 euro a testa) seguite dagli sconti sui contributi (9 miliardi), e dalla tassazione separata del Tfr e della liquidazione (4,6 miliardi).

Le agevolazioni sulla famiglia valgono 21,4 miliardi e sono assorbite per quasi la metà dalle detrazioni per i familiari a carico (10,5 miliardi per 11,7 milioni di beneficiari). Poi ci sono gli sconti fiscali sulla casa, che pesano 9 miliardi di euro, quelli concessi sulle imposte dirette dovute dalle imprese (10,3 miliardi di euro), tra i quali il cuneo fiscale (4,4 miliardi per 1,1 milioni di soggetti Irap), le agevolazioni sull’ accisa, che assorbono 3,7 miliardi l’ anno. Per completare il quadro delle 483 agevolazioni esistenti vanno messi in conto l’ Iva agevolata (al 10 e al 4%), che si porta via 38,7 miliardi l’ anno, le agevolazioni sulle imposte catastali e di registro (4,7 miliardi), e quelle sugli strumenti finanziari (15 miliardi di euro).

Il presidente di Confindustria: “manovra depressiva e piena di tasse”

marcegagliaEmma Marcegaglia«Ho trovato imbarazzante il “balletto” della manovra, non utile alla credibilità del Paese» ed è stato «imbarazzante il balletto sui costi della politica». Lo ha detto Emma Marcegaglia in uno dei passaggi della relazione pronunciata al termine dell’Assemblea Generale di Confindustria Perugia (nella quale è avvenuto il passaggio di consegne tra il presidente uscente Antonio Campanile, al secondo mandato consecutivo, ed il neo nominato Ernesto Cesaretti). Nel riconoscere che la situazione prospettata in passato dal Governo sottostimava la crisi, la Presidente di Confindustria ha ammesso che alcune misure come ”l’aggiunta di un punto d’Iva” andavano intraprese, ma nel complesso ”la manovra è depressiva, va bene nei saldi ma è piena di tasse; il 65%, mentre si diceva che avrebbe contemplato 2/3 di tagli ed il resto in tasse, non ha misure strutturali, nè privatizzazioni nè liberalizzazioni”. ”La manovra non è certo come l’avremmo voluta – ha riaffermato – pur se da oggi è legge; non risolve i problemi e se non torniamo a crescere non riusciremo a recuperare credibilità, nè gli investitori crederanno nel nostro Paese”. Sul punto, Marcegaglia ha comunque affermato ”c’è troppo pessimismo sull’Italia, eppure siamo un Paese più forte della Spagna sebbene veniamo percepiti come degni di minor fiducia”. Un tema, quello della possibilità di poter cambiare la situazione attuale, ripreso anche dall’editorialista del Corriere della Sera Aldo Cazzullo, autore del libro ”Viva L’Italia”, secondo cui ”dobbiamo essere orgogliosi del nostro passato ma anche oggi ci sono italiani dei quali essere orgogliosi, penso ai nostri militari, ma anche ai carabinieri, agli insegnati e, non certo perchè sono qui, agli imprenditori, che rischiano il proprio patrimonio personale per la crescita del Paese”.

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