Manovra: dalla supertassa all’ICI per la Chiesa, centinaia gli emendamenti presentati

manovra-finanziaria-tremontiRoma, 28 ago – Dalle modifiche al contributo di solidarietà allo stralcio delle misure su piccoli comuni e province, fino all’asta delle frequenze o l’Ici da far pagare al Vaticano. Alla vigilia della scadenza per la presentazione degli emendamenti, fissata per domani sera alle 20, i partiti sono al lavoro per affinare le “correzioni” da proporre alla manovra da 45,5 miliardi varata dal governo, fermo restando il “mantra” dei saldi, che devono rimanere invariati. Che servisse un lavoro ”lungo e approfondito” il relatore del provvedimento, Antonio Azzollini, lo aveva predetto già in avvio dei lavori della commissione Bilancio.

Commissione che la settimana prossima sarà infatti chiamata al “super-lavoro” per vagliare le centinaia di emendamenti in arrivo, soprattutto dalle opposizioni (e in attesa di quelli della maggioranza che attendono l’intesa politica tra Berlusconi e Bossi che sarà siglata lunedì ad Arcore), e che infatti è già convocata anche in seduta notturna per tutta la settimana. Il provvedimento, licenziato dalla commissione, dovrebbe approdare in Aula tra il 5 e il 6 settembre, ma per avere il calendario dettagliato bisognerà aspettare la Conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama, che dovrebbe riunirsi mercoledì prossimo. Le forze politiche ancora non si “sbottonano” sui dettagli delle proposte di modifica, anche se in linea di massima dovrebbero arrivare pacchetti di emendamenti “qualificati”, come quelli che stanno mettendo a punto le opposizioni, dal Pd, all’Idv al Terzo Polo, che al Senato presenterà un proposta comune di Udc, Api e Fli. I partiti di Casini, Fini e Rutelli, che spiegheranno le loro richieste con una conferenza stampa lunedì pomeriggio, stanno studiando misure correttive della “supertassa” mitigata dal quoziente familiare. Ma starebbero lavorando anche a un emendamento sulle pensioni. Ci saranno poi le “contro-manovre” di Pd e Idv, che già l’ha depositata come disegno di legge, mentre Di Pietro ha annunciato anche un emendamento per chiedere l’asta delle frequenze, così come hanno fatto i senatori dei democratici Vita e Ferrante, da cui si ricaverebbero quattro-cinque miliardi di euro.

Il gruppo del Pd dovrebbe comunque presentare una cinquantina di emendamenti declinando i ”10 punti” elencati da Bersani, sia sui cardini della manovra sia su passaggi meno fondamentali ma ugualmente ”correggibili”, dallo stralcio della misura sulle feste civili alla modifica dell’articolo 11 sui tirocini, che così com’è scritto esclude, per esempio, la platea di 40-50enni che ha perso il lavoro per la crisi economica. Ma ci saranno anche la proposta di tassare i capitali scudati e la richiesta di stralciare, oltre alle misure sui comuni sotto i mille abitanti, anche l’articolo 8 sul lavoro (o in alternativa la proposta di una riscrittura che recepisca l’accordo sulla rappresentanza siglato dalle parti sociali il 28 giugno scorso). Al netto poi degli emendamenti presentati dai singoli parlamentari (alla Bilancio ne sarebbero arrivati già un centinaio) a “rinfoltire” le richieste dell’opposizione ci saranno anche una trentina di emendamenti dei Radicali. Oltre alla già annunciata misura per far pagare l’Ici agli immobili di proprietà del Vaticano, la pattuglia radicale sta preparando emendamenti per tagliare le spese militari, per introdurre una “carbon tax” per scoraggiare i consumi dei derivati di gas e petrolio, per maggiori liberalizzazioni, e per l’assunzione di chi ha vinto concorsi pubblici. Oltre a un emendamento per salvare dal taglio dei piccoli enti l’Accademia della Crusca. (ANSA)

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