Manager pubblici: superstipendi? No! Solo Superfollie!

500-euroRoma, 2 mar – (di Giuseppe Lenzi) Dei ricchi e non sempre meritati stipendi dei nostri parlamentari si sapeva da tempo. Solo da qualche giorno, finalmente, sono di pubblico dominio anche le prebende corrisposte ai maggiori manager pubblici. A leggere quelle cifre c’è da rimanere senza parole.

Il tetto massimo, stabilito per lo stipendio da corrispondere ai pubblici ed altolocati funzionari statali dovrebbe essere lo stesso fissato – da una legge – per il Primo Presidente della Corte di Cassazione – la più alta magistratura dello Stato, dopo la Presidenza della Repubblica: cioè 294.000 €.

Nella comunicazione che il ministro della Funzione pubblica Filippo Patroni Griffi ha inviato alle camere, si apprende che sono circa un centinaio gli stipendi “d’oro” corrisposti ad alti dirigenti. Leggiamo, quindi, che il più alto stipendio annuo lordo è percepito dal capo della Polizia, il prefetto Antonio Manganelli che con 622.000 € annui supera di circa tre lunghezze la retribuzione annua del presidente degli Sati uniti Barak Obama che percepisce (dati del 2009) circa 400.000 dollari all’anno pari a circa 285.000 €.

Pur considerando la diversità delle realtà storiche, ambientali, politiche e sociali dei due paesi la differenza appare insostenibile. Le responsabilità dell’uomo cui sono affidati i destini della più grande democrazia e potenza mondiale, non sono per nulla paragonabili a quelle del capo della nostra pur valente e sgangherata Polizia di Stato. Ma non è questo il punto; se di un solo caso si trattasse, questo non dovrebbe preoccupare la pubblica opinione più di tanto. Ciò che appare inaccettabile, al comune cittadino, è l’infinito elenco di manager pubblici e “gran commis” delle società a controllo pubblico che percepiscono retribuzioni (stipendi, gettoni, indennità aggiuntive e quant’altro) assolutamente strabilianti – e scandalose – se paragonate alla realtà lavorativa del nostro Paese che, già da anni si dibatte in insuperabili problematiche legate al mondo produttivo e delle imprese laddove, ogni giorno, svaniscono centinaia e centinaia di posti di lavoro.

C’è da restare senza parole, quindi nel leggere delle retribuzioni dei signori Mario Canzio (Ragion. gen. Stato) che percepisce 562.331,86 euro – Franco Ionta (Amm. penitenziaria) 543.954,42 euro – Vincenzo Fortunato (Min. Economia) 536.908,98 euro – Biagio Ambrate Abrate (Difesa) 482.019,26 euro – Raffaele Ferrara (Monopoli Stato) 481.214,86 euro – Giuseppe Valotto (Esercito) 481.021,78 euro – Bruno Branciforte (Marina) 481.006,65 euro – Corrado Calabrò (Agcom) 475.643,38 euro – Giovanni Pitruzella (Antitrust– da 11/2011) 475.643,38 euro – Pier Paolo Borboni (Aut.Energia-gas) 475.643,00 euro – Leonardo Gallitelli (Carabinieri) 462.642,56 euro – Giuseppe Bernardis (Aeronautica) 460.052,83.

Ma più ancora si rimane perplessi nel leggere di illustri sconosciuti che pure sono destinatari di retribuzioni fuori misura e fuori decenza. Mi riferisco a manager delle aziende a partecipazione pubblica che percepiscono (o hanno percepito fino a qualche mese fa) quegl’emolumenti che, per semplicità si riportano nella tabella che segue.

FINMECCANICA S.p.a. Guarguaglini Pier Francesco Presid. e Amm. Delegato 5.560.000
ENEL S.p.a. Conti Fulvio Amm. Del. e Dir. Gen. 3.236.308
ENI S.p.a. Scaroni Paolo Amm. Del. e Dir. Gen. 3.077.000
CO.S.R.A.B. Consorzio Smaltimento Rifiuti Area Biellese Belletti Silvio Presid. 2.600.004
ENI S.p.a. Poli Roberto Presid. 1.131.000
ENEL S.p.a. Gnudi Piero Presid. 923.348
POSTE ITALIANE S.p.a. Sarmi Massimo Amm.Del. e Dir. Gen. 886.035
FERROVIE DELLO STATO S.p.a. Moretti Mauro Amm. Delegato e Direttore Generale 680.000
A2A SPA Capra Renzo Presid. del consiglio di sorveglianza 581.311
SACE Castellano Alessandro Amm. Delegato 570.000
AGENZIA ATTRAZIONE INVESTIMENTI E SVILUPPO D’IMPRESA Arcuri Domenico Amm.Del. e Dir. Gen. 542.000
FINTECNA S.p.a. Prato Maurizio Presid. e Amm. Del. 520.000
CASSA DEPOSITI E PRESTITI – CDP Varrazzani Massimo Amm. delegato 500.000
FERROVIE DELLO STATO Cipolletta Innocenzo Presid. 500.000
ANAS S.p.a. Ciucci Pietro Presid. e Dir. Gen. 500.000
EXPO 2015 SPA Stanca Lucio Consigliere + Amm. Delegato 480.000
RAI – RADIOTELEVISIONE ITALIANA Garimberti Paolo Presid. 448.000
A2A SPA Sciume’ Alberto Vicepresidente + cariche particolari 400.000
CONSIP S.p.a. Broggi Danilo Amm. delegato 395.000
HERA S.p.A. HOLDING Tommasi Di Vignano Tomaso Presid. 365.436
HERA S.p.A. HOLDING Chiarini Maurizio Amm. Delegato e consigliere 350.000
ISTITUTO POLIGRAFICO E ZECCA DELLO STATO Gabrielli Lamberto Amm.Del. e Dir. Gen. 350.000
GESTORE DEI SERVIZI ELETTRICI – GSE S.p.a. Pasquali Nando Amm. delegato 330.000
CONSAP Ferrara Raffaele Amm. delegato 325.000
ENAV S.p.a. Pugliesi Guido Amm. delegato 325.000
SOGEI – SOCIETA’ GENERALE DI INFORMATICA S.p.a. Ricci Aldo Amm. delegato 310.000
Siena Casa S.p.A. Scali Sandra Presid. 300.000

E’ di tutta evidenza l’impossibilità, ed anche l’inutilità, di addentrarsi nel campo minato delle loro specifiche attività e responsabilità; ma appare legittimo domandarsi: il presidente delle ferrovie di Stato, che percepisce 500.000 € l’anno, ha davvero un carico di lavoro e responsabilità 33 volte superiori a quelle di un operaio della sua azienda che percepisce 15.000 € annue? Ed il presidente del Consorzio Smaltimento Rifiuti Area Biellese con i suoi 2.600.000 € annui ha davvero compiti e responsabilità 144 volte superiori a quelli di un suo giovane ingegnere che percepisce 18.000 € annui? Suvvia! Alla luce di tali assurde, incondivisibili ed inaccettabili realtà retributive di fatto e, purtroppo, di diritto la domanda diventa una ed una sola: chi, quando e perché ha favorito, avallato, promosso tali vergognosi provvedimenti amministrativi (legislativi) attributivi di tali enormi ed ingiustificati emolumenti ? Vorremmo sapere e vedere la faccia del pubblico funzionario, del politico, del parlamentare che ha apposto il suo beneplacito, la sua firma, il suo convinto assenso perché tizio o caio potessero percepire tali enormi prebende annuali.

club01gAl momento di decretare tali stipendi (pensioni, vitalizi) nessuno si è accorto di ciò che faceva? Nessuno ha saputo o voluto percepire che la propria firma in calce a qual decreto, provvedimento, delibera avrebbe comportato l’attribuzione di somme spropositate? Certo, fino ad ieri c’era la quasi assoluta certezza dell’anonimato, dell’impunità dalle fondate e meritate critiche dei cittadini tutti scandalizzatisi nell’apprendere di tali scempiaggini retributive. Ora che le cose sono note la musica cambia. La “gente” vuole sapere chi e perché ha reso possibile la percezione di retribuzioni scandalosamente elevate ed assolutamente ingiustificate se relazionate, tra l’altro, alle effettive esperienze, cultura e capacità possedute dalla gran parte dei ricchi percettori. Non basta, quindi, non può bastare, né tantomeno soddisfare la sete di giustizia (non di giustizialismo!), del popolo italiano e di tutti gli onesti cittadini, il sapere, finalmente, quanto guadagli tizio e quanto caio. Questa è solo un’effimera soddisfazione. Il salto di qualità che Governo e Parlamento sono chiamati a fare è ben altro. Occorre un atto di grande civiltà e coraggio: dichiarare decaduti tutti gli assurdi stipendi (pensioni, prebende, vitalizi) in atto ed avviare un serio e responsabile riequilibrio di tutte le pubbliche retribuzioni. Soccorre in tal senso l’art. 36, della nostra attualissima (ed intoccabile) Costituzione, che espressamente prescrive: “il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla qualità e quantità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente d assicurare a sé ed alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”.

Ebbene, signori Antonio Manganelli, Mario Canzio, Franco Ionta Nino di Paolo, Cesare Patrone  Giampiero Assolo Bruno Brattoli Vincenzo Fortunato Raffaele Ferrara Attilio Befera  Gabriella Alemanno, Pier Paolo Bortoni ,Vegas e tant’altri, voi che percepite retribuzioni ben superiori ai 400.000 € annui, pensate proprio che la vostra esistenza potrebbe essere meno libera e dignitosa se i vostri stipendi fossero più seriamente attualizzati all’effettiva condizione economica dell’Italia e della sua economia ? Ove mai pensaste che la vostra augusta persona fosse meno “libera e dignitosa” con più decenti retribuzioni mensili, cosa pensate dell’esistenza della stragrande maggioranza dei vostri concittadini che deve vivere con stipendi medi di 1.600 € mensili? Credete proprio che quella misura stipendi garantisca, oggi, un’esistenza “libera e dignitosa”? Cosa fare?

In un paese serio, fra le mille “Commissioni d’inchiesta e conoscitive” che ogni anno prendono vita per poi svanire con decorso del tempo senza a nulla approdare, si nomini una “Commissione etica- economica” con il compito di stabilire quali sia – nel momento storico che il Paese vive – quella retribuzione eticamente indispensabile per dar corso al precetto Costituzionale dell’“esistenza libera (dal bisogno) e dignitosa”. Se, come pure è stato già ampiamente studiato e detto una famiglia media di 4 persone (coniugi con figli minori a carico) con un solo soggetto percettore di reddito ha bisogno per vivere “liberamente e dignitosamente” di un reddito medio di almeno 2.400 €, mensili, si parta da tale dato ridisegnare, ex novo, tutta la politica retributiva pubblica del nostro Stato. Certo che se tale ideale criterio retributivo fosse applicato, i grandi percettori di reddito summenzionati, non avrebbero che arrossire per tutti i restanti giorni della loro vita. Infatti, se con 2.400 € al mese una famiglia media riuscirebbe a condurre un’esistenza “libera e dignitosa” , senza sprechi e senza lussi, quale esistenza dorata potrebbe condurre un percettore di reddito 208 volte superiore?

E si è finanche calcolato che quella famiglia che percepisse 2.400 € al mese di reddito fra le molteplici cose che potrebbe, con moderazione, permettersi, riuscirebbe, anche ad andare in pizzeria almeno una volta al mese. 4 pizze al mese, pari a 48 pizze l’anno. Laddove, seguendo il medesimo criterio, l’illustre sig. Franco Ionta (Capo dell’amministrazione penitenziaria) potrebbe mangiare, con la sua famiglia. in relazione al suo reddito ( 545.000 € annui) 1816 pizze ogni anno. Che sono 5 pizze al giorno! Altro che “esistenza libera e dignitosa”!

Conclusione: La diffusione, “urbi et orbi” degli scandalosi stipendi che lo Stato elargisce oltre ogni decenza, a manager pubblici o semi pubblici, risale solo a qualche giorno fa. Credo che l’opinione pubblica non abbia ancora avuto tempo e modo per riflettere sulle inaccettabili notizie stipendiali diffuse. Vì è da sperare in una generale sollevazione di critiche e commenti tali da indurre governo e Parlamento ad una presa di coscienza. Pur non volendo rievocare concetti desueti ed ottocenteschi, ritengo che il Pubblico Funzionario dovrebbe sentirsi onorato e gratificato nel servire il Paese da posizioni di prestigio ed autorità. Mirare o solo passivamente accettare compensi stellari, fuori da ogni logica economica e morale, avvilisce la loro professionalità e la loro stessa persona.  Immagino che tutti i “super pagati” siano ben consapevoli che la loro esistenza è e resterebbe certamente “libera e dignitosa” pur percependo un centesimo di quanto oggi gli scriteriati provvedimenti amministrativi o legislativi loro attribuiscono. Che rinunzino alle loro prebende ? Temo non accadrà mai.

lenzi-g Brig.Gen.le r. (parac. A.M.)
Lenzi

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