Immigrati: da mercoledì accesso a concorsi P.A. e assegni alle famiglie numerose

immigrato-PAIn vigore la legge UE, potranno fare gli insegnanti o i medici non poliziotti, militari o magistrati. Roma, 2 set – Importanti novità per gli immigrati dal 4 settembre. Da dopodomani, infatti, tutti i cittadini stranieri, purchè in possesso di un permesso di soggiorno, potranno accedere ai concorsi della Pubblica amministrazione, e ricevere gli assegni Inps per le famiglie numerose concesso dai Comuni.

Lo dice la Legge Europea 2013 che lo scorso 20 agosto è arrivata sulla nostra Gazzetta Ufficiale. Dunque, aumentano i diritti concessi agli stranieri soggiornanti di lungo periodo o titolari dello status di rifugiato/protezione sussidiaria, i quali, purchè sappiano l’italiano, potranno concorrere a un posto nella Pubblica Amministrazione, anche se non potranno “ricoprire ruoli professionali che implicano esercizio diretto o indiretto di poteri pubblici o che attengano alla tutela dell’interesse nazionale”. In altre parole non potranno fare i militari, i poliziotti o i magistrati, ma potranno accedere ai concorsi per insegnante, impiegato comunale, medico o infermiere.

Contributo ai nuclei con almeno tre figli minori

La normativa (con cui l’Italia si è allineata alla normativa dell’Unione Europea 2003/109/CE per evitare che scattasse la procedura d’infrazione) prevede inoltre “l’estensione” dell’assegno per le famiglie numerose concesso dai Comuni ai cittadini stranieri, sempre in possesso di carta di soggiorno. Contributo sinora riservato solo agli italiani e ai cittadini europei. L’articolo 13 della nuova legge è chiaro: stabilisce che l”’assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori”, spetta, oltre che ai cittadini italiani e comunitari, anche ai ”cittadini di paesi terzi che siano soggiornanti di lungo periodo”. Per questo scopo, vengono stanziati 15,71 milioni di euro fino alla fine del 2013, e 31,41 milioni di euro a decorrere dal 2014. L’importo dell’assegno varia in base al numero di componenti e al reddito delle famiglie e viene rivalutato ogni anno in base al costo della vita. Quest’anno è al massimo di 139,49 euro al mese per tredici mensilità, e la domanda dovrà essere presentata al Comune di residenza.

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