Fornero: taglia le pensioni alle FF.OO. ma vive a scrocco in una lussuosa foresteria dell’Arma

casale-renziRoma, 12 ott – Tempo fa, forse nell’indifferenza generale, passò la notizia che il ministro Elsa Fonero alla domanda “dove abita, a Roma?” rispose, fuori onda, “nella foresteria della caserma dei carabinieri“.

Se il vostro pensiero corre ad una austera cameretta di una sperduta caserma della capitale, siete fuori strada.

In realtà, quella che il ministro chiama riduttivamente una “foresteria della caserma”, è una residenza storica dell’Arma dei carabinieri situata proprio di fronte il Comando Generale della Benemerita, in viale Romania. Solo all’apparenza modesta, Casale Renzi(questo il suo nome) ha interni extralusso ed è immersa in un curatissimo parco nel cuore dei Parioli, con la ricettività di appena 11 camere con 17 posti letto per i pochi privilegiati che vi hanno accesso. Un carabiniere che veste i panni di portiere è incaricato di consegnare le chiavi alla ministra e agli altissimi papaveri dell’Arma che vi alloggiano. Ma non solo.

A quanto si apprende, all’interno di Casale Renzi avrebbero stabile dimora anche Sandro Bondi, ex ministro dei Beni e Attività Culturali del PDL, e un giudice della Corte dei Conti.

Così, quello che in gergo dovrebbe essere un “organismo di protezione sociale”, destinato a carabinieri in difficoltà che magari hanno l’esigenza di soggiornare a Roma per assistere un congiunto o per altre finalità assistenziali, è invece rigorosamente off limit per la bassa forza costretta a ripiegare su altre sistemazioni.

Sicuramente la ministra alloggiando in una residenza “protetta” (seppur dorata), fa risparmiare allo Stato i costi per una vigilanza H24 di una sistemazione privata, ma forse avrebbe fatto bene a scegliere qualcosa di più sobrio, in linea con la feroce spending review che lei e il governo di cui fa parte stanno applicando al futuro del personale in uniforme.

Inoltre, visto che è “ospite” di una struttura militare, farebbe bene a ricambiare l’ospitalità magari concedendo ai membri del Cocer che da mesi mendicano un incontro con lei che, invece, si ostina a rifiutare, preferendo gli incontri collegiali dove peraltro si limita ad una sterile enunciazione delle azioni del governo, sorda ai bisogni di chi sta per strada a garantire l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini.

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