Ddl stabilità: tagli al comparto Sicurezza e Difesa. Tagli anche sul vitto

strade-sicureRoma, 15 ott – Ammontano a 60 milioni di euro gli ulteriori tagli al comparto Sicurezza previsti dal ddl sulla stabilità per biennio 2012-2013 varato ieri in Consiglio dei ministri. Si tratta di 10 milioni di euro per il 2012 e di 50 milioni di euro a partire dal 2013 «nella misura del 50% per la Polizia e del 50% per i carabinieri». Previsto anche un taglio di due milioni di euro delle spese per il vitto. ”Gli stanziamenti per l’anno 2012 delle spese di vitto per il personal dell’Arma dei caranbinieri impiegato in servizio di ordine pubblico fuori sede e per il personale della Guardia di finanza impiegato per il servizio di ordine pubblico” nello stato di previsione del ministero dell’Interno, a partire dal 2012 sono ridotti di un milione di euro ”per ciascun capitolo”, anche se resta fermo «il conseguimento degli obiettivi di sicurezza pubblica nell’ambito delle risorse disponibili».

Ridotto il taglio alla Difesa, che passa da 1,4 miliardi di euro previsti a poco più di un miliardo. Si dichiara soddisfatto il ministro La Russa: «Siamo molto soddisfatti per essere riusciti a ridurre un taglio alle forze armate che prima era solo lineare. E’ stata accettata dal ministro dell’Economia – ha spiegato La Russa – la nostra posizione di tagliare sugli investimenti rimodulabili e non sulla spesa corrente». Inoltre, ha aggiunto, «contiamo di avere ulteriori risorse dai primi introiti della società Difesa spa nel 2012. Purtroppo – ha concluso – c’è la crisi, ma stiamo affrontando questa emergenza senza licenziare neanche un militare».

Si aggrava quindi la situazione economica, già pessima, del comparto Sicurezza, che aveva portato a luglio il ministro Maroni a scrivere una lettera al ministro dell’Economia comunicando che per evitare il collasso del comparto sicurezza era necessario un miliardo di euro. Con il ddl di stabilità, invece, i fondi a disposizione sono stati ulteriormente scarnificati, anche se Maroni cerca di dissimulare il grave stato economico del suo dicastero dichiarandosi soddisfatto per essere riuscito a “ridurre” il previsto taglio di 550 milioni di euro a “quasi la metà”.

Le compensazioni che hanno ridotto i tagli al comparto Sicurezza e Difesa provengono dai fondi già incassati nell’asta delle frequenze 4G. Infine nel testo approvato dal cdm si legge di non meglio precisati rifinanziamenti, con un apposito fondo, ad una ventina di voci, tra le quali anche le celebrazioni per la festività del 4 novembre e le somme per le vittime dell’uranio impoverito. Cambia però il dispositivo originariamente previsto: sarà direttamente Palazzo Chigi con appositi Dpcm ad autorizzare i rifinanziamenti.

Nulla, infine, sul tanto atteso Dpcm che avrebbe dovuto mitigare (con uno stanziamento di 80 milioni all’anno per il 2011 e per il 2012) gli effetti del decreto legge 78/2010.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.