Crisi, taglio agli stipendi pubblici? Brunetta: “già fatto”

brunetta2Roma, 29 set – “Se confrontiamo gli ultimi provvedimenti presi dal governo da maggio ad agosto corrispondono al 90-95% alle indicazioni date dalla Bce”. Così il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, ha risposto a chi chiedeva un commento sulla lettera inviata dal presidente della Bce Jean Claude Trichet e dal suo successore Mario Draghi al governo.

Quanto al passaggio della lettera della Bce su un eventuale taglio degli stipendi degli statali, Brunetta ha risposto: “Noi abbiamo bloccato la contrattazione proprio per far convergere la dinamica retributiva” rispetto al privato. “Quindi – ha proseguito – abbiamo già realizzato, senza alcuna riduzione, le indicazioni della Bce”.

La lettera della Banca Centrale Europea (BCE)

”Caro Primo Ministro”. Inizia così la lettera strettamente riservata inviata dalla Bce al governo italiano datata 5 agosto scorso e firmata dal presidente Jean Claude Trichet e dal futuro numero uno dell’Eurotower, Mario Draghi. Una missiva dettagliata pubblicata sul Corriere della Sera, in cui la banca centrale europea indica le misure antispeculazione da adottare ”con urgenza” dall’Italia per ”rafforzare la reputazione della sua firma sovrana e il suo impegno alla sostenibilità del bilancio e alle riforme strutturali”: dalle liberalizzazioni alla riforma del mercato del lavoro e delle pensioni alla pubblica amministrazione.

Nella lettera la Bce riconosce che l’obiettivo del pareggio di bilancio e il pacchetto di misure prese l’estate appena passata ”sono passi importanti”, ma, aggiunge, ”non sufficienti”. Per questo vede ”l’esigenza di misure significative per accrescere il potenziale di crescita”, di ”misure immediate e decise per assicurare la sostenibilità delle finanze pubbliche” e di ”misure per garantire una revisione dell’amministrazione pubblica allo scopo di migliorare l’efficienza amministrativa e la capacità di assecondare le esigenze delle imprese”. Per quanto riguarda il capitolo crescita, l’Eurotower considera in particolare ”necessaria una complessiva, radicale e credibile strategia di riforme, inclusa la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali e dei servizi professionali”, da ”applicarsi in particolare alla fornitura di servizi locali attraverso privatizzazioni su larga scala”; inoltre ”c’è l’esigenza di riformare ulteriormente il sistema di contrattazione salariale collettiva, permettendo accordi a livello d’impresa”; infine ”dovrebbe essere adottata una accurata revisione delle norme che regolano l’assunzione e il licenziamento dei dipendenti”.

Sul fronte delle finanze pubbliche, la Bce rileva che ”ulteriori misure di correzione del bilancio sono necessarie” e per questo invita ad ”anticipare di almeno un anno il calendario di entrata in vigore delle misure adottate nel pacchetto del luglio 2011”; la Bce sottolinea poi come sia ”possibile intervenire ulteriormente nel sistema pensionistico”, soprattutto nei capitoli anzianità e donne, e che ”il Governo dovrebbe valutare una riduzione significativa dei costi del pubblico impiego, rafforzando le regole per il turnover e, se necessario, riducendo gli stipendi”. Secondo la Bce andrebbe poi ”introdotta una clausola di riduzione automatica del deficit” e andrebbero ”messi sotto stretto controllo l’assunzione di indebitamento, anche commerciale, e le spese delle autorità regionali e locali”. Le misure contenute in questi due grandi capitoli (crescita e finanze pubbliche) dovrebbero essere ”prese il prima possibile per decreto legge, seguito da ratifica parlamentare entro la fine di settembre 2011” e ”sarebbe appropriata anche una riforma costituzionale che renda più stringenti le regole di bilancio”. Per quanto riguarda infine il terzo tema, quello della Pubblica Amministrazione, secondo Francoforte ”negli organismi pubblici dovrebbe diventare sistematico l’uso di indicatori di performance (soprattutto nei sistemi sanitario, giudiziario e dell’istruzione)” e ”c’è l’esigenza di un forte impegno ad abolire o a fondere alcuni strati amministrativi intermedi (come le Province)”.

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