Crisi: nuove regole sui licenziamenti, mobilità obbligatoria per gli statali

berlusconi-ueNella lettera anche il Fisco più leggero per il capitale d’impresa. Dismissioni per 15 miliardi. Roma, 27 ott – Riforma del lavoro entro maggio del 2012 con licenziamenti più facili in presenza di stato di crisi. Anticipo degli incentivi fiscali alla crescita economica per favorire la capitalizzazione delle imprese. Pensionamento di vecchiaia per tutti a 67 anni nel 2026 facendo leva sulle regole già in vigore. Piano “Eurosud” per sfruttare tutti i fondi Ue a disposizione e varo a novembre di un programma di dismissioni del patrimonio pubblico dal valore di 5 miliardi l’anno nel prossimo triennio. Sono questi, insieme alla mobilità obbligatoria per gli statali e al via libera nel2012 alla delega fiscale all’esame del Parlamento, i punti cardine della lettera di impegni inviata a Bruxelles in tarda mattina di ieri dal
premier Silvio Berlusconi dopo una lunga e tesa trattativa con la Lega. Con tanto di limature in extremis, anche su indiretto suggerimento della Ue, per indicare in modo preciso la tempistica degli interventi.

Il documento, che ha anticipato l’arrivo nel pomeriggio del premier per il vertice europeo, ribadisce il risperto degli impegni presi dall’Italia sulla riduzione del debito e sul pareggio di bilancio nel 2013 e  sottolinea che in caso di necessità il Governo è pronto a intervenire immediatamente. La lettera elenca poi una precisa tabella di marcia per l’adozione degli interventi sulla crescita che saranno avviati con un apposito piano d’azione entro il 15 novembre, in cui saranno inserite anche nuove misure sulla liberalizzazione di professioni e servizi pubblici locali.

Il paper, su cui già in mattinata si era pronunciato favorevolmente il Governatore uscente dalla Banca d’Italia (e presidente in pectore della Bce), Mario Draghi, non specifica se il piano per la crescita scatterà con un unico decreto o attraverso più provvedimenti. In ogni caso Berlusconi indica le quattro direttrici su cui l’esecutivo intende operare nei prossimi 8 mesi: rimozione già prima della fme dell’anno delle restrizioni alla concorrenza; definizione entro 4 mesi di deregolazioni in favore delle imprese; adozione, in 6 mesi di misure perfavorire «l’accumulazione di capitale fisico e di capitale umano e ne accrescano l’efficacia»; completamento entro 8 mesi della rifonna del mercato del lavoro.

Rifonna, quest’ultima, che ha l’obiettivo di facilitare le assunzioni ma che poggi su licenziamenti più facili «per motivi economici nei contratti di lavoro a tempo indeterminato. Il pacchetto sarà completato dall’introduione di condizioni più stringenti nell’uso dei contratti parasubordinati, da incentivi (azzeramento dei contributi) per i contratti di apprendistato e dalla facilitazione del part-time. Ma il capitolo lavoro ha subito scatenato l’ira dei sindacati. Dura anche l’opposizione: Pd, Terzo polo e Idv puntano il dito contro un documento vuoto equiparabile a un libro dei sogni.

Sulle pensioni nessuna novità. Viene ribadito l’obiettivo dei 67 anni per la vecchiaia nel 2026 da raggiungere gradualmente attraverso le regole in vigore, in primis quelle sul nuovo meccanismo sull’aspettativa di vita, ma non si specifica se, ad esempio per le donne, il percorso sarà anticipato dal 2014 al 2012. Confermato anche l’arrivo di semplificazioni, con la creazione nel 2013 di zone sperimentali a burocrazia zero. Il Governo ribadisce che cercherà di approvare in prima lettura in Parlamento la riforma costituzionale entro i prossimi 6-12 mesi. Ad aprire il documento, su indicazione del ministro dell’Economia Giulio Tremonti, c’è il piano “Eurosud”: utilizzo dei fondi strutturali che l’Italia rischia di perdere a fme anno. La revisione strategica dei programmi 2007-2013 in realtà non è una novità, facendo invece già parte del piano Sud lanciato dal governo, ma ancora pienamente da implementare.

Ora l’esecutivo parla di «stringente orientamento delle azioni ai risultati» indicando tra le priorità istruzione, banda larga, ferrovie, nuova occupazione. Il tutto con l’obiettivo di ridurre il tasso di cofinanziamento nazionale dei programmi comunitari e liberare quindi risorse. Gli impegni in materia di imprenditorialità sono un mix di interventi già effettuati e programmati. Gli aiuti alla capitalizzazione delle aziende saranno stralciati dalla delega fiscale e anticipati, si lavorerà per recuperare le aree di crisi industriale. Per il resto, il governo torna a citare la “vecchia” rifonna degli incentivi con la riserva del 50% a favore delle Pmi.

«Complessivamente il documento va nella giusta direzione, il problema è adesso rifare le cose nei tempi e secondo la road map concordata» ha commentato il direttore generale di
Confindustria, Giampaolo Galli. Si punta poi all’alleggerimento dei controlli flscali. AIla voce valorizzazione del capitale umano si prevedono margini di manovra più ampi sulle rette universitarie che varmo incontro alle richieste contenute nel manifesto del Sole24Ore per la crescita e smentisce quanto dichiarato dal ministro Gelmini. Per il resto il pacchetto istruzione si compone di una diversa scalettarura di modifiche avviate nei mesi scorsi: dall’attribuzione di più fondi all’università sulla base della valutazione alla riforma del reclutamento degli insegnanti. Fitto il capitolo concorrenza, anche se in realtà sembra prevalere l’elenco delle cose già fatte rispetto a quelle in programma. Il Governo promette comunque nuovi interventi su professioni e servizi pubblici locali. Spazio anche alle infrastrutture: nelle prossime 10 settimane saranno definite opere subito cantierabili per le quali potrà scattare la deflscalizzazione Irap e Ires a vantaggio dei concessionari. Il documento del governo si sofferma anche sullo snellimento dell’amministrazione della giustizia (obiettivo ridurre la controversia civile di almeno il 20% in 3anni). (Carmine Fotina – Marco Rogari: Sole24Ore)

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