Crisi: il reddito disponibile delle famiglie torna ai livelli di 12 anni fa

crisi-famiglieRoma, 15 ott – Il reddito disponibile delle famiglie italiane fa un balzo all’ indietro di 12 anni. Secondo il rappono trimestrale di Prometeia, la società di ricerca economica bolognese, il reddito delle famiglie continuerà a calare anche nel 2011 e nel 2012 e, dopo un quinquennio di contrazione, pari al 5,6%, si ritroverà, alla fine del prossimo anno, ai livelli di inizio millennio.

Questo per effetto dell’aumento della pressione fiscale dovuto alla manovra e della situazione dell’occupazione, che continuerà a calare anche nel 2012. L’economia italiana, secondo Prometeia, sta entrando in recessione: registrerà due trimestri di crescita negativa a cavallo della fine del 2011 e dell’inizio del 2012. L’anno prossimo accuserà una contrazione dello 0,3% dopo un’espansione dello 0,6 quest’anno. Anche nel 2013-2014 la crescita resterà debole, sotto l’1%.

Come le agenzie di rating, e come diversi rappresentanti delleautorità europee, Prometeia accusa la politica. Sono le inefficienze di questa, sostiene il rapporto, ad amplifIcare i
rischi della situazione italiana. «C’è un’eccessiva contrazione di alcuni membri del Governo – è la tesi della think tank bolognese – sulle esigenze elettorali di breve tennine».

Questo ha creato le condizioni per le vendite di titoli pubblici italiani da parte degli investitori, che altrimenti potevano essere evitate. La ricostruzione della credibilità della politica economica sarà «non solo onerosa per famiglie, imprese e banche, ma anche prolungata», affenna Prometeia. Infatti le misure per rilanciare la crescita non potranno che avere, per loro natura, un effetto lento. Il pareggio di bilancio promesso dal Governo per il 2013 non verrà raggiunto, secondo Prometeia, in questo allineata con il Fondo  monetario e la maggior parte delle previsioni di mercato. Il costo del debito pubblico, per effetto della recente crisi, aumenterà dall’attuale 4,5% del prodotto interno lordo al 5,3% nel 2014 (quasi 90 miliardi di euro).

L’Italia è al centro dei rischi di crisi mondiale, sostiene Prometeia, che peraltro è ottimista sul fatto che non si ripeterà una crisi sistemica come quella seguita al collasso di Lehman nel 2008. Intanto, perché manca l’effetto sorpresa, e poi perché a livello europeo dovrà emergere una soluzione, quando finalmente ci si renderà conto che «la valutazione dei costi di un default della Grecia con il rischio di spaccatura dell’euro è decisamente più elevata del costo del suo salvataggio, anche solo parziale, ma neutralizzato degli effetti collaterali». Con un piano europeo, l’Italia dovrebbe guadagnare due anni di tempo «per ricostituire la credibilità della classe politica, e quindi del debito pubblico».

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