Crisi europea: per il columnist del Der Spiegel è colpa dei sindacati e degli italiani

italiaenischeContro i problemi gli italiani invocano mamma-Merkel. Berlino, 22 giu – Nuova, dura presa di posizione contro l’Italia da parte del settimanale Der Spiegel, che in un articolo intitolato “Appello alla mamma” invita gli italiani a ”rompere finalmente il potere dei sindacati per rilanciare la loro economia” invece di ”convincersi che solo la cancelliera (Angela Merkel) possa salvare il loro Paese”. Nell’editoriale il columnist Jan Fleischhauer – che già in passato se l’era presa con il ”carattere nazionale” degli italiani in uno scivoloso intervento sull’euro “spiegato” attraverso il naufragio della Costa Concordia – scrive che ”se si vuole capire perchè non si procede con il salvataggio dell’euro, bisogna guardare oltre le Alpi”. Tutti parlano della Spagna, continua l’editorialista del settimanale di Amburgo, ”ma è sugli italiani che si decide il destino dell’euro”. Eppure ”purtroppo sembra che la maggioranza degli italiani non sia consapevole della propria responsabilità”.

Responsabili della ”sclerosi dello Stato italiano” sono i sindacati con la loro difesa dell’articolo 18 e dei privilegi acquisiti. Secondo l’autore la Germania è così robusta per la ”relativa debolezza” dei suoi sindacati, il cui ”potere di veto” è stato ”rotto” dall’ex cancelliere Schroeder con le riforme del mercato del lavoro del decennio scorso. Una scelta che la Spd ha pagato nelle urne, ma i cui frutti ”il Paese sta raccogliendo ancora oggi”. Fleischhauer sa di muoversi su un terreno scivoloso: ”L’ultima volta che mi sono occupato dei nostri vicini del sud in questa rubrica è seguita un’ondata di proteste in rete e una dura lettera dell’ambasciatore italiano a Berlino”, Michele Valensise. Ma quella consapevolezza non tempera le critiche a un Paese, l’Italia, che soffre ”un irrigidimento dell’economia, conseguenza diretta di una politica che non sostiene, ma punisce l’entusiasmo privato e la voglia di produrre”. Per l’autore l’Italia ha costantemente bisogno di nuovi programmi congiunturali per via dell’instabilità dell’economia sommersa, ”cresciuta al fianco dello Stato”. Fleischhauer se la prende anche, con tono canzonatorio, con un appello alla comprensione dei tedeschi – ”forse tradotto con Google”, si chiede malignamente – di Milano Finanza, Italia oggi e dell’associazione di imprenditori l’Italia c’è. Nell’intervento, pubblicato a tutta pagina la scorsa settimana sul quotidiano Handelsblatt, gli estensori fanno riferimento agli sforzi per la riduzione del debito fatti dall’Italia prima della crisi. ”Algebra napoletana”, liquida l’autore dell’editoriale con una battuta. Per Fleischhauer la considerazione che ”crescita e risparmio si escludano a vicenda” è ”un’equazione per stupidi”. Merkel chiede solo la fine della spesa pubblica per sostenere l’economia: quel che serve ai Paesi del sud, aggiunge, è un’agenda di riforme come quella realizzata dalla Germania negli anni 2000: ”Qui c’è la chiave per il risanamento e dunque della salvezza dell’euro”. (ANSA)

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