Crisi: Bonanni, le pensioni non si toccano, serve riforma dello Stato

Bonanni_CislRoma, 9 ago. – Se non si tagliano prima i costi della politica e se non si fa una riforma fiscale che contenga tagli all’Irpef, aumenti dell’Iva e della tassazione delle rendite finanziarie, la Cisl “non darà alcun consenso” ai tagli alle pensioni. Parola del segretario del sindacato, Raffaele Bonanni, che in un’intervista a “la Stampa” difende il sistema pensionistico italiano, “più affidabile di quelli francese, tedesco e inglese”, e avverte: “nessuno provi a toccare la previdenza”.

La Cisl “non darà alcun consenso su questo, se non si rimettono prima i buoi davanti ai carri”. Ovvero, “la politica deve prima mettere mano sui suoi domini. Province, spese istituzionali, costi della politica: serve prima una profonda riforma dello Stato nelle sue articolazioni centrali e locali”. E spiega: “Sulle pensioni si sono già fatte tutte le operazioni possibili e immaginabili, e ora abbiamo un sistema solido, come riconoscono tutti in Europa. Se vogliono metterci ancora le mani, vuol dire che non vogliono consolidare il sistema pensionistico: vogliono prendersi i soldi e basta”.Sulla lettera della Bce, in cui si parla di previdenza, “forse Trichet non sa come funziona il sistema politico italiano”, osserva Bonanni, “costa molto e soprattutto è un freno allo sviluppo, con mille poteri in conflitto”. E insiste: “Non c’è nessun paese in Europa e nel mondo con un livello tanto pletorico e complicato di istituzioni. E poi ci sono le municipalizzate, il vero residuo sovietico in Italia. La discarica dei politici trombati, 27.000 amministratori, del tutto svincolati da ogni logica di mercato”. Un potere “in mano ai partiti per assunzioni e clientele”. Per il leader della Cisl occorre poi “anticipare la riforma fiscale, anche aumentando l’Iva, ma riducendo l’Irpef; bisogna colpire le rendite finanziarie, passando dal 12,5% all’aliquota del 20%”. E poi la patrimoniale, “ovviamente senza toccare la prima casa”. Se si fanno queste cose, continua, “si tirano su un sacco di soldi e le pensioni non c’è bisogno di toccarle. E si rimette in moto l’economia”. (AGI)

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