Crisi: addio al filetto e tanta pasta nella tavola «low cost»

filetto-pepe-verdeColdiretti, caccia agli sconti sugli scaffali, torna la tagliatella a mano. Roma, 5 lug – Più pasta (+ 3%) e meno bistecche (- 6%) nel piatto, ma anche la rinuncia a cappuccino e cornetto o al rito dell’aperitivo e il ritorno al pane e pasta fatti in casa. Con questi accorgimenti e un taglio ai consumi dell’1,5% da inizio anno, di fatto le famiglie stanno già attuando una loro “spending review”, rileva Coldiretti nel rapporto “la crisi cambia la spesa e le vacanze degli italiani” presentato nel corso dell’assemblea annuale degli imprenditori agricoli.

E nei supermercati è “slalom” tra gli sconti per sei italiani su dieci a caccia di offerte speciali tra i vari scaffali, mentre la metà dei consumatori (49%) fa addirittura la spola tra diversi negozi per confrontare i prezzi più convenienti. Ma la tavola, dove la parola d’ordine è naturalmente eliminare gli sprechi (il 66% fa la spesa in modo più oculato, il 43% riduce le dosi acquistate e il 53% utilizza quello che avanza), è la vera protagonista della rivoluzione “low cost”. In base ai dati elaborati da Coop Italia per Coldiretti, non c’è solo meno carne nel piatto degli italiani (e comunque è addio al costoso filetto, con il 43% degli italiani che si rivolgono a tagli meno pregiati) ma anche meno pesce (-3%) e ortofrutta (-3%), mentre salgono gli acquisti di pane (+3%) e quelli di pollo (+1%). Si afferma intanto la vendita diretta degli agricoltori, “un’opportunità sia per i produttori che per i consumatori”, osserva il presidente di Coldiretti Sergio Marini, sottolineando come la rete Campagna Amica conti in Italia un totale di 6.532 punti vendita cui si aggiungono 131 ristoranti e 109 orti urbani. La crisi fa riscoprire la colazione casalinga di una volta, con il ritorno alla tazza di latte (+2%) accompagnata da biscotti (+3%) e fette biscottate (+5%) ma fa anche rinunciare “ai di più” come le caramelle in borsa (-6%) e il liquorino dopo pasto (-3%). Ad essere ridotti in quantità sono anche gli aperitivi (-4%), le bibite (-7%) e i dessert (-10%). Si afferma anche la riscoperta del “fai da te” casalingo con il ritorno al pane, pasta, conserve, confetture e yogurt fatti in casa. (ANSA)

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