Copertura Decreto IMU: 300 milioni dai tagli ai ministeri. Quasi la metà dalla Difesa

tagli-ministeriRoma, 1 set – Tra le misure disposte dal decreto legge 31 agosto 2013, n. 102 (Disposizioni urgenti in materia di IMU, di altra fiscalità immobiliare, di sostegno alle politiche abitative e di finanza locale, nonchè di cassa integrazione guadagni e di trattamenti pensionistici), ci sono anche 300 i milioni di tagli lineari ai ministeri; di tali tagli, quasi la metà (147,92 milioni di euro) sono a carico del ministero della Difesa, così come prevede l’Allegato 2 del decreto. Altri tagli “semilineari” (675,8 milioni) sono previsti sulle autorizzazioni di spesa sul fronte dei ministeri, e sono contenuti nell’Allegato 3del decreto.

Risparmiato dai tagli solo il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Le rimanenti risorse necessarie alla copertura integrale delle misure previste nel decreto, sono ricavati mediante tagli a fondi previsti per opere pubbliche (MOSE e Ferrovie, giusto per fare alcuni esempi), mini sanatorie nel contenzioso amministrativo ma, soprattutto, mediante l’emissione di titoli di Stato per un valore di 8 miliardi. Se le coperture individuate dal decreto non dovessero bastare, il ministero dell’Economia può aumentare gli acconti Ires e Irap, più le accise. Per un possibile incasso di 1,5 miliardi. Una soluzione che ha anche l’obiettivo di rassicurare la Ue.

Le disposizioni di copertura del decreto sono contenute nell’articolo 15 (Disposizioni finali di copertura) che si riporta integralmente.

Art. 15

(Disposizioni finali di copertura)

1. Al fine di reperire le risorse per assicurare la liquidità necessaria all’attuazione degli interventi di cui all’articolo 13 del presente decreto è autorizzata l’emissione di titoli di Stato per un importo fino a 8.000 milioni di euro per l’anno 2013. Tale importo concorre alla rideterminazione in aumento del limite massimo di emissione di titoli di Stato stabilito dalla legge di approvazione del bilancio e del livello massimo del ricorso al mercato stabilito dalla legge di stabilità.

2. Ai fini dell’immediata attuazione delle disposizioni recate dal predetto articolo 13 del presente decreto e nelle more dell’emissione dei titoli di cui al comma 1, il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio e, ove necessario, può disporre il ricorso ad anticipazioni di tesoreria, la cui regolarizzazione, con l’emissione di ordini di pagamento sui pertinenti capitoli di spesa, è effettuata entro la conclusione dell’esercizio in cui è erogata l’anticipazione.

3. Agli oneri derivanti dal presente decreto ad esclusione dell’articolo 9, comma 6, pari a 2.934,4 milioni di euro per l’anno 2013, a 553,3 milioni di euro per l’anno 2014, a 617,1 milioni di euro per l’anno 2015 e a 486,1 milioni di euro a decorrere dal 2016, ivi compreso l’onere derivante dall’attuazione del comma 1, in termini di maggiori interessi del debito pubblico, si provvede, rispettivamente:
a) quanto a 300 milioni di euro per l’anno 2013, mediante riduzione delle disponibilita’ di competenza e di cassa, delle spese per consumi intermedi e investimenti fissi lordi, secondo quanto indicato nell’allegato 2 al presente decreto. Per effettive, motivate e documentate esigenze, su proposta delle Amministrazioni interessate possono essere disposte variazioni compensative, nell’ambito di ciascuna categoria di spesa, tra i capitoli interessati con invarianza degli effetti sull’indebitamento netto delle pubbliche
amministrazioni;
b) quanto a 675,8 milioni di euro per l’anno 2013, mediante riduzione delle autorizzazioni di spesa elencate nell’allegato 3 al presente decreto, per gli importi in esso indicati;
c) quanto a 250 milioni euro per l’anno 2013, mediante riduzione del fondo di cui all’ultimo periodo dell’art. 1, comma 68, della legge 24 dicembre 2007 n. 247;
d) quanto a 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014 e 2015, mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa prevista per l’anno 2014 dall’articolo 1, comma 184, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, e per 100 milioni di euro mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa prevista per l’anno 2015 dall’articolo 7-ter, comma 2, del decreto – legge 26 aprile 2013, n. 43, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2013, n. 71;
e) quanto a 600 milioni di euro per l’anno 2013, mediante utilizzo delle maggiori entrate derivanti dall’applicazione dell’articolo14;
f) quanto a 925 milioni di euro per l’anno 2013, mediante utilizzo delle maggiori entrate per imposta sul valore aggiunto derivantidalle disposizioni recate dall’articolo 13;
g) quanto a 300 milioni di euro, per l’anno 2013, mediante il versamento all’entrata del bilancio dello Stato pari a 300 milioni di euro, a valere sulle disponibilità dei conti bancari di gestione riferiti alle diverse componenti tariffari intestati alla cassa conguaglio settore elettrico. L’Autorità per l’energia elettrica e il gas, con apposita delibera, provvede ad imputare la suddetta somma a riduzione delle disponibilità dei predetti conti, assicurando l’assenza di incrementi tariffari;
h) per la restante parte mediante utilizzo di quota parte delle maggiori entrate derivanti dall’articolo 12, pari a 458,5 milioni di euro per l’anno 2014, a 661 milioni di euro per l’anno 2015 e a 490 milioni di euro a decorrere dall’anno 2016.

4. Il Ministero dell’economia e delle finanze effettua il monitoraggio sulle entrate di cui alle lettere e) ed f). Qualora da tale monitoraggio emerga un andamento che non consenta il raggiungimento degli obiettivi di maggior gettito indicati alle medesime lettere, il Ministro dell’economia e delle finanze, con proprio decreto, da emanare entro il mese di novembre 2013, stabilisce l’aumento della misura degli acconti ai fini dell’IRES e dell’IRAP, e l’aumento delle accise di cui alla Direttiva del Consiglio 2008/118/CE del 16 dicembre 2008, in misura tale da assicurare il conseguimento dei predetti obiettivi anche ai fini della eventuale compensazione delle minori entrate che si dovessero generare nel 2014 per effetto dell’aumento degli acconti per l’anno 2013.

5. L’allegato 1 all’articolo 1, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, è sostituito dall’Allegato 4 al presente decreto.

6. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

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