Consiglio dei ministri: blocco dei contratti fino al 2014 e tagli alla legge 104

consiglio-dei-ministri3Roma, 10 ott – Al via la Legge di Stabilità (ex “Finanziaria”). Lo ha deciso ieri il Consiglio dei ministri. Di seguito le misure di maggiore interesse.

Proroga del blocco dei contratti per gli statali

Esteso il blocco dei contratti fino al 2014 nel pubblico impiego. E per il 2013-2014 non sarà erogata neanche l’indennità di vacanza contrattuale. Quest’ultima tornerà nel 2015 calcolata sulla base dell’ inflazione programmata. Il contenimento della spesa pubblica interviene anche sul pubblico impiego.

Scure per i benefici della legge 104

Ma la stretta non si limita solo ai contratti. La scure cade anche sui permessi previsti dalla legge 104/1992 per il disabile o per la cura di parenti affetti da handicap: la retribuzione per i giorni di permesso (tre al mese) scende al 50% a meno che i permessi non siano fruiti per le patologie del dipendente stesso della P.A. o per l’assistenza ai figli o al coniuge. Sono esclusi dal pagamento intero quindi i permessi fruiti per prendersi cura dei genitori disabili.

Più cari i ricorsi al Tar

Attenzione alle impugnazioni presentate per il solo scopo di allungare i tempi della giustizia. La legge di stabilità interviene infatti sul testo unico delle spese di giustizia stabilendo una sorta di sanzione contro i ricorsi inammissibili. «Quando l’impugnazione, anche incidentale, è respinta integralmente, è dichiarata inammissibile o improcedibile – si legge nella norma – la parte che l’ha proposta è tenuta a versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per la stessa impugnazione». Sarà il giudice con apposito provvedimento a stabilire la sussistenza dei presupposti per il pagamento. Ma la stretta non riguarda solo i comportamenti poco ortodossi. A pagare dazio con aumenti sostanziosi sarà anche il contributo unificato, in particolare per l’accesso alla giustizia amministrativa.

Meno Irpef per redditi bassi

Arriva un primo taglio alle tasse con una mini sforbiciata all’Irpef che dovrebbe valere circa cinque miliardi. Il calo deciso dal Consiglio dei ministri con la legge di stabilità partirà dal 2013 e riguarderà solamente le due aliquote piu basse: quella del 23% applicata ai redditi fmo a 15mila euro che scenderà al 22% e l’aliquota successiva del 27% – applicata ai redditi da 15mila a 28milaeuro – che invece calerà al 26 per cento. Per poter finanziare questo abbassamento del prelievo fiscale il Governo ha deciso di non azzerare del tutto l’aumento di due punti Iva che sarebbe partito a luglio: l’imposta sul valore aggiunto crescerà, dunque, di un solo punto dal 10 all’11% e dal 21 al 22%. Il costo dell’operazione sarebbe stato stimato da via XX settembre in circa cinque miliardi complessivi, di cui 4 miliardi per il taglio sui redditi più bassi e un miliardo sullo scaglione successivo.

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