2013: tra nuove tasse e novità

2013L’aumento Iva sui consumatori. Ritocchi nei servizi. Salgono la Tares, il canone e la posta. Roma, 30 dic – Non è una novità, purtroppo. Ma anche il 2013 porta con sé una ricca dote di aumenti. Sale di un euro e mezzo, da 112 a 113,5 euro, il canone della Rai, aumenta di 10 centesimi, da 60 a 70, il francobollo per la posta prioritaria, rincara il gas più 1,7%. Unica eccezione la luce, che scende dell’1,4%, anche se dopo un anno di aumenti continui. Il 2013 segna anche il debutto della Tares, la nuova imposta sui rifiuti che naturalmente sarà più cara della vecchia Tarsu: le associazioni dei consumatori stimano un aggravio medio di 64 euro, con le famiglie più colpite dei single. Ma la batosta vera arriverà dall’Iva che, dal primo luglio, salirà di un punto per l’aliquota più alta, passando dal 21 al 22%. L’aumento riguarderà i prodotti alimentari considerati di lusso, come vino, caffè e cioccolato, ma anche giocattoli, televisori, abbigliamento e calzature. Il governo stima di incassare da questo aumento 4,2 miliardi di euro, ricordando che prima delle modifiche introdotte con la legge di Stabilità l’aumento doveva essere di due punti e avrebbe riguardato anche l’aliquota media, che invece resta ferma al 10%. Più difficile dire quanto la nuova Iva peserà sugli italiani. Come al solito una stima l’hanno tentata le associazioni dei consumatori: Adusbef e Federconsumatori hanno calcolato che tutti i rincari del 2013 costeranno in media ad ogni famiglia 1.490 euro. A contribuire al salasso ci sarà anche un aumento di 31 euro in più per le tariffe aeroportuali, di 38 euro per i pedaggi autostradali, e di 83 euro per i treni e il trasporto locale.

Cittadini e Stato. L’aiuto del web

Dai documenti ai bonifici, si farà tutto in Rete. Una novità minima ma importante, perché diventerà più difficile scordarsi di rinnovare la carta di identità; la data di scadenza sarà allineata al giorno del compleanno. Più in generale si cominceranno a vedere i primi effetti della digitalizzazione della pubblica amministrazione. Qualche esempio. I cambi di residenza e della composizione del nucleo familiare saranno validi in tempo reale. L’iscrizione alle università sarà obbligatoriamente telematica, con un portale unico del ministero dell’Istruzione, sia in italiano che in inglese. Anche i libretti e il diploma di laurea diventano elettronici. Tutte le amministrazioni saranno obbligate a pubblicare sul proprio sito i codici Iban per consentire i pagamenti on line di multe, rette della mensa scolastica, ticket sanitari. Anche le domande e i documenti per partecipare ai concorsi della pubblica amministrazione potranno essere inviate solo via web. Il 2013 dovrebbe vedere arrivare anche il nuovo redditometro, lo strumento che misura la compatibilità del tenore di vita con il reddito dichiarato. Dopo una lunga serie di rinvii adesso per il debutto si parla di marzo, subito dopo le elezioni. Con l’obiettivo di ridurre tempi e costi negli ospedali si dovrebbe diffondere l’uso della cartella clinica elettronica e della prenotazione per via telematica. Non c’è una scadenza precisa ma la legge sulle semplificazioni invita le Regioni a seguire questo modello. E, vista l’esigenza di risparmiare, molti governatori stanno accelerando su questa strada.

Risparmiatori, i nuovi prelievi

Scattano bollo, mini patrimoniale e Tobin tax. Dal 2013 andranno a regime sia l’imposta di bollo sui conti correnti e i libretti di risparmi sia la cosiddetta patrimonialina sui prodotti finanziari. Piccoli e grandi risparmiatori, quindi, riusciranno a risparmiare qualcosa di meno. Il bollo da 34,2 euro riguarderà tutti i conti correnti, con due sole eccezioni: i titolari dei conti base, quelli che banche e Poste devono offrire per legge a chi ha un reddito molto basso (7.500 euro calcolato con l’Isee), e quelli che hanno una giacenza media al di sotto dei 5 mila euro. Attenzione, però: il tetto si calcola considerando tutti i rapporti intestati ad un’unica persona fisica aperti in una sola banca (conti e libretti di risparmi) e se si supera, ogni prodotto paga il suo bollo. Il calcolo della tassa è inoltre influenzato dalla scadenza dei rendiconti. Se, per esempio, la scadenza è trimestrale e soltanto in un trimestre la giacenza media ha superato i 5 mila euro, si pagherà comunque un quarto del bollo, cioè 8,55 euro. Discorso diverso per la patrimonialina. A fine anno si verserà lo 0,15% sul valore di tutti gli investimenti finanziari, comprese le unit linked (le polizze assicurative a carattere finanziario), i conti di deposito on line, i buoni fruttiferi postali dal valore di rimborso superiore a 5 mila euro. La differenza rispetto al bollo sui conti correnti è che per la patrimonialina non è stato stabilito un importo fisso. La tassa, infatti, ha un importo minimo di 34,2 euro, proprio come per l’imposta di bollo. Ma sarà calcolata in percentuale sul valore del portafoglio. Nel 2013 si pagherà il minimo di 34,2 euro fino a 22.800 euro e lo 0,15% per controvalori superiori. Salta il tetto di 1.200 euro che, fino a quest’anno, di fatto metteva al riparo dal prelievo i grandi patrimoni. Nel 2013 debutterà anche la Tobin tax sulle transazioni finanziarie. La tassa sarà pari allo 0,12% sulle compravendite di titoli azionari italiani sui mercati regolamentati (0,22% nei mercati «over the counter», cioè non ufficiali). Per le operazioni sui derivati si pagherà invece, dal prossimo luglio, in cifra fissa da 0,1 euro a 100 euro a operazione a seconda del valore nozionale dei contratti.

Tutti i rincari per chi guida

Salgono i pedaggi delle autostrade. I fondi autovelox. Come al solito, anche gli automobilisti sono chiamati a fare la loro parte in questo 2013. L’ultima cattiva notizia è l’aumento dei pedaggi autostradali. I concessionari hanno chiesto in media il 3,9%, con punte del 14% in Valle D’Aosta e del 13% nel Veneto. Ma al ministero delle Infrastrutture dicono che gli aumenti che saranno autorizzati domani potrebbero essere leggermente inferiori. Sempre dal primo gennaio scatta un aumento del 5,7% per tutte le sanzioni del codice della strada. La multa per divieto di sosta, ad esempio, sale da 39 a 41 euro, quella per chi passa con il rosso da 154 a 163 euro. Si tratta di un aggiornamento automatico delle sanzioni previsto dalla legge. Il «tesoretto» del codice della strada aumenterà ancora di valore ma c’è ancora da fare chiarezza sulla destinazione di una parte rilevante di questi soldi, l’incasso degli autovelox. L’ultima riforma ha stabilito che va destinato alla manutenzione delle strade. Manca ancora, però, il decreto attuativo. In compenso la legge di Stabilità ha introdotto una sanatoria per tutte le cartelle esattoriali iscritte a ruolo fino al 1999 e con un importo inferiore ai 2 mila euro. Un colpo di spugna che riguarderà in particolare le tasse statali e locali, ma anche le contravvenzioni stradali. Altre novità in arrivo dal 19 gennaio. Per guidare le moto più potenti senza restrizioni, dunque con la patente A, bisognerà aver compiuto 21 anni, guidato per almeno due anni con una patente di tipo A2 e superato un esame di pratica. Per i conducenti di ciclomotori e minicar arriverà una patente vera e propria che sostituirà l’attuale patentino emetterà fine a corsi di guida nei licei.

Genitori e figli, il bonus asilo

Per avere l’assegno ci sarà il click-day. Il congedo dei papà. Sarà sperimentato il bonus bambini per le mamme che lavorano. Si tratta di un contributo di 300 euro al mese, per una durata massima di sei mesi, che dovrà essere utilizzato per pagare o la baby sitter o l’asilo nido. L’obiettivo è quello di ridurre il numero delle donne che abbandonano il lavoro dopo la nascita dei figli. I fondi a disposizione sono pochi: 20 milioni di euro l’anno per tre anni. Basteranno per poco più di 11 mila madri lavoratrici, briciole se si pensa che l’anno scorso in Italia di bambini ne sono nati poco più di mezzo milione. Ma si tratta comunque di un segnale. Per decidere a chi assegnare il bonus ci sarà un click-day, un giorno per presentare la domanda via Internet sul modello di quanto fatto per la regolarizzazione di colf e badanti. La data dovrebbe cadere tra gennaio e febbraio ma la decisione dovrebbe essere ufficializzata a breve dall’Inps. Avrà la precedenza chi ha il valore più basso di Isee, l’indicatore che misura la ricchezza delle famiglie e, a parità di «ricchezza», l’ordine di presentazione della domanda. Sempre dal 2013 ci sarà anche un giorno di congedo obbligatorio per i neopapà. Padri e madri potranno utilizzare il congedo successivo a quello obbligatorio anche a ore, e non solo a giorni o settimane. In sostanza, recependo una serie di direttive europee, si potrà spezzare la singola giornata tra lavoro semplice e congedo con modalità da definire nei contratti collettivi.

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