2012 l’anno peggiore dal dopoguerra. Consumi in caduta libera

supermercato-crisiAumenta la tensione sui prezzi. Roma, 7 sett – (di Emanuele Scarci) Il 2012 è l’annus horribilis dei consumi. In Italia va peggio che nel resto dell’Eurozona e, in generale, è l’anno più difficile dal dopoguerra. É la fotografia che scatta il Rapporto Coop 2012 su consumi e distribuzione presentato aMilano.

Secondo le stime Coop quest’anno le vendite caleranno, a volume, dell’1,5% per il food e del 5,9% per il non food. Inoltre «con la campagna dei rinnovi contrattuali alle porte sostiene Vincenzo Tassinari, presidente del consiglio di gestione di Coop Italia – abbiamo già ricevuto richieste di aumenti tali che nel 2013 proietterebbero l’inflazione al 4,9% e scaricherebbero sulle famiglie 400 euro di rincari, da sommarsi agli oltre 3mila derivanti dalla manovra economica». Le famiglie tirano la cinghia su tutto, tagliando, in particolare, sui prodotti per la cura della personae della casa. «Emblematico – sottolinea Enrico Migliavacca, vicepresidente di AnccCoop – è il crollo del 17,8% dei detersivi quest’anno, segno che, prima di avviare la lavatrice, ci si assicura che sia ben piena».

All’orizzonte non c’è nessuna svolta nemmeno per i distributori che, anzi, a causa dell’articolo 62 del decreto liberalizzazioni (quello che dispone il pagamento delle forniture entro 30/ 60 giorni) «drenerà dalla grande distribuzione – stima Tassinari – liquidità per 6 miliardi, di cui 300 milioni da COOP». Poi il top manager “avvisa” l’industria che «dovrà presto farsi carico di sostenere i consumatori» e propone un patto da siglare a un tavolo a tre: distributori, industria e governo. Perchè? «La redditività dell’industria è migliorata nonostante la crisi mentre quella dei distributori è in picchiata». Anche escludendo gli ammortamenti? «Certo, gli investimenti sono stati rilevanti – ammette Tassinari – ma la forbice si è aperta, eccome».

Malgrado il crollo dei consumi, Coop «non alzerà il piede dall’acceleratore» assicura Tassinari: il piano industriale 2012-204 prevede investimenti per 400 milioni e l’apertura di 71 punti vendita. Probabilmente sono compresi anche i 21 negozi che Coop potrà rilevare dalla siciliana Aligrup (marchio Despar), attualmente in procedura concorsuale e che nell’ultimo triennio ha perso, nella sua interezza, 11 milioni. «Li acquisiremo – precisa Tassinari – dopo la sentenza del tribunale». Dopo la débàcle in Sicilia di Coop 25 aprile e Coop 1° maggio, le cooperative rosse rilanciano sul Sud puntando a fare massa critica tra SuperCoop (15 super e 5 iper) e negozi ex Aligrup. Una sfida da far tremare i polsi: nel Mezzogiorno la crisi dei consumi è drammatica e, nei primi sette mesi, il calo delle vendite supera già il 5 per cento.

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