[VIDEO] Uranio impoverito: Stato Maggiore Difesa “respinge con decisione le accuse della Commissione”

Roma, 7 feb – «In merito alla “Relazione finale” presentata oggi dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito, lo Stato Maggiore della Difesa ribadisce che le Forze Armate italiane mai hanno acquistato o impiegato munizionamento contenente uranio impoverito».

E’ quanto si legge in una nota dello Stato Maggiore della Difesa.

«Tale verità – si legge – è emersa ed è stata confermata anche dalle commissioni tecnico-scientifiche ingaggiate dalle quattro Commissioni parlamentari che, dal 2005 ad oggi, hanno indagato su tale aspetto. Centinaia di ispezioni in siti militari, in aree addestrative e poligoni, con decine e decine di analisi dei suoli e delle acque, hanno concordemente escluso la presenza di uranio impoverito proveniente da munizionamento e dispiace che questo dato, oggettivo e inoppugnabile, sia stato omesso nelle dichiarazioni pubbliche della Commissione».

«Si sottolinea inoltre – specifica la Difesa – che le Forze Armate tutelano la salute del proprio personale adottando tutte le cautele e controlli sanitari periodici previsti. Questa attenzione è dedicata non solo al personale ma anche all’ambiente in cui esso si trova ad operare, tanto in Italia quanto all’estero. I Vertici delle Forze Armate ad ogni livello, assolutamente consapevoli dei rischi insiti nella condizione militare, avvertono come prima responsabilità e dovere quello di preservare e difendere la salute del proprio personale in ogni circostanza».

«Le Forze Armate respingono – conclude la nota -, anche alla luce delle dichiarazioni rilasciate dal Professor Trenta, le inaccettabili accuse mosse dalla quarta Commissione parlamentare d’inchiesta, ribadendo la totale disponibilità alla collaborazione, come dimostrato anche in sede di tavolo tecnico negoziale con la Commissione, e sottolineano la assoluta trasparenza di tutte le loro attività».

La relazione della Commissione parlamentare

Nella relazione finale, la commissione ha comunque sottolineato anche il “negazionismo” dei vertici militari e gli “assordanti silenzi generalmente mantenuti dalle Autorità di Governo”. Dalla relazione finale della Commissione sarebbero emersi i molteplici rischi a cui sono esposti lavoratori e cittadini nelle attività svolte dalle forze armate, ma anche dalla polizia di Stato e dai vigili del fuoco. Il pericolo non arriverebbe solo dall’uranio, ma anche dall’amianto presente in navi, aerei ed elicotteri. La Commissione ha accertato che 1.101 persone, solo nell’ambito della Marina Militare, sarebbero decedute o si sarebbero ammalate a causa di malattie correlate all’amianto. Criticità sarebbero emerse anche nei poligoni e, in particolare, sarebbe risultata allarmante la situazioni delle missioni all’estero. Il documento citerebbe l’audizione di Giorgio Trenta, presidente dell’Associazione italiana di radioprotezione medica, che avrebbe riconosciuto un legame tra l’esposizione all’uranio impoverito e i tumori che hanno colpito i militari.

Conferenza stampa – Presentazione relazione finale Commissione Uranio

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Uranio impoverito: Stato Maggiore Difesa "respinge con decisione le accuse della Commissione"
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