Tagli alla Difesa, Di Paola: ci siamo già mossi

leon-panetta-giampaolo-di-paolaRoma, 2 mag – La Difesa i compiti per il risanamento li ha già fatti tutti. Ora tocca agli altri. Parola di Gianpaolo Di Paola, che da Washington, dopo aver incontrato il capo del Pentagono, parla di spending review, facendo capire che il suo ministero ha i conti a posto. Mentre a Palazzo Chigi, il governo discute su come razionalizzare la spesa pubblica, il ministro della Difesa si trova al Pentagono, in un lungo faccia a faccia con Leon Panetta.

Ma nell’incontro con i giornalisti, nella sede dell’ambasciata italiana a Washington, inevitabilmente si parla di Italia: ”Noi abbiamo già presentato in Parlamento un piano incisivo: devo ancora vedere qualcosa di simile da parte degli altri”, esordisce Di Paola. ”Vorrei sottolineare – aggiunge il ministro – che ci siamo mossi prima di altri. La Difesa è consapevole di dover razionalizzare le sue strutture, tuttavia stiamo parlando di un ridimensionamento che richiede tempo: non si possono fare tagli così ingenti in un giorno solo. La cosa più importante però è che noi abbiamo avuto non solo il coraggio, ma anche la visione di immaginare il nostro futuro. Prima ancora che qualcuno ce lo chiedesse”. Archiviata la questione conti pubblici, Di Paola ribadisce quando Panetta abbia apprezzato il ruolo dell’Italia sul fronte della sicurezza internazionale. Questo faccia a faccia al Pentagono ha un “timing” tutto particolare: nelle prossime settimane l’alleanza Alantica terrà il suo vertice negli States, e in particolare a Chicago, la città di Barack Obama. E in quella occasione, si farà il punto su tutti i dossier Nato, a partire da quello dello scudo antimissili che tanto allarma i russi. Un dossier in cui l’Italia ha assunto un ruolo centrale, nel dialogo tra le parti.

La settimana scorsa Di Paola ha visto il ministro degli esteri russo Lavrov, e oggi Panetta. ”Lo scudo antimissile – osserva il ministro – non deve essere un argomento di divisione con la Russia, ma una opportunità di cooperazione. Si tratta di una necessità, tanto che la Nato ha deciso di dotarsene. A Chicago, al prossimo vertice dell’Alleanza, ci sarà una dichiarazione al riguardo. Ma oggi – sottolinea Di Paola – è importante ricordare che si tratta di un programma per proteggerci da una minaccia potenziale. Per questo vogliamo convincere i russi che le loro preoccupazioni non sono giustificate”. Con Panetta, il ministro ha parlato anche di Afghanistan, Iran e Siria. Sul primo dossier, Di Paola ha assicurato che l’Italia ”farà la sua parte anche nella fase successiva alla missione Isaf, quando si discuterà di governance e di costruzione delle istituzioni democratiche”. Sui tempi e i modi dell’impegno italiano, sottolinea che ”è un percorso che deve ancora maturare, le cui modalità verranno stabilite nei tempi opportuni”. Sull’Iran, l’Italia come gli Usa, è convinta che ”le sanzioni vadano sostenute” perche’ Teheran capisca che deve ”recedere dal suo programma nucleare”. Infine, le preoccupazioni comuni per la tragedia siriana: ”Gli ultimi segnali non sono incoraggianti. Tuttavia bisogna insistere per convincere il regime a far seguito agli impegni Onu. Se c’è una certa insoddisfazione da parte americana – conclude Di Paola – questa è verso Assad, certo non verso le Nazioni Unite”. (ANSA)

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