Strage di Nassiriya, procura militare, sì ai risarcimenti per i famigliari delle vittime

nassyria_2Roma, 30 gen – Devono essere risarciti i famigliari delle vittime di Nassiriya. Lo ha chiesto il procuratore militare Antonino Intelisano sollecitando, ai giudici della prima sezione penale della Cassazione, l’accoglimento del ricorso delle parti civili contro la decisione della Corte militare d’Appello di Roma che ha assolto “perchè il fatto non sussiste” il generale Georg Di Pauli, all’epoca comandante della Base Maestrale a Nassiriya. Nell’attentato del 12 novembre 2003 furono uccisi 19 italiani di cui 12 militari dell’Arma, 5 dell’Esercito e 2 civili. Secondo la difesa dei famigliari delle vittima il generale non avrebbe correttamente difeso la base, non riuscendo così ad evitare la strage. Una opinione condivida dal procuratore militare Intelisano che, nella sua requisitoria, ha detto chiaramente che “se fossero state approntate le misure necessarie, si sarebbe evitata una tragedia di questa entità”. Di più, Intelisano ha sottolineato che “l’obiettivo era minimizzare il rischio. L’obbligo – ha detto – nasceva anche dalle informazioni che arrivavano dal servizio di Intelligence”.

La decisione della Cassazione sulla strage di Nassiriya non avrà alcuna conseguenza dal punto di vista penale dal momento che la sentenza di assoluzione del generale Di Pauli è passata in giudicato. Tuttavia l’accoglimento del ricorso dei famigliari delle 19 vittime potrebbe dare il via libera in sede civile ai risarcimenti. Per dirla con il pg militare Antonino Intelisano “l’annullamento con rinvio alla Corte d’Appello civile porterebbe un effetto collaterale ad una vicenda drammatica. Servirebbe a ridare una ricomposizione ad un fatto che diversamente rimarrebbe come un tavolino con tre piedi”.

I giudici in camera di consiglio

Sono entrati circa un’ora e mezza fa in camera di consiglio i giudici della prima sezione penale della Cassazione, chiamati ad esaminare i ricorsi di 31 parti civili – familiari delle vittime -. La decisione della Suprema Corte e’ attesa in serata: se i ricorsi venissero accolti, si aprirebbe un nuovo processo in sede civile per stabilire risarcimenti ai parenti delle vittime. Dal punto di vista penale, invece, il procedimento si chiuderà con l’assoluzione dell’imputato, visto che la procura militare non ha impugnato la sentenza d’appello.

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