Siria: gen.Tricarico, test missilistico di Israele è un messaggio ad Assad

arrow-3-missilePer far capire che Paese è in grado di difendersi da ritorsioni. Roma, 3 set – Un segnale preciso ad Assad: Israele è in grado di neutralizzare eventuali attacchi missilistici sul suo territorio.

Così il generale Leonardo Tricarico, ex capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica e presidente della Fondazione Icsa, interpreta il test congiunto Israele-Usa attuato questa mattina con il lancio di un missile nel Mediterraneo.

«Israele – ricorda Tricarico – è sicuramente il Paese più avanzato al mondo per la difesa contro missili e sta lavorando da anni per cercare di raggiungere un grado sempre più elevato di precisione ed affidabilità. Per la loro posizione geografica nel cuore di una regione delicata – sottolinea – gli israeliani sono sempre sul chi va là, pronti a intervenire contro qualcuno che li vuole cancellare. Rendere pubblico in questo momento un simile esperimento non può che voler dire al regime siriano: “se tu proverai ad attaccarmi con sistemi convenzionali troverai pane per i tuoi denti”».

Tra gli scenari tratteggiati da diversi analisti della situazione siriana c’è appunto anche quello di un’azione di rappresaglia da parte del regime – in seguito ad un attacco americano – contro i Paesi vicini, Israele in primis, ma anche Turchia o Giordania. In particolare, lungo le alture del Golan sono attive delle postazioni che possono esser usate per lanciare missili Scud contro il nord di Israele. Ultimamente per evitare il prevedibile attacco dei Cruise americani le postazioni fisse sarebbero state abbandonate a favore dei lanciatori mobili, più difficili da individuare. «La Siria – conferma l’esperto – è in grado di fare male ai suoi vicini, non essendo stata attivata in questa occasione una “no fly zone” che avrebbe ridotto a zero la capacità di Damasco di offendere». E dunque Israele oggi si è fatto sentire.

«L’esperimento di questa mattina – spiega il generale – è soltanto l’ultimo di una serie di test congiunti che quel Paese sta effettuando insieme agli Stati Uniti per lo sviluppo di un sistema di difesa contro missili balistici. Quello contro i missili a corto raggio si chiama “Iron dome” (Cupola d’acciaio). “Arrow 3”, quello di oggi, fa invece parte di una serie di test per intercettare missili di più lunga gittata, come possono essere appunto gli Scud siriani. Lo Sparrow lanciato da Israele simula proprio uno di questi missili. Si tratta dunque di un avvertimento molto chiaro sul grado di precisione raggiunto per difendersi da questo tipo di minaccia». (ANSA)

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