Senato: stop alle attività dei poligoni di Capo Teulada e Capo Frasca

capo-teuladaCagliari, 31 mag. – Per la commissione del Senato sull’uranio impoverito i poligoni militari di Capo Teulada e Capo Frasca, in Sardegna, devono interrompere l’attività, mentre in quello sperimentale del Salto di Quirra sono necessarie bonifiche in modo da trasformarlo in un centro polivalente internazionale tecnologico-scientifico. La relazione del senatore Pd Gian Piero Scanu che disegna la svolta storica per i poligoni dell’isola è stata approvata all’unanimità ieri sera nell’ultima seduta dell’organismo parlamentare presieduto da Giorgio Rosario Costa.

Votando la relazione Scanu, la commissione parlamentare propone di vietare definitivamente nel Salto di Quirra “tutte le attività suscettibili di produrre grave pregiudizio alla salute e all’ambiente” e di avviare subito un'”opera di bonifica radicale”, dopo il disastro ambientale evidenziato dall’inchiesta condotta dal gennaio 2011 dal procuratore di Lanusei Domenico Fiordalisi. L’organismo, inoltre, raccomanda di concludere in tempi brevi l’indagine epidemiologica ad hoc e di dotare il poligono di una certificazione di qualità, oltrechè di attivare un sistema informativo ambientale per monitorare le condizioni ambientali del territorio, in modo che siano accessibili in tempo reale agli organi istituzionali di controllo. Va riqualificata l’intera area soggetta a servitù militare, anche ridimensionandola. Quanto a Capo Frasca e Capo Teulada, secondo la commissione si deve andare verso una “progressiva riduzione” e la concentrazione di tutte le attività sostenibili nel poligono interforze del Salto di Quirra. Anche per le due basi militari, inserite in un contesto vecchio di 60 anni, occorrono bonifiche.

In Sardegna sono oltre 35mila gli ettari sottoposti a vincolo di servitù militare. Secondo la commissione, è arrivato il momento, “data la difficile condizione della finanza pubblica”, una “razionalizzazione” degli apparati con conseguente riduzione dei costi. La relazione Scanu richiama una mozione parlamentare dello stesso senatore, sottoscritta da 120 parlamentari, che prevede, fra l’altro, un piano da avviare d’intesa con la Regione Sardegna per la bonifica e la perimetrazione delle aree a intensa attività militare e per la riqualificazione di quelle non più soggette a vincolo, attraverso “attività alternative di adeguato livello qualitativo che garantiscano gli attuali livelli occupazioni e, in prospettiva, il loro incremento”. Nel documento la commissione impegna il governo a inserire nella prossima legge di stabilità 2013 “un congruo e adeguato finanziamento pluriennale dedicato alle opere di bonifica dei poligoni militari”. Il governo, infine, dovrà riferire una prima volta entro il 30 settembre prossimo sull’attuazione delle indicazioni contenute nella relazione appena votata, con una relazione in Parlamento, che poi avrà una periodicità annuale. La commissione avrebbe potuto rinviare le considerazioni sui poligoni sardi alla relazione conclusiva da presentare alla presidenza del Senato al termine del proprio mandato, ma ha scelto di approvarne una intermedia dopo aver preso atto, durante audizioni e sopralluoghi, “di una condizione di grave e ingiustificabile degrado ambientale, decisamente non più accettabile”, che richiede “risposte forti e tempestive”. (AGI)

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