Senato: delineato il quadro dei tagli per il personale della Difesa

commissione_difesaRoma, 9 giu – La Commissione Difesa ha ulteriormente valutato i problemi connessi all’attuazione del DDL 3271 di delega al Governo per la revisione dello strumento militare. Sono stati ascoltati l’ispettore generale capo per l’analisi dei costi del lavoro pubblico Ines Russo e l’ispettore generale capo del bilancio della Ragioneria dello Stato Biagio Mazzotta.

In particolare la Russo ha illustrato i criteri per disciplinare l’assetto strutturale ed organizzativo del ministero della Difesa (compresa l’Arma dei carabinieri, limitatamente ai compiti militari) e le dotazioni organiche sia dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica, sia del personale civile. In base all’articolo 3 per il personale militare è previsto che per gli organici le originarie 190.000 unità dovranno contrarsi a 150.000, entro il 2024 (salva la possibilità di proroghe annuali secondo le modalità di cui al successivo articolo 5), mentre il personale civile dovrà contrarsi di circa 10.000 unità rispetto alle attuali 30.000. Gli strumenti utilizzati saranno per il personale militare il transito nei ruoli del personale civile, e l’utilizzo dell’aspettativa per riduzione quadri, riserve nei concorsi pubblici. Il personale civile, invece, potrà essere oggetto di procedure di mobilità interna e di trasferimento presso altre amministrazioni dello Stato.

Di seguito il resoconto stenografico dei giorni 6 e 7 giugno.

DIFESA    (4ª)

MERCOLEDÌ 6 GIUGNO 2012

295ª Seduta (pomeridiana)

La seduta inizia alle ore 15,30.

IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO

Schema di decreto del Presidente della Repubblica concernente: «Regolamento recante ulteriori modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 90, concernente il testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare, per la riorganizzazione del Ministero della difesa e degli Uffici di diretta collaborazione del Ministro e degli enti vigilati» (pdf n. 472 )

Il presidente CARRARA dichiara aperta la discussione generale, ricordando che il termine per l’espressione del parere scadrà nella giornata di domani.

Il senatore CAFORIO (IdV) auspica che nel parere sia contenuto uno specifico indirizzo al Governo a recepire le osservazioni riportate dal Consiglio di Stato, con particolare riguardo a quanto rilevato in materia di sostituzione di un dirigente generale del personale civile con uno militare, di collocamento del coordinamento dei servizi sanitari, di parcellizzazione del settore del contenzioso e di modifica della normativa vigente riguardante il COCER ed il COIR.

Sulle questioni inerenti alla modifica della normativa relativa al COCER ed ai COIR, si pone problematicamente il senatore DEL VECCHIO (PD), invitando la Commissione ad una ponderata riflessione.

Interviene, sull’ordine dei lavori, il senatore SCANU (PD), osservando che l’esame del provvedimento in titolo potrebbe comunque concludersi nella seduta già convocata per domani. Ciò al fine di poter effettuare i necessari approfondimenti.

Audizione, ai sensi dell’articolo 47 del Regolamento, dell’Ispettore generale capo per gli ordinamenti del personale e l’analisi dei costi del lavoro pubblico e dell’Ispettore generale capo del bilancio della Ragioneria Generale dello Stato, in relazione all’esame del disegno di legge n. 3271 concernente la legge-delega per la revisione dello strumento militare  

Il dottor MAZZOTTA, nel consegnare specifica documentazione illustrativa, osserva innanzitutto che la finalità della riforma contenuta nel disegno di legge all’esame della Commissione è quella di garantire la stabilità delle risorse finanziarie assegnate alla Difesa, coniugandola altresì con l’esigenza della stabilità di bilancio. Rileva inoltre come, nel corso degli anni, il comparto (escludendo i Carabinieri), abbia visto cambiare la composizione interna della spesa, con un rilevante innalzamento di quella per il personale ed una sensibile riduzione per quanto attiene all’esercizio. Sostanzialmente stabili, invece, le risorse destinate agli investimenti.

Dalla comprovata necessità di ricomposizione della spesa verso livelli europei, deriva quindi l’attuale intervento normativo, che interesserà le strutture organizzative ed operative nonché la rimodulazione dei programmi di ammodernamento.

Prende quindi la parola la dottoressa RUSSO, precisando che il disegno di legge n. 3271 incarna un’obiettiva esigenza di razionalizzazione e mira a conferire una delega per l’adozione di due o più decreti legislativi per disciplinare l’assetto strutturale ed organizzativo del ministero della Difesa (compresa l’Arma dei carabinieri, limitatamente ai compiti militari) e le dotazioni organiche sia dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica, sia del personale civile. In particolare, l’articolo 3 del disegno di legge detta i principi ed i criteri direttivi per la riduzione degli organici. Con riferimento al personale militare, le originarie 190.000 unità dovranno contrarsi a 150.000, entro il 2024 (salva la possibilità di proroghe annuali secondo le modalità di cui al successivo articolo 5), mentre il personale civile dovrà contrarsi di circa 10.000 unità rispetto alle attuali 30.000. Gli strumenti utilizzati saranno, per quanto attiene al personale militare, il transito nei ruoli del personale civile, e l’utilizzo dell’aspettativa per riduzione quadri, nonché riserve nei concorsi pubblici. Il personale civile, invece, potrà essere oggetto di procedure di mobilità interna e di trasferimento presso altre amministrazioni dello Stato, nei limiti delle relative facoltà assunzionali (ciò al fine di rispettare il principio dell’invarianza di spesa).

L’oratrice conclude la propria esposizione illustrando gli andamenti retributivi del personale civile, militare e contrattualizzato del Dicastero.

Prosegue  nuovamente il dottor MAZZOTTA, rilevando che la dotazione finanziaria del bilancio del ministero della Difesa ammontava, per il 2011, a circa 23 miliardi di euro. Al netto degli stanziamenti a favore dell’Arma dei carabinieri, la dotazione era di circa 16,9 miliardi. Le quote maggiori sono state allocate a favore del Segretariato generale (per circa 6 miliardi), nell’ambito del programma “Pianificazione generale delle Forze armate ed approvvigionamenti militari”.  L’Esercito si è visto destinatario di circa 5 miliardi, la Marina per circa 2 e l’Aeronautica per poco meno di 3. La serie storica degli ultimi anni (2003-2011), peraltro, mostra una sostanziale stabilità delle risorse assegnate al comparto (ad eccezione del solo 2006), mentre, sempre dal 2003 al 2011, si registra un incremento di circa 2 miliardi di euro per i redditi da lavoro dipendente.

Considerato, quindi, un arco temporale che va dal 2001 al 2010, osserva che l’incidenza percentuale della spesa per la Difesa sulla spesa primaria si attesta all’incirca intorno al 3 per cento, mentre l’incidenza percentuale sul prodotto interno lordo parte dall’1,2 per cento del 2001 per terminare all’1 per cento nel 2010.

Dal punto di vista della flessibilità, conferma quindi che l’obiettivo programmatico è quello di una rimodulazione volta a riallocare risorse dal personale all’esercizio. L’obiettivo sarà indicato nel documento di economia e finanza e le rimodulazioni determinate tramite la legge di stabilità. Un altro punto da approfondire, a suo avviso, riguarda poi la cosiddetta flessibilità gestionale. L’attuale configurazione del bilancio dello Stato rende infatti difficile spostare risorse da un capitolo ad un altro, soprattutto quando si tratta di voci rientranti in programmi diversi. In ragione di ciò, il disegno di legge all’esame della Commissione prevede -per un periodo di tre anni, nelle more del completamento della riforma della struttura del bilancio dello Stato di cui alla legge n. 196 del 2009- la sperimentazione di una maggiore flessibilità gestionale di bilancio connessa al mantenimento in efficienza dello strumento militare.

Gli effettivi risparmi -prosegue l’oratore- saranno accertati, sempre in base a quanto disposto dal disegno di legge in questione, tramite decreto del ministro della Difesa, di concerto con quello dell’Economia e delle Finanze. Ciò al fine di tenere conto del fondamentale principio dell’invarianza dei saldi. Inoltre, sempre per poter correttamente valutare il potenziale risparmio, dovrà sussistere un costante flusso di dati tra i dicasteri interessati.

Conclude soffermandosi sulla questione relativa ai tagli lineari sugli investimenti per il 2012, precisando che è stato lo stesso dicastero competente a scegliere le rimodulazioni da disporre.

Il senatore SCANU (PD), relatore sul disegno di legge n. 3271, osserva che la riduzione di personale realizzata attraverso la cessazione del servizio per limiti di età, raggiunge risparmi significativi solo a partire dal 2014. Il provvedimento all’esame della Commissione ipotizza inoltre misure diverse per realizzare in tempi ridotti l’obiettivo della riduzione del personale. Domanda quindi quali di queste la Ragioneria Generale dello Stato ritenga maggiormente praticabili.

Rileva inoltre che con il disegno di legge si prevederebbe di concedere al bilancio della Difesa uno status molto particolare, basato sulla garanzia di uno stanziamento poliennale non riducibile e garantito e su una particolare flessibilità nell’articolazione della spesa. Tutto ciò peraltro dovrebbe trovare una specifica collocazione nel Documento di economia e finanza, con l’introduzione di un apposito capitolo riguardante la Difesa. Tuttavia, si pone a suo avviso la questione su come possano coestistere rigidità di pianificazione e flessibilità di impiego per le stesse risorse.

Per quanto riguarda l’assetto organizzativo, osserva poi che il provvedimento all’esame della Commissione si propone l’obiettivo di razionalizzazione delle relative strutture e conseguente recupero di infrastrutture dislocate sul territorio nazionale a vario titolo, al fine di conseguire una riduzione non inferiore al 30 per cento. Si tratta, in particolare, di un obiettivo non facile da raggiungere e che potrebbe comportare addirittura un aggravio di spesa: la sostituzione di prestazioni realizzate in economia con prestazioni in outsourcing potrebbe portare, infatti, ad un aumento dei costi per l’esercizio. Ciò considerato, domanda quindi elementi che consentano di valutare il valore aggiunto dei beni e servizi prodotti in economia, con particolare riferimento a quelli prodotti dall’area industriale della Difesa.

L’oratore prosegue ponendo l’accento sulla possibile genericità dei principi e dei criteri direttivi della delega, domandando se via siano disposizioni in ordine alle quali la Ragioneria Generale dello Stato possa fornire elementi utili a rendere più puntuali e circoscritti i principi della delega. Inoltre, il disegno di legge appare molto dettagliato in materia di riduzione del personale, non definendo tuttavia principi o criteri direttivi in materia di investimenti sui sistemi d’arma. Sarebbe pertanto, a suo avviso, opportuno individuare dei parametri finanziari ovvero dei principi di programmazione della spesa per il settore, e chiede pertanto delucidazioni a riguardo.

Conclude osservando che la valorizzazione degli immobili non più utili alla Difesa appare uno dei fattori principali dal quale potrebbero scaturire nuove risorse finanziarie. Tuttavia, il predetto tentativo di valorizzazione, pur in atto da più di dodici anni, sembra non produrre apprezzabili risultati. Chiede pertanto quali siano i limiti e come possano essere modificate le procedure finora seguite.

Nel ringraziare gli uditi per la loro disponibilità, li invita altresì a proporre delle linee di approfondimento che potrebbero risultare preziose nel corso dell’iter del provvedimento di delega legislativa.

Il senatore DI GIOVAN PAOLO (PD) chiede di sapere come potrebbero emergere eventuali criticità di bilancio nell’ambito della revisione che verrà operata nei prossimi anni e quali effetti produrrebbe, sul bilancio dello Stato, il transito del personale della Difesa presso altri settori della pubblica Amministrazione.

L’oratore domanda, altresì, delucidazioni in merito all’assetto organizzativo ed al preciso ambito delle funzioni collegate a compiti di difesa militare.

Il senatore CASSON (PD) osserva innanzitutto che il principio cardine del disegno di legge n. 3271 è il recupero di risorse, in particolare tramite una consistente riduzione del personale civile e militare della Difesa, al fine di ripartire quanto recuperato nei capitoli per l’esercizio e l’investimento. Obiettivo del provvedimento appare quindi, più che il conseguimento di un risparmio, un diverso impiego delle stesse risorse. Domanda pertanto se, nell’attuazione della riforma così programmata, nel bilanciamento tra risparmi previsti e spese possano emergere criticità, chiedendo inoltre quale, nei primi anni dall’avvio, possa essere l’effetto finanziario della riforma.

Rileva quindi che, secondo l’impianto del provvedimento, si intende ridurre la spesa per il personale della Difesa incentivandone la fuoriuscita dall’amministrazione. Tuttavia, a suo avviso, se diminuisce l’onere degli stipendi, si riversano i risparmi su altri capitoli del bilancio della Difesa e aumenta la spesa pensionistica, potrebbe risultare difficile realizzare un concreto ed effettivo risparmio.

L’oratore prosegue osservando che, sempre per quanto riguarda il personale, le misure di riduzione prevedono l’estensione generalizzata dell’istituto dell’aspettativa per riduzione di quadri, il transito presso altre amministrazioni e riserve specifiche in concorsi del settore pubblico allargato. Per quanto riguarda la loro concreta attuazione, domanda quale sia il costo dell’estensione dell’aspettativa per riduzione di quadri, come si potrebbe valutare la fattibilità della predetta misura, considerando che la legge n. 214 del 2011 prevede l’incremento dei requisiti di accesso al pensionamento, se si possa ritenere plausibile che altre amministrazioni rinuncino ad assumere vincitori di concorso con titoli specifici a favore del personale della Difesa e se si possano ravvisare criticità nel transito del personale militare presso i ruoli civili.

Rileva quindi che il disegno di legge introduce, nell’ambito della legge n. 196 del 2009, una particolare flessibilità di bilancio per la Difesa, dando luogo ad una posizione del tutto peculiare nel contesto delle pubbliche amministrazioni. Il nuovo processo di finanza pubblica, delineato con gli ultimi interventi legislativi, sembra andare infatti in direzione opposta, realizzando un quadro normativo organico per l’intero aggregato delle Amministrazioni pubbliche, al fine di meglio perseguire gli obiettivi di trasparenza e di coordinamento.

Per quanto riguarda, poi, il settore degli investimenti, osserva che ad oggi è necessario sostenere oltre 71 programmi di armamento, proiettati in un arco temporale che, per alcuni di essi, arriva fino al 2026 e con un costo che, negli ultimi tre anni, ha raggiunto i 3,5 miliardi di euro all’anno. Il provvedimento all’esame della Commissione, pur indicando nelle enunciazioni l’obiettivo di una contrazione e di una rimodulazione dei programmi di armamento, non riporta tuttavia alcuna specifica disposizione in merito. Al fine di consentire alla Commissione di valutare l’impatto della programmazione finanziaria relativa al settore, sarebbe pertanto opportuno a suo avviso, disporre di un quadro dei dati finanziari sui programmi già avviati e su quelli di prossimo avvio.

In relazione all’assetto organizzativo, rileva quindi che il disegno di legge si propone l’obiettivo di razionalizzazione delle relative strutture e conseguente recupero di infrastrutture dislocate sul territorio nazionale, al fine di conseguire una riduzione non inferiore al 30 per cento. Domanda al riguardo quali siano stati gli elementi per arrivare a tale quantificazione. In secondo luogo, ritenendo che per conseguire effettivamente risparmi di spesa non sia sufficiente la riduzione delle strutture, chiede se sia anche necessario determinare una efficace riallocazione delle funzioni.

Conclude osservando che, secondo la relazione tecnica allegata al disegno di legge, non sarebbe possibile fornire una quantificazione definita degli effetti delle disposizioni in esso contenute e che una stima puntuale potrà essere effettuata solo al momento dell’adozione dei singoli decreti legislativi delegati, domandando quale sia stata la valutazione effettuata al riguardo dalla Ragioneria Generale dello Stato.

Considerato l’imminente inizio dei lavori dell’Assemblea, il presidente CARRARA propone di rinviare il seguito della procedura informativa alla seduta antimeridiana già convocata per domani, giovedì 7 giugno, annunciando altresì che i documenti e le memorie presentati saranno disponibili per la pubblica consultazione sulla pagina web della Commissione.
La Commissione prende atto.

GIOVEDÌ 7 GIUGNO 2012

296ª Seduta

Intervengono, ai sensi dell’articolo 47 del Regolamento, l’ispettore generale capo per l’analisi dei costi del lavoro pubblico, dottoressa Ines Russo, e l’ispettore generale capo del bilancio, dottor Biagio Mazzotta, della Ragioneria Generale dello Stato.     

La seduta inizia alle ore 8,30.

Riprende l’esame, sospeso nella seduta pomeridiana di ieri.

Non essendovi altri iscritti a parlare, la presidente PINOTTI dichiara chiusa la discussione generale.

Replica il relatore CARRARA (CN:GS-SI-PID-IB-FI), proponendo alla Commissione uno schema di parere favorevole con osservazioni (pubblicato in allegato).

Sul predetto schema di parere si pronunciano favorevolmente, a nome dei rispettivi Gruppi, i senatori DEL VECCHIO (PD), BODEGA (Misto-SGCMT), CAFORIO (IdV) e RAMPONI (PdL).

Il relatore CARRARA (CN:GS-SI-PID-IB-FI) esprime vivo compiacimento per il forte consenso politico coagulatosi attorno alla propria proposta.

La presidente PINOTTI, previa verifica del numero legale, pone infine ai voti la proposta di parere favorevole con osservazioni predisposta dal relatore, che risulta approvata.

Seguito dell’audizione, ai sensi dell’articolo 47 del Regolamento, dell’Ispettore generale capo per gli ordinamenti del personale e l’analisi dei costi del lavoro pubblico e dell’Ispettore generale capo del bilancio della Ragioneria Generale dello Stato, in relazione all’esame del disegno di legge n. 3271 concernente la legge-delega per la revisione dello strumento militare  

Il senatore RAMPONI (PdL) sollecita ulteriori approfondimenti sul reimpiego delle risorse derivanti dalle misure adottate nei confronti del personale del comparto.

Osserva quindi che, in particolare, il personale civile della Difesa sembra essere oggetto di numerose misure di sicuro impatto (che spaziano da una sensibile riduzione quantitativa all’immissione del personale militare nei ruoli di quello civile).

Conclude domandando chiarimenti sui tagli lineari agli investimenti, a suo avviso connotati da forte discrezionalità.

La presidente PINOTTI si sofferma sulla necessità di poter disporre di dati sulle spese complessive per il comparto, al fine di effettuare un approfondito paragone con lo strumento dei principali paesi europei.

Ad avviso della senatrice NEGRI (PD), sembrerebbero esserci, nel comparto, significative differenze a livello salariale (sia tra l’Esercito, la Marina e l’Aeronautica, sia tra la dirigenza militare e quella civile), che meriterebbero un approfondimento specifico.

L’oratrice rileva inoltre come la riforma dello strumento sembri prevedere delle garanzie le quali, pur opportune, potrebbero incidere sull’effettività dei risparmi, come l’assegno perequativo o l’utilizzo esteso dell’aspettativa per riduzione di quadri. Sarebbe pertanto utile, a suo avviso, capire l’effettiva incidenza della ristrutturazione sul bilancio finale, anche in relazione al trasferimento del personale presso altre amministrazioni dello Stato.

Il senatore CAFORIO (IdV) domanda se non sia opportuno procedere ad una unificazione dei fondi effettivamente destinati alla Difesa, ad oggi ripartiti tra il fondo per le missioni internazionali, i fondi per l’investimento presenti sui capitoli del ministero dello Sviluppo economico e lo stesso ministero della Difesa.

L’oratore chiede inoltre ulteriori delucidazioni sul modo di operare nella definizione del piano di spesa per gli investimenti.

Replica la dottoressa RUSSO, osservando innanzitutto, con riferimento agli organici del personale civile della Difesa, che l’intervento del Governo si inserisce in un più generale quadro di riorganizzazioni e di riduzioni che interessa tutta la pubblica Amministrazione.

Per quanto attiene, quindi, alle differenze retributive all’interno del comparto, precisa che esse sono frutto di una serie di leggi succedutesi nel tempo e che, in ogni caso, non costituirebbero un aspetto problematico in relazione ai fini del provvedimento di riordino dello strumento militare.

L’oratrice osserva, inoltre, che l’istituto dell’aspettativa per riduzione di quadri non comporta costi aggiuntivi, ed anzi, dalla sua applicazione potranno derivare dei risparmi immediati. Per quanto attiene, poi, al meccanismo del transito presso altre amministrazioni dello Stato, esso sarà previsto nell’ambito delle facoltà assunzionali delle medesime. La materia, inoltre, potrebbe essere anche oggetto di un intervento specifico tramite i decreti legislativi delegati.

Precisa, da ultimo, che, per l’amministrazione destinataria l’eventuale maggiore onerosità derivante dall’assumere il personale militare transitato potrebbe essere compensata sia dalla professionalità acquisita, sia dai risparmi derivanti dal mancato esperimento di nuovi concorsi pubblici.

Prende quindi la parola anche il dottor MAZZOTTA, provvedendo a depositare ulteriore documentazione scritta ed osservando, innanzitutto, che, prendendo a base i dati del 2010 (ad esclusione della spesa per investimenti presente sui capitoli del ministero dello Sviluppo economico), l’Italia spenderebbe, per il personale della Difesa, il 65 per cento delle risorse assegnate, verso il 58 della Spagna, il 45 della Francia, il 48 della Germania ed il 33 per cento della Gran Bretagna. Per quanto attiene alla spesa per beni e servizi, l’Italia impiega invece circa il 30 per cento delle risorse, a fronte del 55 per cento della Gran Bretagna, al 44 della Francia, al 37 della Spagna ed al 46 della Germania. Infine, in relazione agli investimenti, l’Italia impegna circa il 3,1 per cento, contro il 4 della Germania, il 3,7 della Spagna, il 5,6 della Francia ed addirittura il 10 per cento del Regno Unito.

Per quanto attiene al risparmio derivante dalle misure prese sul personale, pone invece l’accento sul rispetto del principio dell’invarianza dei saldi, e sulla necessità di verificare concretamente i risparmi in occasione dell’emanazione del prescritto decreto.

L’oratore passa successivamente ad approfondire le problematiche relative agli investimenti precisando che gli interventi finanziari presi nel 2011 prevedevano la facoltà, per i ministeri, di presentare delle proposte per dei tagli selettivi. Solo se queste si fossero rivelate insufficienti sarebbero intervenuti dei tagli lineari. La Difesa, pertanto, avanzò le proprie proposte, che incidevano sui programmi e che non presentavano problematicità dal punto di vista finanziario. Pertanto, la riduzione ha natura selettiva, e non lineare.

In relazione, quindi, all’unificazione dei fondi di finanziamento per la Difesa (includendo anche quelli presenti sul bilancio di altri dicasteri), precisa che si tratterebbe di un’opzione squisitamente politica, cui, da un punto di vista tecnico, nulla osterebbe. La presenza di alcune voci sul bilancio del Ministero dello sviluppo economico sarebbe comunque giustificabile considerando anche i profili industriali, occupazionali e di ricerca legati a determinati programmi (come l’Eurofighter 2000 o le fregate FREMM).

Sempre con riferimento agli investimenti ed ai programmi di ammodernamento, sottolinea inoltre la disciplina particolare cui sono assoggettati, nonché il fatto che spesso essi sono frutto di specifiche cooperazioni internazionali. Ciò si riflette, in particolare, sulle possibilità di rimodulazione, maggiormente praticabili su programmi annuali piuttosto che su quelli pluriennali assoggettati ad impegni concordati in sede sovranazionale.

La dottoressa RUSSO osserva quindi che tutte le misure prese in considerazione dal disegno di legge delega all’esame della Commissione possono concorrere all’obiettivo di riduzione del personale. Alcune di esse, poi, pur essendo quantitativamente ridotte, possono produrre significative economie nell’immediato.

In ogni caso, si dovrà attendere l’emanazione dei prescritti decreti delegati onde poter definire una puntuale realizzazione dei principi e dei criteri direttivi enunciati, che, per loro stessa natura, non possono cha avere carattere generale, poco prestandosi al recepimento di disposizioni di dettaglio.

Precisa, da ultimo, che la riforma non interesserà aspetti di spesa pensionistica o previdenziale.

Il dottor MAZZOTTA prosegue precisando che la prevista garanzia della pluriennalità dello stanziamento per la Difesa dovrebbe essere funzionale alla ricomposizione delle varie categorie di spesa. Sul processo, non potranno peraltro non influire, nel futuro, eventuali ed ulteriori manovre di finanza pubblica. La stessa delega legislativa, infatti, fa riferimento alla compatibilità delle riforme con i vincoli finanziari.

Con riferimento, quindi, all’accorpamento delle strutture, osserva che i risparmi (che non dovranno essere inferiori al 30 per cento), sono risparmi di spesa. L’effettività degli stessi dovrà essere valutata in sede di redazione dei decreti delegati, e, in particolare alla luce dei dati forniti dalla Difesa.

La disponibilità di informazioni da parte della Difesa è poi particolarmente rilevante nel caso dell’acquisizione dei sistemi d’arma, considerate la naturale riservatezza cui sono assoggettati e la particolare disciplina normativa al riguardo.

Conclude soffermandosi sulla valorizzazione del patrimonio immobiliare precisando, al riguardo, che i proventi da ciò derivanti non sono comunque considerati in sede europea come una misura strutturale di finanza pubblica.

La presidente PINOTTI, nel dichiarare conclusa la procedura informativa, annuncia che l’ulteriore documentazione presentata sarà disponibile per la pubblica consultazione sulla pagina web della Commissione.

PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SULL’ATTO DEL GOVERNO N. 472

La Commissione difesa,

esaminato l’atto del Governo in titolo,

esprime parere favorevole, invitando il Governo a:

a) armonizzare i contenuti del presente schema di decreto con i principi direttivi di cui all’emananda legge-delega sulla revisione dello strumento militare;

b) recepire le osservazioni riportate dal Consiglio di Stato nel proprio parere, con particolare riguardo a quanto rilevato in materia di sostituzione di un dirigente generale del personale civile con uno militare, di collocamento del coordinamento dei servizi sanitari, di parcellizzazione del settore del contenzioso;

c) modificare l’articolo 1, comma 1, lettere dd) e ee) dello schema di decreto in titolo al fine di prevedere l’abrogazione, rispettivamente, degli articoli 933 e 934 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 90 del 2010, che risultano non coordinati né compatibili con la nuova formulazione dell’articolo 1476 del codice dell’ordinamento militare, di recente modificato dall’articolo 8 del decreto legge n. 216 del 2011.

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