Riforma strumento militare: ospedali e poliambulatori militari apriranno ai civili

celioRoma, 24 nov – (di Silvia Gasparetto) C’è il Policlinico militare del Celio di Roma, che ha già avuto in cura anche la moglie del presidente della Repubblica, Clio Napolitano. Ma anche una serie di poliambulatori e centri diagnostici sparsi su tutto il territorio nazionale, da Padova a Messina, dedicati alle forze armate e ai Carabinieri. Tutti presto potrebbero aprire le porte anche ai civili.

E’ quanto è previsto nel programma di riorganizzazione della Difesa contenuto nella riforma dello strumento militare che oltre a un corposo ridimensionamento del numero di militari prevede anche un riordino delle strutture organizzative, compresa la sanità militare. Gli ospedali e gli ambulatori dedicati agli uomini in divisa avranno così in modo strutturale (e alcuni esempi, come proprio il Celio, già esistono) la possibilità di aprirsi all’esterno, attraverso convenzioni con le Regioni, dando anche ai medici militari la possibilità di esercitare la libera professione intramoenia. Una scelta di ”supporto al Servizio sanitario nazionale” spiega il sottosegretario alla Difesa Gianluigi Magri, ”un piccolo contributo della Difesa alla richiesta di salute del Paese”. Anche perchè, spiegano tecnici parlamentari del Pd, che ha contribuito alla norma, ”ci sono circa 1.600 medici militari” che hanno alte specializzazioni e competenze (ad esempio per le ferite d’arma da fuoco o per le lesioni del ginocchio, molto frequenti tra i paracadutisti) da mettere a disposizione dei civili, a fronte di circa ”180mila militari, tra Esercito, Marina, Aeronautica”, che sono però per la maggior parte ”giovani e sani perchè selezionati anche in base alle caratteristiche fisiche”.

E pure l’accesso dei familiari attualmente sarebbe ”modestissimo”. Medici, strutture e competenze, quindi, che se passerà in via definitiva la legge delega di riforma (ora al vaglio della Camera dopo il primo via libera del Senato all’inizio di novembre) andranno riorganizzate in chiave ”interforze”, e potranno essere parte di una più stretta ”sinergia” tra servizio sanitario militare e civile. In attesa del via libera alla delega, al ministero si sta già procedendo a una riorganizzazione interna che dovrebbe concludersi secondo le previsioni, aggiunge il sottosegretario Magri, alla fine del 2013. ”Ma già nelle prossime settimane avremo un quadro più chiaro di come saranno trasformate le strutture, quali saranno potenziate e con quali funzioni”. Anche per valutare quali, in base alla domande di sanità militare e civile, potranno essere oggetto delle convenzioni con le Regioni. Nel riassetto interno il polo ospedaliero principale è, e resterà quello del Celio, che sarà ”potenziato e arricchito” con l’obiettivo di trasformarlo in Ircss. E dovrebbe essere potenziato anche il polo ospedaliero di Taranto. Nell’ambito di questa riorganizzazione, infine, ci sarà anche uno sfoltimento dei centri trasfusionali e dei dipartimenti di medicina legale (quello di Taranto, ad esempio, dovrebbe essere soppresso e afferire a Bari). (ANSA)

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