Riforma strumento militare: l’appello del Cocer a Napolitano

napolitano1Roma, 6 nov – «Come cittadini del Paese che il 4 novembre celebra formalmente la festa delle Forze Armate e dei Militari come “garanti di libertà e presidio degli organismi democratici” e contemporaneamente quali militari ingiustamente indicati da parte della politica e dai mezzi di comunicazione come “privilegiati”, i rappresentanti del personale chiedono al Presidente della Repubblica in qualità di Capo supremo delle Forze Armate di garantire un equilibrato processo di ristrutturazione del modello di difesa, fortemente voluto dal Governo e non ricercato dal personale tutto, nei tempi naturali necessari che garantiscano al personale militare e civile la tutela dovuta quali cittadini lavoratori del Ministero della Difesa».

Così i delegati militari del Cocer interforze in una nota.

«L’unico corretto processo di riforma strutturale – sottolinea il Cocer – che attualmente si sta attuando in Italia è quello del Ministero Difesa. Tale processo ricade però unicamente sul personale militare e civile, non destinatario privilegiato dei c.d. “scivoli d’oro” ma privato della propria uniforme e delle prospettive di lavoro per decine di migliaia di operatori».

«I ricercati equilibri ottimali di bilancio che, già allo stato attuale senza tema di smentita appaiano ampiamente raggiunti specie sul versante investimenti, non possono determinare ulteriori sacrifici da parte del personale che già contribuisce al bene comune sia con la propria opera che con i sacrifici economici fatti negli ultimi 5 anni con il blocco salariale, la spending review, il blocco del turn over ed i mancati avanzamenti economici e di carriera».

«Al Presidente della Repubblica la rappresentanza militare chiede un incontro affinché siano ascoltate correttamente le ragioni degli uomini e delle donne in uniforme senza alcuna mediazione esterna».

«Considerata l’urgenza dettata dall’accanimento mediatico di questi giorni nei confronti dei militari, i COCER si recheranno presso la sede istituzionale giovedì 7 novembre 2013 alle ore 10 in attesa di essere ricevuti dal Ministro della Difesa ed avviare le azioni necessarie alla tutela del personale rappresentato».

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