Rifiuti: la Difesa dice no a discarica vicino a centro intelligence

malagrottaRoma, 6 mag – La valutazione di un’ipotesi di discarica di rifiuti a Monte Carnevale, per il post-Malagrotta nell’ambito della vicenda che riguarda Roma, rimane oggetto di lettere incrociate tra commissario, Difesa e ministero dell’Ambiente. In questo caso è il dicastero guidato da Corrado Clini a rispondere alle considerazioni sollevate dal capo di Stato maggiore della Difesa, generale Biagio Abrate, auspicando un confronto più approfondito sulle problematiche evidenziate.

In sostanza, il ministero dell’Ambiente – secondo quanto si apprende – ricorda alla Difesa la conformità degli studi effettuati con le direttive Europee e la normativa italiana, oltre che la messa in sicurezza della discarica e l’esclusione di qualsiasi rischio sia per l’ambiente che per la salute. Con una lettera del 17 aprile il commissario per la chiusura di Malagrotta, prefetto Giuseppe Pecoraro, informa il capo di Stato maggiore della Difesa sull’ipotesi di un sito a Monte Carnevale per ”ogni eventuale considerazione in merito all’interferenza di tale attività con quella in atto al centro militare” (Centro intelligence interforze).

Nella risposta del generale Abrate, datata 23 aprile (a cui il ministero risponde), si fanno presente ”due sensibilissime interferenze”: una di carattere ”tecnico-operativo” (l’aumento del traffico di mezzi pesanti e la ”variazione nel campo elettromagnetico del parco antenne principale”); l’altra di carettere ”sanitario” (tipo ”la dispersione di contaminanti aerodiffusi” osservando che la base è ”sottovento”, polveri, germi e ”specie animali vettrici di patologie”). Ci si richiama poi al ”principio di precauzione” e a ”possibili danni acuti o di lungo termine” per chi opera al Centro (650 persone orari di lavoro e 550 permanentemente). Nell’ultima missiva, quindi, il ministero dell’Ambiente osserva che su questo punto si fa riferimento a principi troppo generali con il rischio che così tutte le discariche d’Italia potrebbero esser chiuse, dal momento che le stesse argomentazioni potrebbero valere per qualsiasi popolazione già residente vicino a qualche discarica. (ANSA)

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