Rieccolo: l’ammiraglio viveur con le marinaie-cameriere e champagne in mezzo al mare

ammiraglio-champagneRoma, 25 ott – I lettori di GrNet.it ricorderanno che venti giorni fa, pubblicammo la notizia di una singolare Comunicazione di servizio nella quale il comandante in 2ª di Nave Mimbelli dava disposizioni di dettaglio all’equipaggio sulle modalità di “accoglienza” del CINC (Comandante in capo della Squadra Navale), a base di biscottini, mandorle, champagne e pizzette.

La vicenda era stata posta all’attenzione del ministro della Difesa mediante un’interrogazione parlamentaredepositata dall’on. Augusto Di Stanislao, a cui è seguita una dura presa di posizione del Cocer della Marina e persino di due sindacati di polizia (Coisp e Sappe).

Numerosi i commenti al nostro articolo. Molti esprimevano disappunto ma molti altri, invece, erano decisamente ostili sia alla notizia che ai giudizi non proprio lusinghieri degli altri commentatori. Il leit motiv degli apologeti dell’ammiraglio è stato, più o meno, sempre lo stesso: quante storie per uno spumantino e qualche mandorla tostata! Qualche estimatore più audace buttava il cuore oltre l’ostacolo: “con lui andrei in guerra ad occhi chiusi”. Magari con una buona scorta al seguito di Krug millesimato del 1995, in caso di emergenza, of course.

Adesso spunta una fotografia in alta definizione (foto guarda) che definire eloquente è davvero poco. Il luogo dello scatto è sicuramente a bordo di una nave militare in navigazione, sull’aletta di plancia per la precisione. Le evidenze non mancano: un sottufficiale (?) che calcola un rilevamento con la girobussola; un sottocapo e un capitano di fregata che indossano a tracolla l’obbligatorio “kit antiflash” (da usare in caso di emergenza per proteggersi dalle vampate delle esplosioni) ed altri ufficiali/sottufficiali di servizio. Tutti correttamente abbigliati tranne tre persone, decisamente fuori luogo in una scena “professionale militare”. Innanzi tutto l’ammiraglio, con un flûte di champagne in mano che sembra godersela un mondo, attorniato da ben due camerieri (tra cui una donna), sicuramente marinai addestrati, costretti ad abbigliarsi con una livrea candida con tanto di spalline dorate, anche se la loro espressione tradisce tutto il disagio di chi è costretto da ordini superiori a fornire prestazioni sicuramente diverse da quelle per cui si sono arruolati. Nei vassoi che porgono all’illustre ammiraglio spiccano, come disposto dalla severa “Comunicazione di servizio”, pizzette calde, bruschette, olive, tartine e le immancabili “mandorle da tostare al momento”.

Le domande che ponemmo nel precedente articolo (così come l’interrogazione dell’on. Di Stanislao) restano ancora prive di risposta. Quindi, se non è di troppo disturbo, le riproponiamo.

Chi ha autorizzato la distrazione dai compiti istituzionali due marinai della nostra Marina, un uomo e una donna, ordinando loro di vestire i panni di cameriere?
Come mai l’ammiraglio non prova alcun imbarazzo nel ricevere un trattamento tanto reverenziale a bordo di un’austera unità militare in navigazione?
Quanto tempo dobbiamo ancora aspettare prima che il ministro della Difesa trovi il tempo per rispondere all’interrogazione parlamentare sulla vicenda?

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