Revisione strumento militare: Cocer, è rottura tra presidente e delegati

generale-cotticelliRoma, 8 nov – Oggi l’annosa vicenda della revisione dello strumento militare registra una rottura clamorosa: il presidente del Cocer interforze, generale dei carabiniei Saverio Cotticelli, a quanto si apprende, avrebbe inviato alle agenzie una nota stampa nella quale avrebbe stigmatizzato «gli sconcertanti attacchi da parte di forze politiche, sindacali e media rispetto all’istituto dell’esonero dal servizio denominato in modo strumentale ed infondato “scivolo d’oro”, – che, secondo l’alto ufficiale – sono da respingere al mittente, perché il personale militare non ha mai chiesto specificamente nessuno “scivolo” ed ha dovuto prendere atto delle difficoltà prospettate dall’Amministrazione circa il transito in altri dicasteri, peraltro senza garanzie sui diritti acquisiti e sulla base di tabelle di comparazione estremamente punitive”.

Contro questa nota stampa sono insorti alcuni delegati del Cocer, che accusano il presidente di aver agito senza il previsto assenso dell’organismo di rappresentanza, rilasciando a loro volta un comunicato nel quale «prendono le distanze dal comunicato stampa rilasciato in data odierna dal presidente dell’organismo, gen. c.a. Cotticelli, avendo lo stesso agito a titolo strettamente personale, esprimendo col documento una posizione assolutamente non condivisa né, tantomeno, preventivamente concordata con l’assemblea, che non si riconosce nella maniera più assoluta con la discutibile procedura seguita».

«Quello espresso con il comunicato – prosegue la nota dei delegati – non costituisce assolutamente il volere delle FF.AA.: pertanto, chiediamo, a viva voce, al governo di sospendere il progetto di revisione dello strumento militare visto che questo va nella sola direzione dell’interesse delle amministrazioni e dell’industria degli armamenti assolutamente a discapito del personale».

«Un simile progetto – sottolineano i delegati Cocer – non può non essere concordato con gli organismi della rappresentanza militare, considerato che le ripercussioni che non mancherebbe di avere si abbatterebbero ancora una volta sul personale in divisa e le loro famiglie. Non siamo disposti ad accettare nuove e pesanti imposizioni oltre a quelle di cui già dobbiamo farci carico con l’attuale ordinamento».

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