Pirateria: boom di richieste di scorte militari

marina-san-marcoEmanato il decreto organizzativo, pronti 60 uomini del Reggimento San Marco. Roma, 21 ott – Mancano solo le autorizzazioni diplomatiche tra l’Italia e i Paesi che possono fornire i porti di imbarco nelle aree a rischio. Poi, a bordo delle navi mercantili italiane, potranno essere impiegati, per servizi di sicurezza, gli uomini del reggimento S. Marco della Marina militare, personale di altre forze armate o “contractors” civili. Scorte armate su navi battenti bandiera italiana, per difendere natanti ed equipaggi dall’attacco di pirati. Nel frattempo, è stato emanato il decreto che disciplina le procedure tecnico-amministrative ai fini della sicurezza della navigazione e della sicurezza marittima, relative all’imbarco dei Nuclei militari di protezione. Fonti della Guardia Costiera spiegano all’Adnkronos che ”sono già numerose le richieste di armatori intenzionati ad assicurarsi questo servizio, dopo che saranno conclusi gli accordi con i Paesi rivieraschi del Corno d’Africa per l’imbarco dei militari”. Sono in tutto 60 gli uomini del reggimento San Marco che potrebbero essere impiegati come nuclei di protezione. Sono divisi in 10 nuclei complessivi, ciascuno dei quali composto da 6 persone. L’imbarco dei Nuclei militari di protezione (Nmp) sulle navi in transito nelle aree a rischio, individuate nella porzione dell’Oceano Indiano delimitata a nord ovest dallo Stretto di Bab El Mandeb, a nord dallo Stretto di Hormuz, a sud dal Parallelo 12°S e a est dal Meridiano 78°E, potrà avvenire solo dopo che gli armatori, o altri soggetti dotati di specifico potere di rappresentanza della medesima categoria, avranno stipulato apposite convenzioni con il ministero della Difesa.

Dal porto di Gibuti a Maputo, la priorità è individuare gli hub per l’imbarco del personale armato

Centrale, in questa fase, è individuare gli “hub”, ovvero i punti in cui il personale armato dovrebbe effettuare le operazioni di imbarco e sbarco. Dato come sicuro nella categoria degli “hub” il porto di Gibuti, restano da stabilire gli altri scali portuali di ingresso o uscita dall’area di rischio, che saranno scelti in base a valutazioni di ordine tecnico-operativo. Tra questi, ci sono Mombasa, in Kenya, o Port Victoria, alle Seychelles ma anche Durban, in Sudafrica, Maputo in Mozambico o Port Louis nelle Mauritius e Colombo in Sri Lanka. Quanto alle modalità per assicurarsi le prime scorte armate “a nolo” che saliranno su navi battenti bandiera italiana, la procedura – sottolineano fonti della Marina militare – prevede che la compagnia armatrice richieda di poter avere a bordo nuclei di protezione, in base alla convenzione firmata tra Confitarma e ministero della Difesa. Occorre prevedere a bordo la “cittadella fortificata” o un’altra struttura protetta e bisognerà anche indicare se si dispone di radar di illuminazione a bordo o Ship Security Alert System (Ssas), ovvero il sistema di allerta sicurezza delle navi, che si è rivelato importante nel caso del mercantile Montecristo, sequestrato il 10 ottobre scorso dai pirati, al largo delle coste della Somalia, e poi liberato il giorno successivo con un blitz fatto scattare dalla task force Nato.

Disposizioni per il locale deposito munizioni e la qualifica dei componenti NMP

La questione della sicurezza dei mari e della libera circolazione delle merci, è sempre in primo piano per la Marina militare, tanto è vero che il capo di Stato Maggiore della Marina, ammiraglio Bruno Branciforte, ha partecipato alla ventesima edizione dell’International Seapower Simposium di tutte le marine, organizzato dalla Marina americana, a Newport, il cui tema è sicurezza e prosperità attraverso la cooperazione marittima. Il decreto 963/2011 firmato il 7 ottobre scorso dal Comandante generale delle capitanerie di Porto, ammiraglio ispettore capo Marco Brusco, disciplina le procedure tecnico-amministrative ai fini della sicurezza della navigazione (safety) e della sicurezza marittima (security), relative all’imbarco dei Nuclei militari di protezione (Nmp), a bordo delle navi mercantili e motopesca nazionale in navigazione negli spazi marittimi internazionali a rischio pirateria. All’articolo 3, si stabilisce che ”i componenti dei Nuclei militari di protezione della Marina Militare Italiana che imbarcano a bordo delle unità mercantili, assumono la qualità di “personale diverso dall’equipaggio”. A questo scopo il Comandante della nave redige, prima dell’imbarco del personale, un’apposita lista contenente le generalità dei singoli componenti il Npm con la qualifica di Personale governativo militare (Government Military Personnel). L’articolo 4 riguarda invece il “Locale deposito munizioni” e prevede che le unità navali ”devono possedere idoneo locale per il deposito e trasporto di munizioni classificate almeno per la classe 1.4S “Esplosivi” di cui al Codice IMDG (codice marittimo internazionale per il trasporto delle merci pericolose, ndr)”. (Adnkronos)

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