NATO, Rasmussen: non tagliate troppo sulla Difesa. F-35? Non interferiamo

nato-RasmussenBruxelles, 31 gen – Fare sacrifici di fronte alla crisi, ma non ridurre troppo la spesa alla difesa o ”la credibilità politica e la capacità militare della Nato nei prossimi anni sarà a rischio”. Questo il monito del segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, preoccupato per la riduzione dei tetti di spesa alla difesa. ”Dobbiamo investire nella sicurezza, perchè il costo dell’insicurezza è inaccettabile”, dice in conferenza stampa a Bruxelles. ”Certo, investire nella difesa non risolve i nostri problemi economici, ma – avverte – se tagliamo troppo e per troppo tempo rischiamo di rendere l’attuale situazione economica anche peggiore” di come è adesso. Ma ”la nostra prosperità dipende dalla nostra sicurezza”. Ecco perchè i paesi alleati, conclude Rasmussen, ”devono mantenere la linea di spesa per la difesa nel 2013”.

F-35? Gli acquisti devono essere fatti in un quadro di efficienza generale

Il segretario generale Rasmussen ha inoltre dichiarato che la Nato ”non interferisce sulle scelte nazionali” ma ”da’ per garantito che gli alleati prendano decisioni che assicurino” all’Alleanza nel suo insieme ”la capacità necessaria per affrontare le sfide di oggi”. E sarebbe bene, in generale, che ci fosse coordinamento tra alleati per gli acquisti, ha detto riferendosi alle polemiche per l’acquisto di cacciabombardieri F35 nel quadro del rinnovo della capacità di difesa aerea italiana.

”La Nato come organizzazione ed alleanza – ha detto Rasmussen – non interferisce con le decisioni nazionali quando si tratta di rinnovare l’equipaggiamento militare. E’ e resterà una decisione nazionale e noi rispettiamo pienamente le decisioni nazionali. Allo stesso tempo, naturalmente, prendiamo per garantito che gli alleati prendano decisioni nel quadro del processo di pianificazione della Nato, allo scopo di assicurare che l’Alleanza nel suo insieme abbia la capacità necessaria per affrontare le sfide delle sicurezze di oggi”. ”Ma in termini più generali, voglio sottolineare la necessità di una cooperazione multinazionale anche quando si parla di acquisizione di equipaggiamenti militari” ha continuato affermando che senza tale cooperazione ”va da sè che non si può ottenere quella che gli economisti chiamano economia di scala”. Suggerendo che nelle decisioni sugli acquisti di armamenti ”tutti gli alleati dovranno tenere in conto anche un quadro di efficienza generale”.

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