Nato: «Smart Defence» e Afghanistan, da Chicago uno sguardo al futuro

Nato-ChicagoChicago, 20 mag. – Uno sguardo al futuro della Nato dalle rive del lago Michigan: messo alle spalle il G8 di Camp David, Barack Obama ospita il 25° vertice dell’Alleanza atlantica nella sua città, Chicago, in un summit dai numeri record. I leader e i ministri degli Esteri e della Difesa dei 28 membri dell’Alleanza e i rappresentanti di un’altra trentina di Paesi discuteranno del ritiro dall’Afghanistan, da completare entro il 2014, e del rinnovamento di una Nato che punta sulla Smart defence, la difesa intelligente, per ottimizzare fondi militari prosciugati dalla crisi aumentando la cooperazione.

Al primo punto nell’agenda dei leader (per l’Italia il premier Mario Monti, accompagnato da Giulio Terzi e Giampaolo Di Paola) c’è l’approvazione della strategia di transizione e il calendario di uscita dall’Afghanistan, delineata al precedente summit di Lisbona del 2010. Completato il ritiro delle truppe da combattimento, entro la fine del 2014, gli alleati hanno già concordato di garantire un’attività di addestramento e supporto al nuovo esercito e alle forze di polizia afghane. In particolare, si tratta di definire la futura composizione delle forze di sicurezza afghane: dal progetto iniziale di 352.000 uomini si dovrebbe passare a 228.000. Altro argomento in discussione sarà la ripartizione del finanziamento di questo contributo, che dovrebbe toccare i 4,1 miliardi di dollari all’anno. Il summit nella Città del Vento dovrà consacrare la Smart Defence, o difesa intelligente, come nuovo concetto strategico dell’Alleanza. Si tratta di coordinare meglio gli sforzi dei singoli Paesi e di concentrarsi sui compiti essenziali, impostando le priorità e, soprattutto, unendo le capacità con i Progetti multinazionali (25 saranno presentati a Chicago).

Al vertice sarà annunciato il completamento della prima fase dello scudo antimissile dispiegato nell’Europa dell’est e motivo di gelo con la Russia che non a caso parteciperà solo alla discussione di lunedì sull’Afghanistan con i partner Isaf. L’Alleanza dichiarerà operativa la “capacità intermedia”, stadio iniziale del programma che dovrebbe diventare pienamente operativo nel 2018. L’alto numero di partecipanti, si parla di 6.000 delegati, infine, è anche un segno di quanto la nuova Alleanza atlantica punti sepre più sui Partenariati strategici al di fuori della sua sfera tradizionale, Europa e Nordamerica. A Chicago saranno presenti Australia, Nuova Zelanda, Corea del Sud e Giappone. Quello di Chicago sarà anche il summit della cibersicurezza e dei nuovi sofisticati sistemi di sorveglianza sul terreno. Per la difesa da attacchi cibernetici divenuti sempre più sofisticati, si punta su un sistema centralizzato di protezione e di coordinamento dei servizi di intelligence e sulle strette consultazioni tra gli alleati. Un progetto in cui l’Italia avrà un ruolo da protagonista è l’Alliance ground surveillance (Ags), il nuovo sistema di controllo satellitare che fornirà ai comandanti un quadro completo della situazione sul suolo terrestre, attraverso l’uso di tecnologie avanzatissime. Tredici Paesi alleati, tra cui l’Italia, acquisiranno cinque velivoli senza equipaggio in grado di sorvegliare aree molto vaste per lunghi periodi e a distanze considerevoli dalla terra, in qualsiasi condizione meteorologica e di luce. Il centro operativo del nuovo sistema, che sarà pronto tra il 2015 e il 2017, sarà la base militare di Sigonella, in Sicilia. (AGI)

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