NATO: Di Paola, no all’Esercito europeo, sì ad una politica di difesa comune

di-paola-natoL’Europa faccia sentire la propria voce. Roma, 5 feb – Il concetto di base della cooperazione tra Alleanza Atlantica e Europa è ”Nato con Europa, non Nato verso Europa. Parliamo di un problema di politica di difesa europea non di esercito europeo”. Così il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola ha sottolineato le prossime sfide dei rapporti tra Unione Europea e Nato intervenendo alla 58a Assemblea Generale dell’Atlantic Treaty Association, organizzata al Nato Defense College di Roma.

I membri europei dell’Alleanza Atlantica – ha spiegato Di Paola ricordando come il tema sia stato al centro anche della recente Conferenza sulla sicurezza di Monaco – ”devono far sentire la propria voce, devono far sentire un rinnovato impegno politico”. Perchè, secondo il ministro della Difesa, ”il paesaggio” della cooperazione sulla sicurezza attorno al ruolo dell’Alleanza Atlantica è cambiato” e non bisogna aver paura di ”un processo di riequilibrio e bilanciamento” dell’Alleanza. Occorre invece ”essere aperti al mondo, non proteggendosi più dall’interno ma andando oltre le nostre frontiere”. La Nato – ha quindi aggiunto il ministro – mantenendo un approccio pacifico alla base della propria politica, ”deve operare laddove il caso ci chiama in gioco”, mostrandosi capace di ”collegarsi a forze emergenti” come il Brasile, l’Africa, i grandi Stati dell’Asia e accompagnando visione e prospettiva. Perchè ”una visione senza prospettiva è sogno, ma una prospettiva senza visione non succederà mai”, ha concluso Di Paola.

“Serve più Europa nella Nato, per una politica di difesa comune” – ha dichiarato inoltre il ministro degli Esteri, Giulio Terzi. “Consolidare i legami transatlantici – ha spiegato il capo della Farnesina – richiede una leadership condivisa sulle due sponde dell’Atlantico. L’Europa deve diventare più attiva nel ruolo di garante della sicurezza. Non possiamo più non prenderci le nostre responsabilità, rispetto ai nostri partner soprattutto gli Stati Uniti, che continuano a sostenere il peso della nostra sicurezza”.

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