Manovra: Di Paola, bisogna tagliare, non serve essere Napoleone

di_paola_giampaoloAnche le Forze armate devono fare la loro parte. Roma, 6 dic – Per capire che in questo momento di crisi economica bisogna ”ridimensionare uno strumento militare non più sostenibile”, basta il buonsenso, ”non bisogna essere Napoleone. E io non lo sono”. Lo ha detto il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola, parlando con i giornalisti a margine della cerimonia di avvicendamento al vertice dell’Esercito. ”In questo contesto – ha aggiunto – anche le forze armate devono fare la propria parte e non possono sottrarsi”.

A chi gli chiede quali saranno le ”linee guida” della riforma delle Forze Armate, Di Paola risponde: ”E’ chiaro, ci dobbiamo ridimensionare perchè le risorse che abbiamo e che in prospettiva il Paese metterà a disposizione non consentono di sostenere questo strumento militare. Dunque, per mantenerne la validità e l’efficacia bisogna ridimensionarsi, anche nel numero degli effettivi. Quello che facciamo noi – ha proseguito il ministro – è quello che farebbe qualunque sana organizzazione d’azienda quando deve riportare in equilibrio capacità e risorse. Questo è comune buonsenso, non c’è bisogno di essere Napoleone per capirlo. E io non sono Napoleone”. Gli stessi temi l’ammiraglio Di Paola li aveva toccati poco prima nel suo intervento durante la cerimonia di avvicendamento. ”L’attuale congiuntura economica internazionale, che ha coinvolto pesantemente il nostro paese e mette a rischio la stessa costituzione dell’Unione europea – ha detto – richiede un’assunzione di responsabilità da parte di tutti ed in tale contesto le Forze Armate non possono non fare la propria parte. A fronte delle risorse finanziarie che il paese può ragionevolmente destinare alla difesa, lo strumento militare così come è concepito oggi non è più sostenibile. La sua revisione, necessaria e improcrastinabile, deve quindi partire dal dimensionamento, andando ad incidere sulla struttura e sull’organizzazione, salvaguardando al meglio la componente operativa, perchè altrimenti sarebbe inutile”. Si tratta di una ”trasformazione indispensabile – ha proseguito – che va affrontata con coraggio nella piena consapevolezza che è l’unica strada possibile per mantenere l’efficacia e l’efficienza di quello strumento militare che è garanzia di sovranità ed indipendenza di ogni nazione. Questa – ha concluso Di Paola – è la stagione del cambiamento, un cambiamento che dovrà essere serio, equo, trasparente e soprattutto efficace. Non ne abbiate paura – ha detto, rivolgendosi ai militari schierati nell’ippodromo militare di Tor di Quinto a Roma – ma sappiate dominarlo e indirizzarlo. Facciamolo insieme”.

Oggi – ha rimarcato il ministro della Difesa – ci troviamo proprio di fronte a questa sfida grande e difficile, ma ineludibile. E quando le sfide sono ineludibili vanno affrontate con coraggio, senza nostalgia per un passato che non è più e non tornerà”. “Nella vita – ha sottolineato Di Paola – che è essa stessa il continuo mutare di tutte le cose da uno stato all’altro, non vince il più forte ma chi meglio e per tempo, si adatta ai cambiamenti nel tempo nel quale si vive. Sapere leggere e quindi interpretare questi cambiamenti è sempre stata la grande forza del sistema Difesa che, così facendo, è riuscito a progredire rimanendo al passo con i tempi”.

Quanto ai programmi industriali nella Difesa da riconsiderare, il ministro ha sottolineato: “Rivedremo tutti gli aspetti dello strumento militare. Non è questione di questo o quel programma industriale, ma oggi come oggi non possiamo dare indicazioni specifiche”

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