Libri: esce «Afghanistan solo andata», soldati italiani caduti nel paese degli aquiloni

Afghanistan-solo-andataStorie raccontate dall’inviato di guerra Gian Micalessin. Roma, 11 set – Sono più di cinquanta i soldati italiani che non torneranno dalle pietraie e dai deserti dell’Afghanistan, il Paese dove gli aquiloni hanno smesso di volare. Ma non c’è solo la guerra nel libro “Afghanistan solo andata”, scritto da Gian Micalessin per la Cairo Editore, c’è invece la storia di chi ha deciso di combatterla .

Non c’è solo la cronaca della loro morte, c’è la storia della loro vita. Sono infatti, più di cinquanta i soldati italiani caduti in Afghanistan dall’inizio della missione Isaf nel 2004. Dietro questa lunga teoria di nomi ci sono volti, desideri, ambizioni di giovani uomini, scelte di vita non sempre facili e scontate. A raccontarli è Gian Micalessin, inviato di guerra che conosce l’Afghanistan da trent’anni, che l’ha visto passare dal controllo sovietico a quello talebano fino alla situazione magmatica di oggi. Non potendo raccontarli tutti, ha raccolto otto storie esemplari, otto piccole biografie che tessono una trama comune, che consentono di capire chi sono i militari italiani impegnati nel Paese degli aquiloni, qual è la loro missione, perchè hanno scelto il mestiere delle armi, che cosa li ha spinti a rischiare la vita a migliaia di chilometri da casa.

Afghanistan solo andata cerca di ridare voce a quei ragazzi che sono stati figli, fratelli, mariti e padri, che troppo spesso conosciamo soltanto dalle cronache della loro morte, succinte eppure intrise di inutile retorica. Perciò le cronache di Micalessin parlano di vita, riaprono quelle porte che dopo la momentanea ondata collettiva di commozione si chiudono alle spalle delle famiglie lasciandole sole con la loro irrimediabile perdita. Ha parlato con i commilitoni, ha raccolto i ricordi di gioia di amici e parenti ma ha anche distillato nuove lacrime, in omaggio a un sacrificio che non va dimenticato. Gian Micalessin, inviato di guerra, scrive per numerose testate.

Inizia realizzando reportage al seguito dei mujaheddin afghani che combattono l’occupazione sovietica. Poi firma altri reportage e documentari da Iraq, ex Jugoslavia, Cecenia, Algeria, Ruanda e dall’epicentro del morbo di Ebola in Zaire. Dalla fine degli anni ’90 segue con particolare attenzione le questioni mediorientali, il conflitto israelo-palestinese e l’Iran. Per la carta stampata ha collaborato con Corriere della Sera, Repubblica, Panorama, Liberation, Der Spiegel, El Mundo, L’Express, Far Eastern Economic Review. Ha inoltre lavorato per network nazionali e internazionali (CBS, NBC, Channel 4, TF1, France 2, NDR, TSI, Rai 1, Rai 2, Canale 5, La7).

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