Libia: Crosetto, possibili forze NATO sul terreno per un mese. Forse l’Italia sarà disponibile

CROSETTORoma, 26 ago – Il sottosegretario alla Difesa, Guido Crosetto, non esclude che l’Onu possa chiedere alla Nato truppe di terra in Libia per un mese, aggiungendo di non sapere se, in questo caso, l’Italia sarà disponibile. ”L’impegno come lo abbiamo conosciuto nei primi mesi sta scemando” ha detto Crosetto a Radio 24 nel programma “Nessun Luogo è Lontano”. ”L’impegno militare – ha tuttavia proseguito – ci sarà anche nelle prossime settimane, con un percorso diverso. L’Onu entrerà con i caschi blu, composti da nazioni arabe o africane”, ma ”ci vorrà una fase intermedia prima che l’Onu metta in piedi questa organizzazione che impiegherà almeno un mese, 45 giorni, per cui non è detto che nelle prossime riunioni internazionali Ban Ki Moon non debba chiedere alla Nato un supporto di un mese anche sul terreno per aiutare il consolidamento di questo percorso”.

”Una volta che l’Onu ha chiesto alla Nato, poi le singole nazioni decideranno come contribuire”, ha aggiunto Crosetto, dicendosi ”abbastanza sicuro che Inghilterra e Francia siano disponibili”. E l’Italia? ”Non so se l’Italia sarà disponibile – ha risposto – perchè è una scelta che tocca al Governo nella sua interezza”. Alla domanda, poi, se siano state già utilizzate forze speciali italiane in Libia, il sottosegretario ha risposto di no: ”io penso che la Nato abbia utilizzato dei sistemi di intelligence e semmai di formazione nella prima fase, come è emerso dai giornali”. Crosetto ha quindi aggiunto che ”anche se oggi pomeriggio prendessimo Gheddafi il percorso per arrivare a una Libia normalizzata sarebbe ancora lungo”. In ogni caso, ”la durata è quella che la Nato aveva programmato, l’impegno era basato sulla scarsità di mezzi di Gheddafi e sul fatto che dopo 40 anni il suo regime aveva stancato i libici. In teoria l’appoggio delle tribù doveva venire a mancare e così è successo. La Nato ha fatto una parte, ma la parte principale l’hanno fatto le tribù libiche e i libici”. (ANSA)

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.