Legge di stabilità e Forze Armate: militari sempre più “instabili”

marina-altare-patriaRoma, 22 dic – (di Antonello Ciavarelli) Alcuni colleghi carabinieri hanno definito “elemosina” i 100 milioni di euro previsti nella legge di stabilità per le Forze di Polizia, chiedendo invece maggiori diritti economici.

Se queste idee, sono condivisibili al contempo non si deve tener conto anche dei militari delle Forze Armate, che continuano a non essere assolutamente considerati? Non operano anche loro in Patria e nei teatri operativi?

Il Ministro della Difesa non ha chiesto per il Comparto nemmeno quella “elemosina”, dopo aver promesso alle Rappresentanze Militari lo scorso 29 Agosto una risoluzione dell’annoso problema riguardante il blocco stipendiale ed una maggiore attenzione alle esigenze del personale. Esigenze per le quali, il personale non ha avuto l’impressione che i vertici abbiano speso lo stesso impegno manifestato per ottenere gli investimenti operativi-strutturali.

Un profondo malessere cresce tra le fila degli uomini e donne delle FF.AA.: già mortificati per la grottesca vicenda dei fucilieri di Marina, continuano a subire vessazioni economiche; la sconsideratezza di una classe politica che sembra non voler comprendere che gli investimenti sul personale siano altrettanto importanti quanto quelli sulle industrie delle armi, sta segnando profondamente le motivazioni e lo spirito di servizio che ancora contraddistinguono i militari.

Il Ministro della Difesa, che tanto sembra attento al bene dell’umanità, appare distratto nei confronti del personale da lui dipendente. Il fatto che, chi naviga, se va bene, è sottopagato con meno di 3 euro per ogni ora di navigazione oltre l’orario di lavoro, gli straordinari vengono erogati con il contagocce o che il patrimonio alloggiativo va alla deriva perché sembra chiara la volontà di “svenderlo” al miglior offerente, esprimono il venir meno del rispetto della dignità professionale.

Per non parlare dell’assurda situazione in cui si trova la Guardia Costiera che di fatto è una Forza di Polizia, ma non se ne riconosce lo status al personale e quindi con tutte le difficoltà sulla tutela fisica e giuridica che ne comporta. Al Corpo, ancora, non si attua neanche quel famoso “Riordino” che, come legge delega “quadro”, potrebbe mettere almeno un po’ di chiarezza su questi aspetti. A causa di una mancanza di adeguato livello di rappresentatività, i contratti del personale della Difesa mal si adattano al personale in attività di polizia della Guardia Costiera che, pertanto, si vede escluso dagli emolumenti percepiti dalle Forze di Polizia con le quali si collabora fianco a fianco. Quindi, anche per loro, che dipendono e sono pagati dal Ministero delle Infrastrutture, nessuna “elemosina”.

Ma in prossimità del Santo Natale e della fine dell’anno, non si può accettare di “far morire la speranza”. Tutto il personale del Comparto Sicurezza e Difesa, che ha giurato fedeltà alla nostra “bella Costituzione”, dai valori sempre attuali, ha indispensabile bisogno di vedere stimolato, gratificato, considerato dalle Istituzioni il proprio profondo senso di servizio alla Nazione per il mantenimento della pace e giustizia in Patria e all’estero.

L’auspicio è che finalmente nella “Difesa” l’attenzione per la tecnologia e per il personale vadano almeno di pari passo. Sarebbe importante mantenere la tensione su entrambi, come gli estremi di un arco che se ben teso può colpire un nitido bersaglio. Sarebbe importante dare un segnale al personale per non rischiare di dare sempre più l’impressione che un estremo di quell’arco (quello del personale) sia molto allentato e, gli obiettivi di conseguenza stiano diventando poco nitidi e fini a se stessi.

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