Forze armate, Consiglio del ministri: giù gli organici del 10% per decreto

militari-2-giugno-14Roma, 6 lug – Le Forze armate ridurranno il totale generale degli organici in misura non inferiore al 10%. E’ una delle norme del decreto della spending review secondo quanto riporta il pdf comunicato diffuso da Palazzo Chigi al termine della riunione del Consiglio dei Ministri.

Anche i militari quindi finiscono nella mannaia dello spending review tracciato dal governo che prevede un taglio del 10% delle piante organiche di tutto il settore statale e del 20% delle aree dirigenziali (un milione e 850mila dipendenti circa). La “buona” notizia è che si è evitato che, anche per gli statali, si applicasse il criterio degli “esodati” (a casa senza stipendio nè pensione).

Per questi dipendenti (o dirigenti) si applicherà la procedura di “messa a disposizione” con mobilità di 24 mesi e un’indennità che equivale all’80% dello stipendio base (cioè senza indennità), mobilità che potrà essere estesa a 48 mesi per accompagnare alla pensione coloro che che matureranno i requisiti per la pensione che erano previsti prima dell’entrata in vigore della riforma Fornero (che ha invece innalzato i limiti dell’età pensionabile). I tagli arrivano e, come ha ribadito il ministro della Pa e la Semplificazione, Filippo Patroni Griffi, saranno selettivi e con possibilità di compensazioni tra diverse amministrazioni, nel senso che le soglie del 10 e del 20% potranno essere inferiori laddove le piante organiche sono riempite dal personale in servizio, come nel caso degli enti previdenziali, a patto che altre amministrazioni siano disposte ad alzare l’asticella. Solo dopo la riduzione degli organici e l’esito del monitoraggio assegnato al Dipartimento Funzione pubblica si saprà quanto personale in servizio e in quali amministrazioni sarà toccato dall’intervento.

Arriva poi la «valutazione organizzativa e individuale dei dipendenti pubblici». In sostanza,saranno individuati i criteri per la valutazione organizzativa e individuale dei dipendenti pubblici. I criteri stabiliti con il decreto sulla spending review non si applicano alle amministrazioni che sono già dotate di strumenti per la valutazione organizzativa ed individuale dei dipendenti (le note caratteristiche insomma). Infine, dall’ottobre 2012, il valore dei buoni pasto attribuiti al personale, anche di qualifica dirigenziale, delle amministrazioni pubbliche non può superare il valore nominale di 7,00 euro.

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